Papa contestato in Austria. "E' poco attento al suo gregge"

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Doveva essere un pellegrinaggio mariano il viaggio di Benedetto XVI in Austria. E' diventato un pellegrinaggio con tanto di polemiche. E non da parte di contestatori di chissà quale altra religione, ma proprio da parte dei suoi stessi fedeli, magari non proprio fedelissimi, ma pur sempre fedeli.

Alcuni attivisti della Chiesa austriaca, che ricordiamo è nel caos per via di alcuni casi di pedofilia, accusano il Pontefice di essere poco sensibile alle esigenze dei normali fedeli, con il rischio di perdere "parte del suo gregge".

Il Paese è attraversato, come il resto d'Europa, da fenomeni di secolarizzazione che svuotano le chiese e fanno calare il numero delle vocazioni. L'Austria, inoltre, ha visto la sua Chiesa cattolica scossa da scandali di pedofilia che ne hanno intaccato profondamente la credibilità e il morale.

Incoraggiare la Chiesa austriaca, rinsaldare i cattolici nella loro fede e stimolarli ad affrontare la secolarizzazione e il relativismo senza timore della propria identità, sarà uno degli scopi del viaggio papale.Vedremo se riuscirà nell'intento.

Passando alla prima tappa del viaggio apostolico il Papa la Juden Platz di Vienna, con il memoriale per le vittime della Shoah, per testimoniare ''tristezza, pentimento e amicizia con i fratelli ebrei''.

''Vado in Austria - ha detto il Pontefice sull'aereo che lo portava a Vienna - per confermare la gente nella fede perche' oggi abbiamo bisogno di Dio e una vita senza Dio e' senza orientamento".

''Grazie - ha detto il Papa - a tutti quelli, laici e religiosi, che in questi anni hanno sofferto e che in tempi difficili sono rimasti fedeli alla Chiesa e vi hanno comunque riconosciuto il volto di Cristo".

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