L'editor del New York Times ha dichiarato che tra cinque anni del quotidiano potrebbe esserci solo l'edizione on line. Glielo hanno chiesto a Davos, durante il World Economic Forum, in una domanda sul futuro dei media: «Se stamperemo ancora il New York Times fra cinque anni? Non mi interessa».
Non un termine perentorio, quindi, ma la chiara indicazione che per la dirigenza del più prestigioso quotidiano Usa internet è prioritaria.
Arthur Sulzberger - l'editor - è in una posizione di privilegio. Innanzitutto perché il Nyt on line cresce, mentre il cartaceo cala; e soprattutto perché vive e lavora negli Usa. Dove internet è considerata una cosa utile, e non un gioco come in Italia.
Che lì siano su un altro pianeta lo dimostrano i rapporti tra politica e rete. Possibili presidenti blogger, candidature annunciate on line, fund raising politico via internet: cose che da noi ce le sognamo. Ok, ci sono le isole felici, e locali. Ma è ovvio che la percezione del consenso popolare da loro passa dalla rete, da noi dalla famigerata mazzetta (di giornali!) che il politico di turno si ritrova al mattino nella sua segreteria politica. Sicché in Usa il maggior quotidiano può permettersi di dire «che mi frega?», con largo anticipo sulla fine da alcuni annunciata (e da altri analizzata alla grande). Pensiamo all'Italia: Corriere o Repubblica, pur non trascurando l'on line, potrebbero permettersi fra cinque anni di non uscire più in edicola?
Crediamo di no, ma non perché l'edicola sia il loro ossigeno (anzi, se ci rimangono è grazie a libri e altre simpaticherie allegate, con buona pace delle librerie). Ma perché sanno che finché da noi non saranno pronte le strade su cui far viaggiare la rete - e non pare che lo siano, al momento - si rimarrà inchiodati ai media tradizionali.
Insomma, tocca alla politica muoversi. E poi tocca ai giornali studiare il modo migliore per porsi ai lettori. Prendere il quotidiano così com'è e dargli un vestito elettronico non serve a niente; far partecipare chi ti legge può essere una buona soluzione per arrivare a quell'idea platonica montanelliana, per cui il mio padrone è solo il lettore. Padrone magari no, ma punto di riferimento per crescere sicuramente sì.
questi commenti non tengono conto delle tecnologie. magari tra 2 anni avremo tutti una bella stampante a colori che ti stampi solo gli articoli che vuoi leggere. oppure un altro modo che al momento non riesco neppure a pensare ma che sara' giusto per chi vuol legger sul tram o sul cesso. in ultimo non credo che nessuno possa leggere per ore al computer. wu ming pubblica tutto su internet prima della pubblicazione su carta e nonostante questo vendono i libri... perche'? non e' che puoi leggere 600 pagine a schermo.
@ Cri: meno male che non vivi a new york (vero che non vivi a new york?)
però c'è anche un altro modo di leggere il giornale on line: stare sul divano con il computer portatile... ;-)
preferirò sempre e di gran lunga leggere il mio quotidiano seduta su una poltrona e sfogliare pagina dopo pagina..non stare su una sedia, alla scrivania, con gli occhi incollati al monitor.
come non hai passione per la rete? ma se sei uno tra i migliori utenti in circolazione? ;-)
scherzi a parte, d'accordo su quanto pochi giornali si vendano; ma la lettura del quotidiano in internet è in costante aumento, soprattutto tra coloro che non avevano l'abitudine di andare in edicola. è ovvio e naturale che per chi da 40 anni ha la sana abitudine del quotidiano tradizionale passare solo a internet non sia così automatico. ma credo che sviluppare di più i media sulla rete possa essere davvero un gran modo di attirare il lettore più giovane
tutto vero ma non dimentichiamoci quanti pochi giornali si vendono in Italia e quanta poca gente è abituata leggere tutti i giorni il giornale.Oltretutto quei pochi abitudinari sono in una fascia di età medio alta.che come il sottoscritto non ha molta passione per la rete o altre diavolerie.
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alle 11:44
Igor, Blogosfere Staff
@ Salieri: il giornale stampato dalla propria stampante lo fa già Repubblica.it. Ma non sono sicuro possa durare: si dice che internet risolve innanzitutto i costi della carta, e in questo caso sarebbe solo un trasferimento di costo dall'editore al lettore. sul fatto che nessuno possa leggere ore al computer, è vero. proprio per questo penso che il Nyt malgrado tutto non chiuderà l'edizione cartacea. magari ne farà una della domenica, bella polposa e ricca di approfondimenti, con pezzoni di 90 righe. però che l'informazione veloce, sintetica e diretta passi sulla rete, mi pare inevitabile. piuttosto, mi sarebbe piaciuto sentire da parte di Sulzberger considerazioni sull'apertura del Nyt on line ai blog...