Veltroni, buono ma non troppo, non vuole sostituire Prodi

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Walter Veltorni, candidato alla segreteria del Partito Democratico, continua ad attirare l'interesse di blogger e giornalisti. In un'intervista rilasciata a Corriere il Sindaco di Roma dichiara che non sostituirà Prodi ma lo consoliderà;

Il Partito Democratico è la più grande possibilità, se non l’ultima, che si presenti all’Italia per costruire una moderna forza riformista e maggioritaria, che possa produrre la grande innovazione di cui il paese ha bisogno. Si deve sentire che si sta aprendo un ciclo, come quando sono andati al governo Reagan, Clinton, Sarkozy. L’Italia rischia di morire di vecchiaia.

E sui rischi della politica italiana vi riportiamo il post di Claudio Alberti, curatore di Roma 2011, mentre Libero pensiero, blog gestito da Davide Romano, analizza la figura di Veltroni e il suo presunto buonismo

Di Claudio Alberti

Facciamo conto di vivere in un paese normale. In questo paese ci sono due grandi partiti, che raccolgono attorno al 30-35% dei consensi, l'uno a destra, l'altro a sinistra, secondo le classificazioni canoniche e forse un po' datate dell'analisi politica. Assieme a loro, ci sono altri partiti più piccoli, spalmati tra le varie posizioni, dal più reazionario al più massimalista. Quando arrivano le elezioni, i due grandi partiti presentano ognuno il proprio programma elettorale, e anche gli altri fanno lo stesso. Poi si vota, e la legge elettorale, in questo paese normale, premia la governabilità e la stabilità dei governi, e assegna, in questo paese normale, una solida rappresentanza parlamentare a uno dei due partiti. Insieme a questo, però, visto che forse col 35% dei voti non si hanno abbastanza parlamentari per star tranquilli, qualcuno dei partiti minori si unisce per governare, associandosi al programma che il grande partito vincitore aveva presentato, perché in questo paese normale chi ha la maggioranza vince e decide. In questo paese normale, ovviamente, capita anche che il grande partito faccia delle concessioni programmatiche ai piccoli, ma senza esagerare, perché il testo base è sempre il programma presentato dal più forte, in questo paese normale. Se non si raggiunge un accordo, il partito più piccolo che non vuole rispettare il programma di quello più grande sfancula dal governo, in questo paese normale. E si vive bene: si decide, si lavora, si riforma, si pagano addirittura le tasse, in questo paese normale. Addirittura ho sentito che all'estero invidiano questo nostro paese normale. Peccato che questo paese stia in ogni parte d'Europa, tranne che in Italia…
Morale: Rutelli e Veltroni (che ieri hanno concordato su questo) siete tutti noi.
NUOVO CONIO TUTTA LA VITA!!!

Di Davide Romano

Del Veltroni "buonista" ne hanno parlato in tanti, troppi. Ormai è diventato uno slogan da ripetere meccanicamente. Come quando un decennio fa alla domanda "nuovo?" si rispondeva tutti "no, lavato con Perlana".
Ma è davvero così "buono" Veltroni? E' vero che vuole fare contenti tutti e non scontenta nessuno? A me pare di no. Lui stesso nell'intervista di oggi al Corriere spiega: "(…) non avremmo chiuso 28 campi rom spostando 15 mila persone. Né avremmo concesso, unici in Italia, 1500 nuove licenze per i taxi. Si ascolta, si consulta, si tratta; ma, alla fine, si decide". Inutile ricordare poi come da lui siano arrivate posizioni anche tutt'altro che buoniste anche in politica estera. Ricordiamo solo di come durante la visita a Roma del cosiddetto "moderato" Khatami (ex presidente iraniano), elogiato da gran parte dei suoi stessi compagni di partito (indimenticabile l'introduzione al suo libro scritta da Luciano Violante, che elogiava la "democrazia" Khatamista), il sindaco di Roma si rifiutò di stringergli la mano. L'allora presidente iraniano infatti, si era rifiutato di rispondere alla domanda di un giornalista solo perchè questi era israeliano. Un gesto di inciviltà, che molti fecero finta di non vedere, ma che Veltroni non mancò di sottolineare. Giustamente.

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