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Bambole Russe: la Romania chiude le porte ai rifiuti campani

Sara avatar Martedì 29 Maggio 2007, 18:07 in Speciali di Sara
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di Giovanni Molaschi

I rifiuti italiani potrebbero essere riciclati in Europa

Le considerazioni-comparazioni fatte nel precedente numero di questa rubrica, continuano anche in questo numero. Prima però una serie di informazioni utili per trovare le bambole russe.

Da ieri potete contattarmi anche su skype. L’account è bambole.russe. A tal proposito un ringraziamento a Michela (naturopata fiorentina, attualmente residente a Parigi) che presto farà parte di questo piccolo-grande spazio. Vi ricordo a tal proposito che per qualsiasi suggerimento, idea o quant’altro la mail bambolerusse@hotmail.it è sempre attiva.

Seconda informazione di servizio. Domani all’interno di “Capital in the World”, il nuovo programma condotto da Doris Zaccone (che presto intervisterò per questa rubrica) su Radio Capital, presenterò questa serie di speciali di blogosfere.it.

Dopo tutti questi doverosi, e piacevoli preamboli, cominciamo occupandoci dei rifiuti italiani snobbati e utilizzati dall’Europa.

La Romania boccia la Campania

I tecnici del Ministero dell’Ambiente italiano sono stati bocciati dalle autorità romene. Secondo quanto dichiarato da Attila Korodi (Ministro dell’Ambiente di Bucarest) gli italiani volevano liquidare l’emergenza campana spendendo i rifiuti in Romania.

Il nostro Paese – ha dichiarato Attila Korodi, intervistato sull’argomento - non ha neanche la capacità, sufficiente per accumulare correttamente i suoi rifiuti, ed è per questo motivo che non aggiungeremo alla nostra immondizia, anche quella che proviene da altri Paesi”. (fonte: ilgiornale.it)

L’Umbria impara a riciclare nella penisola scandinava

Diverso, come d’altronde le condizioni, l’atteggiamento delle autorità svedesi e finlandesi. Per potenziale giustamente il riutilizzo delle biomasse, da ieri è nella penisola scandinava un gruppo di scienziati umbri.

Attualmente – ha dichiarato il portavoce della delegazione italiana – il fabbisogno energetico della Svezia è soddisfatto per il 26% da questo tipo di fonti, a differenza delle media europea pari a circa il 6%”.

La Finlandia, oltre ad avere il primato europeo nella produzione di energia elettrica proveniente dalle biomasse, è stata scelta dal team italiano anche per la morfologia. Dal punto di vista urbanistico il paese è molto simile all’Umbria. (fonte: newsfood.com)

4 mesi, 3 settimane e 2 giorni

Parlando di Romania, ma soprattutto di cinema (argomento molto attuale, vista la conclusione della rassegna cinematografica di Cannes lo scorso week end) vale la pena segnalare la vittoria del film di Cristian Mungiu “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”.

Il film - come scrive Gabriela Gallozzi sull’Unità – racconta i destini di due amiche, Ottila e Gabita, studentesse universitarie in una Bucarest desolata, grigia, fatta di file davanti ai negozi di alimentari e di mercato nero per comprare il sapone o le sigarette. Ed è in questo scenario che si consuma il dramma: l'aborto clandestino di Gabi, incinta di «4 mesi, 3 settimane e 2 giorni» costretta a ricorrere all'intervento del losco Bebe, un uomo di mezza età che poco ha del medico e che trascina le due ragazze in una lenta spirale dell'orrore.

Breakfast on Pluto: promosso dai blogger

foto%20breakfastoonpluto%201.jpgMentre l’Europa applaudiva il giovane regista, in Italia usciva l’atteso “Breakfast on Pluto” (per vedere il trailer, clicca qui). Come ho già fatto per il film di Daniele Lucchetti “Mio fratello è figlio unico”, anche per il nuovo film di Neil Jordan, provo a mettere a confronto due delle opinioni trovate sulla blogosfera.

Favorevole ecinemablog.it

Un personaggio trans-gender forte dunque, ben strutturato e con il quale è impossibile non condividere (quasi) tutti gli avvenimenti del film, grazie anche alla magnifica colonna sonora immancabilmente glamour che, come già in Velvet Goldmine (1998) di Todd Haynes (pellicola a cui Breakfast on Pluto deve molto), creava una sorta di “predisposizione positiva a priori”… d’altra parte è sufficiente ascoltare i primi 30 secondi del film con The rubettes che cantano Sugar baby love per capire di cosa sto parlando!

Patricia è in definitiva un alieno nel senso etimologico del termine (dal latino alius: altro), un extra-terrestre, uno stra-lunato che sembra trovare la stabilità tanto desiderata nell’amore per la vita così come capita, malgrado le madri e i padri, nonostante le comunità in cui si vive e nonostante tutte le velleità politiche pseudo-rivoluzionarie.

Non è impossibile, come canta la canzone di Don Partridge che da il titolo al film, immaginare di fare colazione su Plutone, sebbene sia il pianeta più piccolo, più freddo, più lontano, più deriso del nostro sistema solare…

Sarà un caso che il povero Plutone sia stato declassato qualche mese fa, dallo status di “pianeta” a quello di satellite? Forse no ma, come cantava Lou Reed proprio in quegli anni anche un satellite in giro per i pianeti può essere un “satellite d’amore”…

Meno Favorevole screenweek.it

Se avete voglia di vedere un film in cui l'ironia riesce ad alleggerire i toni drammatici della trama generale, questo è quel che fa per voi.

Il film risulta piacevole come una grande favola colorata e ironica, l'epopea di un personaggio alla ricerca di un'identità, di una famiglia e dell'amore senza lasciarsi andare alla tristezza o abbandonandosi alle avversità, comprendendo che alla fine le risposte possono arrivare proprio dove non ci aspettavamo di trovarne.

Note negative: lungo, troppo lungo e un po' fumettoso. Positivissima e sorprendente invece l'interpretazione di Cillian Murphy, che riesce ad essere credibile in panni un po' alla Velvet Goldmine.

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