Bush interviene dal Palazzo di Vetro sulla marcia di Myanmar.
I monaci birmani non si fermano né davanti alla pioggia battente e nemmeno davanti ai militari che hanno già vietato ai giornalisti di riprendere il corteo e in questi giorni è in atto la più grande manifestazione contro il regime. Riporta La Stampa:
Dalla Pagoda d’Oro di Shwedagon, il principale tempio del Paese asiatico, i dimostranti si sono diretti verso il centro di Yangon, sfilando davanti alla sede quasi in rovina della Lnd, la Lega Nazionale per la Democrazia, la maggiore forza di opposizione guidata da Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace 1991, segregata agli arresti domiciliari dal 2003.
Una manifestazione pacifica, senza sangue. Liberopensiero riflette sulla rivoluzione nonviolenta di questi giorni e sul fascino esercitato invece dagli spargimenti di sangue. E Bush nel discorso generale all'Assemblea dell'Onu ha
annunciato nuove sanzioni economiche e diplomatiche contro i membri della giunta militare birmana, che hanno fatto del Paese "un regno del terrore", in cui sono negate le libertà fondamentali. Un inasprimento delle sanzioni che dovrebbe "aiutare il cambiamento pacifico" in Myanmar.
"Gli Stati Uniti rafforzeranno le sanzioni economiche contro i leader della giunta e i loro sostenitori - ha annunciato Bush - ed estenderanno il divieto di concessione dei visti, continuando a sostenere gli sforzi delle organizzazioni umanitarie che lavorano per alleviare le sofferenze in Birmania".
@ Cosa pensi delle manifestazioni in Birmania?-
Credo siano pilotate per ottenere scontri con migliaia di morti e giustificare un intervento armato dell'ONU
Le prove di forze storicamente sono state sempre tutte perse, perchè la polizia fa scattare la repressione
le più famose repressioni recenti sono Piazza Tien Amen e Genova G8
Serve innescare dinamiche nonviolente e semmai fare piccole manifestazioni come quella di Grillo V-Day, un mordi e fuggi per dimostrare che esistono altre forze nel paese che possono incidere sulla realtà
il Metodo migliore però sono le dinamiche nonviolente anonime, perchè i partecipanti ad un V-day possono essere fotografati e rintracciati
Non esiste fuori dalla Birmania il paradiso.
In Birmania si muore di fame, in Italia di droga, suicidi, metodi bastardi dei nemici dell'umanità, incidenti d'auto e se non sei dei loro non si riesce ad avere neanche un lavoro da spazzino
Non abboccate al finto premio Nobel femmina al servizio dei nemici dell'umanità, non abboccate ai gonzi buddhisti servi dei servi
E' una trappola per fessi per fat scattare la repressione e giustificare un intervento di forze ONU per instaurare una falsa democrazia, mentre il dittatore andrebbe a vivere in Svizzera con tutti i soldi del popolo birmano insieme ai suoi fedelissimi
100 MILIONI DI TONNELLATE
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alle 23:15
salpetti
Al decimo giorno di marce non violente, la situazione in Birmania (o Myanmar, come la chiamano le forze militari) si fa drammatica. Tutto questo il giorno dopo che il Consiglio di sicurezza dell’ONU non ha trovato un accordo sulle sanzioni da infliggere al Myanmar. Durante le consultazioni a porte chiuse del Consiglio, Russia, Cina e Indonesia si sono opposte alla proposta avanzata da Unione europea e Stati Uniti di discutere misure contro il regime militare birmano.
Credo che questa situazione non faccia altro che sottolineare quelli che sono gli equlibri politici, economici e di forza che vigono tra gli stati più potenti del Mondo. Gli Americani, ad esempio, sempre pronti ad esportare la loro democrazia con ogni mezzo, questa volta sembrano sì interessati, ma alla lontana. Questo perchè il confine tra interesse economico e ideologia diventa sempre più labile. Per Bush, l’America è il faro della democrazia nel mondo (lo dice quasi ad ogni suo discorso), ma forse è un faro che illumina di più le zone dove è lui ad avere interessi economici (petrolio) e non i suoi avversari ideologici (Cina e Russia con le materie prime birmane). Gli USA, quindi, hanno cercato di far sentire al propria voce all’ONU, non ci sono riusciti e anche a loro va bene così.L’ONU, poi, secondo me, si è rivelata ancora una volta per quello che è: un’organizzazione che finge di essere “super partes“, ma che si trova spesso nell’impossibilità di agire per via di limiti strutturali che la costingono a sottostare ai soliti giochi di potere internazionali, perciò quando si verificano situazioni come questa si trova con le mani legate venendosi a trovare così involontariamente schierata.
La Cina continua a rivelarsi illiberale e dimostra di portare avanti una politica di spartizione del territorio ormai superata, insime alla Russia di Putin, il quale sembra avere nostaglia della “Guerra fredda” (si legga, ad esempio, quanto scrivevo su Putin QUI). Insomma, in mezzo al caos internazionale dei giochi di forza ci si sono trovati i poveri monaci buddisti (che protestano pacificamente) e la popolazione del Myanmar, costretta a subire repressioni da parte di un regime che non vogliono e di cui non riescono a liberarsi che, oltre a privare il popolo della libertà, lo costringe a vivere in condizioni di miseria...