Ieri aveva rilasciato un'intervista alla Cbs dove ribadiva il no all'atomica e ha affermato di non riconoscere Israele perché "è un regime basato sulla discriminazione e l'occupazione". Riapre anche la querelle sul negazionismo e i suoi dubbi, a quanto dice, trovano conferma nella mancanza di ricerche e nell'incarcerazione degli studiosi europei negazionisti, come David Irving.
Anche l'incontro alla Columbia University si è aperta nel segno della contestazione, e il presidente Lee Bollonger ha definito Ahmadinejad "crudele dittatore" e gli ha chiesto conto e ragione delle persecuzioni di donne, omosessuali, giornalisti come Akbar Ganjoi e altri intellettuali e del negazionismo dell'Olocausto.
La strabiliante boutade della giornata riguarda però gli omosessuali e le donne. Il presidente ha risposto che le donne ricoprirebbero alte cariche istituzionali e che “In Iran non ci sono omosessuali come invece qui da voi”. Sarà un caso se giornalisti e filmati su YouTube denunciano le fustigazioni pubbliche e le condanne a morte a danno di gay e lesbiche in un paese tutt'altro che liberale come denuncia Omoios.
E anche sull'atomica, Lapulcedivoltaire avanza alcuni ragionevoli dubbi sull'estraneità di Teheran su cui Ahmadinejad ha conservato la sua irritante ambiguità.
Se si crede a Regnar Rasmussen, che ha lavorato come interprete e analista presso le Forze Speciali dell'esercito danese, e poi nel Dipartimento di polizia criminale del suo Paese, la chiave del problema nucleare iraniano è che nel 1991 il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbaiev ha venduto tre testate nucleari a Teheran.
Il presidente ha risposto che le donne ricoprirebbero alte cariche istituzionali e che “In Iran non ci sono omosessuali come invece qui da voi”. Sarà un caso se giornalisti e filmati su YouTube (qui sotto) denunciano le fustigazioni pubbliche e le condanne a morte a danno di gay e lesbiche in un paese tutt'altro che liberale come denuncia Omoios.
E anche sull'atomica, Lapulcedivoltaire avanza alcuni ragionevoli dubbi sull'estraneità di Teheran su cui Ahmadinejad ha conservato la sua irritante ambiguità.
Se si crede a Regnar Rasmussen, che ha lavorato come interprete e analista presso le Forze Speciali dell'esercito danese, e poi nel Dipartimento di polizia criminale del suo Paese, la chiave del problema nucleare iraniano è che nel 1991 il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbaiev ha venduto tre testate nucleari a Teheran.
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