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Rifondazione Comunista e il cinema nazionale

Giovedì 25 Gennaio 2007, 09:39 in Italia di
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Per sostenere il cinema italiano dalle invasioni barbariche, un gruppo di senatori di Rifondazione Comunista ha presentato questo disegno di legge. Si chiede che per ogni film di provenienza extracomunitaria ne siano distribuiti almeno uno italiano e uno europeo. Cioè: se è in giro un Mission Impossible, nello stesso tempo devono esserci un Manuale d'amore o un Migliore Amico.

Nella blogosfera la proposta gira con un'etichetta: Minculpop. In effetti emana odore di Ventennio. Ma fino a un certo punto: il puzzone non avrebbe mai ammesso nel Paese prodotti culturali demo-pluto-giudaico-massonici d'oltralpe. L'autarchia, diciamolo, sapeva farla.

Piuttosto, di quel disegno di legge forse vanno considerati due aspetti. Uno è mediatico: se l'avesse proposto An, sarebbero sorte barricate. L'altro è il significato di extracomunitario. Di extra non c'è solo il cinema Usa (il grande nemico di Rifondazione), ma anche quello argentino, sudafricano, cinese, giapponese, iraniano, etc etc. Se fosse legge, quel disegno avrebbe limitato la circolazione di vaccate come l'ultimo 007, ma anche di Babel, di Il suo nome è Tsotsi o di Viaggio a Kandahar.

E i critici, poi, che cosa li mandiamo a vedere?

Qui, un po' di blog, diciamo così, critici:
Orizzonte Liberale
La pulce di Voltaire
Thinkagain 101
Filippo Tommaso Marinetti
Cittadino Italiano
Francesco Nardi
Antonio Macchione
Tanto x dire la mia
1 x 100

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