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A Berlusconi piace la porcata di Calderoli, ma Casini e Fini si sono stufati

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 12 Novembre 2007, 11:14 in Italia di Eleonora Bianchini

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La porcata di Calderoli piace ancora a Berlusconi. La legge elettorale del deputato della Lega ha disgustato tutti: da An ai Ds fino alla Lega stessa, ma al Cavaliere continua a piacere. Vade retro sistema proporzionale, mai e poi mai il sistema tedesco, bisogna tornare a votare e con questa legge. E' una testa dura Berlusconi e anche se Fini prova a farlo ragionare, spiegando che se c'è maggioranza non si può votare, lui insiste: entro mercoledì il governo cade. Il leader di An intanto si mangia le mani per la fuga di Daniela Santanchè, ora portavoce de La Destra di Storace (nella foto di Corriere.it all'Assemblea Costituente all'Eur). Fini è convinto che sia tutta una manovra di Berlusconi per portargliela via, e ne è certo perchè gliel'ha bisbigliato Alessandra Mussolini.

Basta, l'opposizione s'è stufata: Lega, Udc e An, se non cade il governo sulla Finanziaria, si dicono disposte a cambiare la legge elettorale e a spingere per un quadro di riforme, andando incontro all'offerta di collaborazione di Veltroni. Se prima si parlavamo di dittatura del Cavaliere oggi lo guardiamo un po' straniti, stupiti dalla solitudine a cui va incontro.

Ma in cosa consiste la riforma elettorale proposta da Veltroni? Ce lo spiega Ilcentrosinistradeigiovani:

Il proporzionale che propone Veltroni in realtà è un proporzionale con correzione maggioritaria implicita (come nel sistema elettorale spagnolo). Nel complesso è un mix tra il sistema tedesco e quello spagnolo, ma corretto "all'italiana" per poterlo rendere applicabile al nostro scenario politico, profondamente diverso da quello degli latri paesi europei.

Come funzionerebbe? Semplicemente ogni elettore sarebbe chiamato a votare nel proprio collegio un singolo candidato appoggiato da una singola lista (ovvero il partito). Di fatto si voterebbe il partito, ma si eleggerebbero i singoli parlamentari (un po' come nel vecchio uninominale del Mattarellum).

Vantaggi? Accorpando i collegi in circoscrizioni si eviterebbe che tale sistema fosse in realtà un maggioritario mascherato, dato che la scelta degli eletti sarebbe fatta in modo proporzionale (ovvero: tutti i partiti che avessero ottenuto un discreto numero di voti eleggerebbero perlomeno un candidato). Ma mantenendo le circoscrizioni sufficientemente piccole si eviterebbe la frammentazione, dato che in circoscrizioni in cui si eleggerebbero al massimo 14/16 parlamentari le chance di eleggerne almeno uno per i piccoli partiti sarebbero pressoché nulle.berlusconiserio.jpg

Svantaggi? Nessun accordo pre-elettorale tra le parti, che potrebbero presentarsi libere da qualsiasi vincolo rendendo di fatto il bipolarismo una scelta e non una realtà consolidata. Ovvero: la grande ammucchiata di centro diventerebbe più probabile di una grande ammucchiata a destra o a sinistra.

Attenzione però: buona parte del consenso su questo modello (che di fatto è un maggioritario travestito da proporzionale) viene proprio dalle ali estreme del Parlamento. In particolare ad esempio da Rifondazione Comunista che, in linea con l'atteggiamento sempre dimostrato nei confronti delle responsabilità di governo, pare essersi stufata di stare nella stanza dei bottoni, e non vede l'ora di tornare all'opposizione per poter fare ciò che vuole senza dover sempre fare i conti con gli alleati o con il paese! Infatti il "Veltronum" garantirebbe ai partiti come Rifondazione un buon numero di parlamentari, ma li lascerebbe liberi da qualsiasi vincolo di coalizione (scenario graditissimo da RC).

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