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Bambole Russe e l'età della classe politica

Sara avatar Venerdì 8 Giugno 2007, 15:31 in Speciali di Sara

di Giovanni Molaschi

foto%2002_giovani%20austria.jpgNegli ultimi mesi si è fatto un gran parlare, a causa anche delle recenti elezioni francesi, dell’età che dovrebbe avere una classe politica per governare meglio. La discussione è stata, per un breve tempo, tanto alla moda che anche nei salotti buoni italiani (come quello della coppia Bignardi-Sofri) qualcuno ipotizzava giovani candidati al neonato Partito Democratico. Cambiato il mese, è cambiata anche la casta di riferimento per un certo tipo di attenzioni.

Tralasciando, per un post almeno, tutti gli eventuali collegamenti tra i giovani e politica forse vale la pena concentrarsi su un altro tipo di giovinezza; quella, che per Pablo Ricasso, non ha età.

Tutti, più o meno, sappiamo chi siano i giovani e i problemi che hanno. Diverse e ancora lontane sono le nozioni per capire quando i cambiamenti portano, in Europa nello specifico, linfa giovane.

Regno Unito: il nome più diffuso tra i neonati è Mohammed

foto%2001_nome%20neonati%20londra.jpgSignificativo, di quanto accennato pocanzi, è sicuramente l’integrazione culturale. Un fenomeno troppo spesso liquidato facilmente ma sempre e in continua crescita; è talmente in espansione che, come pubblica il Times, il nome più diffuso fra i neonati britannici è Mohammed (che dell’amplomb londinese ha decisamente poco). Inutile nascondersi dietro un dito. L’integrazione tra le culture ha una portata talmente grande che si dovrebbe cominciare a capire e ristabilire il concetto di minoranze. Per la cronaca, nella classifica stilata dal giornale, al secondo posto si è classificato il nome Jack, mentre al terzo Thomas. (fonte: rainews24.it)

Austria: la classe politica si ringiovanisce scegliendo elettori giovani

Continuiamo a parlare di cambiamenti, associando il concetto ai più giovani che per l’età (da adulti forse diremmo, rimproverandoli, per incoscienza) spesso decidono di rivoluzionare il proprio mondo appena possono. Inutile negare che la persona mediamente maturata non sia propensa ad analizzare veramente quanto questo processo sia fondamentale. Quanto lo è stato per lei. Per evitare, forse, questo il parlamento austriaco ha stabilito che per poter votare bastano 16 anni (e non più 18 anni). Dei giovani, la grande maggioranza fra socialdemocratici e popolari, conta di acquisire tutto il meglio possibile; per questo motivo le legislazioni non dureranno più quattro anni ma bensì cinque. (fonte: libero.it)

Continuiamo a decifrare la natura del cambiamento. Al momento ho capito, leggendo le news europee, che il cambiamento si innesta con il presente; momento storico plasmato sulle decisioni prese precedentemente da altri che per migliorare chiedono aiuto a persone più giovani.

Grecia: un blog denuncia il precariato

foto%2003_blog%20grecia%20700%20euro.JPGFino ad ora abbiamo parlato, ahimé, di un presente astratto sviluppato attraverso una serie di circostanze ancora troppo virtuali per essere etichettate come efficaci. Ritorniamo all’attualità parlando dei problemi dei giovani greci. Scontenti per le politiche adottate dagli amministratori, un gruppo di giovani precari ha voluto denunciare con un blog l’inutilità di uno stipendio medio che si aggira attorno ai 700 euro.

N.B. Il tasso di disoccupazione in Grecia (pari a 8,9%), malgrado sia il più basso dal 1998, è ancora alto rispetto alla media europea (equivalente a 7,4%). (fonte: Reuters)

Con un post dedicato alla giovinezza senza età, concludo soddisfatto questo primo ciclo di “Bambole Russe”. Colgo l’occasione di questo arrivederci per ringraziare: tutti coloro che hanno letto questa rubrica, lo staff di blogosfere.it che ha lavorato con me al progetto, le persone incontrare su skype e quelle intervistate (nell’ordine Giovanni De Mauro, Marco Cappato e Doris Zaccone). Grazie a tutti. Mi auguro di aver raccontato in questi otto appuntamenti una realtà, paradossalmente, nuova “perché – come scrive Alessandro Baricco – ciò che si salverà non sarà mai quello che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo”. 

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