Il paradosso è che le primarie del Partito Democratico sembravano più entusiasmanti qualche mese fa. Forse l'atmosfera si scalderà nelle prossime ore ma un post di Liberopensiero interpreta una sensazione diffusa che giustifica il disinteresse dei cittadini nelle ultime settimane: le primarie sono finte e condite da litigi fra i candidati che fanno perdere di vista il senso del nuovo grande partito.
Dopo Mario Adinolfi, il candidato blogger e giornalista, Ecodiario intervista Gianni Pittella, coordinatore nazionale della campagna per le primarie di Enrico Letta e Presidente della Delegazione italiana nel Gruppo PSE al Parlamento europeo. E parla dei tanto odiati professionisti della politica:
Posso dirle, senza tema di smentita, che su più di 7000 candidati per i Democratici di Enrico Letta gli eletti o i professionisti della politica non saranno più di 150. Esattamente il contrario di quanto avviene per le liste figlie degli apparati di Ds e della Margherita.
Una strategia che riguarda da vicino anche il presunto vincitore, Walter Veltroni. Se Pittella ha ragione, il Pd estenderà solo il sentimento dell'antipolitica nel nostro Paese.
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alle 15:52
alessandro
Inutile che si continui a parlare di queste primarie come se fossero una cosa importante.
Ormai si è passato il tempo massimo di sopportazione, questa classe dirigente deve andarsi a casa.
Non è antipolitica pretenderlo semmai il contrario.
Il PD sarà un clamoroso FLOP.
Lo si percepisce dovunque parlando con chiunque.
Questo ad ennesima dimostrazione che i nostri politici (tutti) vivono ormai su di un altro pianeta.