Decifrare l’attualità è spesso difficile. In un momento storico caratterizzato da una eccessiva esposizione all’informazione, ogni fatto (triste o meno che sia) ci scivola addosso. È inutile negare a noi stessi che col passare del tempo la nostra capacità all’approfondimento, ai collegamenti logici (che ormai tristemente non vengono neanche più utilizzati per il ciclo scolastico obbligatorio), si è rattrappita. Potremmo disquisire in questo spazio del perché questo sia successo. Potremmo ma verrei meno al concept della rubrica, creata per approfondire l’attualità europea (cercando comunque di collegare i fatti e le persone, come fa Xavier protagonista del film che ha ispirato il titolo di questa rubrica).
Malgrado l’attualità europea sia stata fortemente caratterizzata, negli ultimi giorni, dai fatti dello scorso week end accaduti a Mosca, lo scorso numero ci siamo occupati d’altro. Dovevo, scusate, riflettere su quanto successo e cercare di dare a questo post un senso.
Una premessa a quanto segue, credo sia d’obbligo. Non ho deciso di occuparmi della manifestazione russa perché ormai fa figo farlo. Lo faccio soprattutto perché il 2007 è stato scelto dalla Unione Europea per essere l’anno in cui ogni governo (appartenente ovviamente alla comunità) raggiunga la parità di tutti. In Italia le donne ancora vengono uccise dalla violenza machista e maschilista dell’uomo; credo che fatti come questi siano sufficienti a motivare quanto state per leggere.
Per lavoro, l’anno scorso mi sono occupato del primo Gay Pride moscovita. Per tutti gli addetti ai lavori l’evento costituiva già una rivoluzione. Pochi furono i coraggiosi che decisero di partire alla volta della Piazza Rossa. Poca fu l’attenzione dei media. Su youtube.com vennero pubblicati solo tre filmati, tratti da altrettanti notiziari; documentandomi per questo post ho scoperto che digitando le tag: gay, pride e moscow ci sono 18 filmati. È evidente che l’attenzione dei media è cresciuta; in Italia, nello specifico, i maggiori organi di informazioni hanno documentato l’accaduto grazie alla presenza dell’onorevole Vladimir Luxuria e dell’eurodeputato Marco Cappato, che abbiamo intervistato per blogosfere.it.
Lo scorso week end eri a Mosca, per il secondo Gay Pride nazionale. L’anno scorso i mass media si sono occupati poco dell’evento. Credi che la tua presenza, e di altri esponenti politici abbia dato più visibilità alla manifestazione?
I media occidentali sono molto più attenti se sono coinvolte personalità dei nostri Paesi. Questo è comprensibile, ed è anche la ragione per al quale speravamo che la nostra presenza avrebbe costituito una garanzia in più per gli organizzatori. Così non è stato, ma certamente ora molte più persone nei nostri Paesi si sono fatti un'idea della situazione in Russia. Il problema è quello di arrivare ad informare anche i russi.
Molti esponenti politici italiani hanno subito condannato quanto successo. Non credi che sia pura ipocrisia, considerando che nel nostro paese i membri della comunità GLBTQ possono solo sfilare e non unirsi giuridicamente?
Posso solo ringraziare chi ha condannato la violenza, anche se la pensa diversamente da me sulle unioni di persone omosessuali. Detto questo, sono in troppi a sottovalutare - o a fingere di sottovalutare - il legame profondo tra violenza politica, fondamentalismo religioso, omofobia e fanatismo nazionalista.
Il tuo nome, fortunatamente, è associato ad altre importanti battaglie “laiche”. Questa rubrica si occupa di informazione europea. Dal tuo privilegiato punto di vista, come credi che L’Europa tuteli le minoranze? Quali sono i paesi, secondo te, più pigri?
Siamo deboli nel sostenere le libertà civili fuori Europa anche perché non lo facciamo all'interno della UE. In particolare, non esistono - e quando esistono non vengono mai attivati - meccanismi permanenti di valutazione e sanzione dei diritti umani all'interno dell'Unione. Nessun Governo si attiva, perché ha paura che poi gli altri Governi a loro volta avranno qualcosa da dire su di loro. E' una condizione di reciproca omertà che ci rende deboli nel momento in cui andiamo a raccontare agli altri Paesi che devono rispettare i diritti umani, anche quando le violazioni sono molto più gravi di quelle perpetrate a casa nostra.
