Il Cavaliere non ci sta. Non stringe la mano che gli porge Veltroni per invitarlo a partecipare alle riforme, perchè lui non ha più voglia di aspettare. I gazebo per il 17 e 18 novembre sono pronti e Berlusconi avverte, questa volta in inglese: "Wait and see".
Mentre Fini ribadisce la sua fiducia al leader di Forza Italia, lui mette le mani avanti. Siccome siamo un paese di spiati e spioncini, dalle colonne di Repubblica pare che il Silvio nazionale abbia confidato a un amico: "Se non faccio cadere il governo Fini e Casini proveranno a farmi la pelle".
Intanto riflette sul pacchetto sicurezza e forse sì, lo vota. Forse l'avvicinamento di Fini al dl lo ha convinto, visto che An rimane un prezioso (forse l'unico) alleato. Sul decreto per le espulsioni interviene LapulcediVoltaire riportando la lettura di Le Monde: la crisi dei rom è irrisolvibile a causa di degli ingenti investimenti delle imprese italiane in Romania. Intanto però, la giornata inizia male: infatti procedono le votazioni in Senato per la Finanziaria e stamattina hanno votato a favore del taglio dei ministri. Dal prossimo governo, s'intende. Ma a puntare i piedi ci pensa Mastella, il capro espiatorio di Ceppaloni.
In apertura di seduta, questa mattina, era intervenuto il ministro della Giustizia Clemente Mastella e aveva annunciato il proprio voto negativo. «È assurdo - ha sostenuto il Guardasigilli - che la Finanziaria esamini i problemi che attengono alla struttura del governo».
La norma prevede un limite massimo di 12 ministri e un tetto di 60 componenti per l'intera compagine governativa (tra ministri, viceministri e sottosegretari). Quasi la metà, visto che oggi, come riporta Corriere.it, siamo a quota di 102 tra ministri (25 più il premier), viceministri e sottosegretari (76 in tutto). Poi, alla fine, per spirito di coalizione ha votato sì e la maggioranza passa con 160 contro 155 voti.
Ma al nostro Guardasigilli non va a genio questa novità e, da buon politico, non ha peli sulla lingua, come riporta LaStampa.it. Secondo lui «è anticostituzionale stabilire in Finanziaria norme di questo genere» perchè si tratta di «un problema di ordine politico e così la questione è mal posto. Mi rifiuto di votarla» e pur riconoscendo che il suo governo «ha una quantità esagerata di ministri e sottosegretari» ha ribadito quindi che «l’idea per cui in Finanziaria si decida su simboli di partito e struttura del governo è anticostituzionale».
Ci mancava tanto il buon Mastella, era da un po' di tempo che non parlavamo di lui, circa dal giorno in cui hanno perquisito la sede del Campanile, il giornale dell'Udeur. Finalmente, oggi, ritorna in pompa magna a sostegno della Casta (anche se in extremis ha votato sì).
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alle 14:38
BeppeGrillo.TV
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