In Polonia, è notizia di questi giorni, probabilmente verranno censurati i teletubbies perché “pro omosessuali” (vedi spazio successivo di “Bambole Russe”). Dove e come la censura si sta nuovamente manifestando?
La Polonia è uno splendido caso di Paese europeo che viola sistematicamente i principi fondametnali dell'Unione europea. Senza andar troppo lontano, anche la messa al bando di Andrea Rivera a seguito della sua ironia sul vaticano ricorda da vicino le reazioni dei fondamentalisti musulmani sulle vignette anti-Maometto. La censura dilaga perchè i censuratori di opposta fazione o opposta religione sono in realtà uniti dal virus dell'antiliberalismo.
La censura che pericolosamente minava l’impegno di un gruppo di persone, pronte per una società veramente per tutti, non è riuscita ad imporsi. Eppure negli ultimi giorni si legge sempre più spesso di veri e propri provvedimenti dei governi in questa direzione. Glissando, per non essere qualunquisti, quanto sta accadendo nel Venezuela, vorrei concentrare le nostre riflessioni sulle recenti decisioni prese dagli “educatori” polacchi.
Prima, però, è bene capire cosa si intende per censura. Per farlo, oltre a visitare l’utilissima wikipedia, ho provato a capire cosa sia per alcune persone che normalmente frequentano la rete. Ognuno ha la propria idea. Dopo una serie di letture, consigliate e trovate su technorati.com, ho capito che la censura: limita gli spazi, attacca direttamente il pensiero e omette ciò che forse potrà scandalizzarci (benché non si capisce perché i politici possono legiferare basandosi sulla propria libertà di coscienza e i cittadini non possono decidere cosa sia giusto per loro).
La censura limita, attacca e omette un programma per bambini
Qualche giorno fa, persino tgcom.it, si è occupato dei timori di una certa Ewa Sowinska; la signora, responsabile polacca dei diritti dei bambini, ha deciso di concentrare gli sforzi di un equipe medica per capire se i teletubbies fanno o no propaganda alla causa omosessuale. Nell’occhio, malizioso evidentemente, della gentil donzella è finito soprattutto uno dei quattro pupazzetti: Tinky Winky. Essendo viola e indossando in talune occasioni una gaia borsetta rossa sostiene, senza alcuna ombra di dubbio, le battaglie per diritti di gay e lesbiche.
Chi legge questa rubrica sa bene che la seconda parte la utilizziamo per parlare d’altro. Prima di arrivare ad una delle notizie più curiose scritte sull’Europa negli ultimi giorni, cominciamo parlando del Portogallo.
Portogallo: sciopero record
Lisbona. Secondo i dati ufficiali della centrale sindacale filocomunista Cgtp, allo sciopero indetto contro la politica economica del governo portoghese hanno aderito circa l’80% dei lavoratori. Voglia di vacanze o un pellegrinaggio alla volta di Fatima per un futuro migliore?! (fonte: Ansa)
Lituania: Ministro della Difesa vorrebbe lo scudo spaziale
Vilnius. Qualcuno, per favore, vieti a Juozas Olekas (Ministro della Difesa della Lituania) di utilizzare la lacca spray. Gli fa male, ma soprattutto non gli permette di godersi serenamente il cielo. Il simpatico ometto (che fisicamente ricorda Luca Mercalli), durante una conferenza stampa in Moldavia ha ipotizzato l’utilizzo dello scudo spaziale per proteggersi da eventuali attacchi. Non è, caro Juozas, un po’ troppo. (fonte: swisspolitics.org)
Germania: signora parcheggia nella metro
Dusseldorf. Una signora tedesca, che alla luce dei fatti che sto per scrivere è evidente che non ci veda molto bene, ha scambiato l’entrata della metropolitana per quella di un parcheggio e ci si è infilata dentro. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine i danni del veicolo sono di circa 1500 euro. (fonte: reuters.it)
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