Cronaca di una morte annunciata, direbbe Marquez. Qui non si parla di morte, ma di un provvedimento che da settimane era nell'aria. Contro Clementina Forleo, il gip di Milano che ad Annozero denunciò le pressioni istituzionali è stata avviata un'azione disciplinare per avere giudicato D'Alema e Latorre "consapevoli complici di un disegno criminale di ampia portata".
Oltre alla contestazione dell'ordinanza contro i politici e molto altro, Forleo avrebbe offeso il carabiniere Pasquale Ferrari e discusso pesantemente con due poliziotti a Milano mentre arrestavano un extracomunitario. Il gip intanto non si sbilancia e Di Pietro sul Corriere sostiene la Forleo. La vicenda è torbida, lascia molti questiti irrisolti circa la legittimità dell'azione disciplinare nei confronti del magistrato e le pressioni dei politici che avrebbero voluto l'azione. Ah, i politici di cui parliamo non sono altro che la nostra classe dirigente.
La stessa che per voce di Mastella ha chiesto il trasferimento di De Magistris, che ha fatto quadrato intorno al Ministro della Giustizia, ad eccezione delle affermazioni di Di Pietro. Mario Meliado, curatore del blog Calabria, ci spiega da vicino quale sia la posizione della stampa calabrese nei confronti della vicenda. E spiega che gli organi d’informazione calabresi hanno mosso severe critiche all’operato del ministro della Giustizia. Sembrerà curioso, ma le censure di merito (sulla legittimità della richiesta di trasferimento, per esempio) vantano, in questo, un ruolo davvero insignificante.
E prosegue: "Nessuno lo dice esplicitamente, ma è chiaro che pesa, ad esempio, la differenza di cultura giuridica espressa da Clemente Mastella, politico di professione del quale peraltro non si ricorda una competenza specifica nel settore e da un magistrato “scomodo” come Luigi De Magistris.
In più, va detto che questa “scomodità” di fondo del pm in forza alla Procura di Catanzaro già gli aveva procurato grattacapi non da poco: basti pensare allo scontro frontale col coordinatore di Forza Italia in Calabria (e, per gli amanti delle curiosità, presidente del Catanzaro, squadra di calcio che attualmente milita in serie C2), il senatore Giancarlo Pittelli, passato dal ruolo di difensore di fiducia di varie persone coinvolte nelle inchieste del pubblico ministero catanzarese a quello di soggetto a sua volta iscritto al registro degli indagati.
Ecco: anche ammettendo la legittimità dell’atto, come si fa ad accettare che un ministro della Repubblica chieda che venga trasferito un magistrato dal quale, si apprende a stretto giro di posta, è stato indagato? A diversi organi di stampa calabresi questo pare un messaggio molto pericoloso lanciato alla pubblica opinione, oltretutto in tempi di “grillismo” e antipolitica: i politici si fanno processare solo se, quando e da chi vogliono loro.
Prima dell'avocazione, chi era De Magistris per la Regione Calabria?
Era già conosciuto per le indagini “Poseidone” e “Toghe lucane” (quest’ultima lo ha reso popolarissimo anche in Basilicata. Tra gli indagati in “Toghe lucane”, una notorietà tutta particolare ce l’ha sicuramente Nicola Buccico: alto esponente di Alleanza nazionale, avvocato, per due mandati presidente del Consiglio nazionale forense, fino a poco tempo fa membro del Csm, oggi sindaco di Matera. “Poseidone” invece è l’inchiesta su depurazione, truffe e reati ambientali che ha visto tra gli indagati il coordinatore regionale di Forza Italia Giancarlo Pittelli e l’ex presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti, oggi “numero 2” dell’Authority per la protezione dei dati personali (Garante per la privacy).
Chi si sta anora battendo a favore di De Magistris?
Tra i sostenitori della causa del magistrato, c’è il Comitato pro-De Magistris, che ha raccolto lo strabiliante quantitativo di 100mila firme a suo sostegno (va ricordato che solo una città calabrese supera i 100mila abitanti e che l’intera Calabria conta 2 milioni di abitanti: 1 calabrese su 20, vecchi e bambini inclusi, avrebbe dunque firmato affinché il pm partenopeo non venga trasferito). Dietro questa sigla ci sono CalabriaLibre, associazione che ha sostenuto tante battaglie civili; Ammazzateci tutti, il movimento capitanato da Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti che ha un po’ raccolto il messaggio morale dei Ragazzi di Locri che all’indomani dell’assassinio di Franco Fortugno esposero proprio uno striscione con su scritto E adesso ammazzateci tutti; i meet-up di Beppe Grillo, visto che oltretutto l’artista e blogger genovese ha dato visibilità transnazionale al caso-De Magistris attraverso il suo web-log.
Oltre a De Magistris, quali sono altri casi eclatanti scoppiati in Calabria negli ultimi mesi? Hanno tutti a che fare con la criminalità organizzata?
Tra le “grane” calabresi degli ultimi mesi certamente va annoverato almeno il trasferimento del vescovo della diocesi Locri-Gerace, Giancarlo Maria Bregantini, alla diocesi di Campobasso-Bojano. Il 20 gennaio, Bregantini diventerà così arcivescovo in terra molisana: ma questa promozione non è stata molto ben accolta, perché il presule trentino per l’opinione pubblica rappresenta uno dei pochissimi uomini di Chiesa ad aver “seminato” estremamente bene in Calabria negli ultimi decenni, coniugando alla grande il proprio magistero con l’impegno sociale, la ribellione per la pochezza dei politici, il contrasto alle mille inefficienze di servizi e burocrazia in Calabria, la concretezza nel rivitalizzare la Speranza, per esempio promuovendo una miriade di cooperative sociali.
Lo stesso Bregantini non ha fatto salti di gioia, come userebbe in casi del genere. I fedeli della Locride, sgomenti, hanno protestato vibratamente, convinti che questo trasferimento sia l’inizio di una mesta ricaduta nel'oblio che ha preceduto i 13 anni d’impegno di Bregantini. E moltissimi politici hanno elevato proteste formali: solo per citarne alcuni, il senatore Pietro Fuda ha scritto a monsignor Tarcisio Bertone, il capogruppo di Unità socialista in Consiglio regionale Cosimo Cherubino ha addirittura scritto direttamente al Papa. Ma è stato tutto inutile.
in una nazione dove il rispetto delle leggi e delle isituzioni ,viene considerato prioritario 'un politico come mastella sarebbe stato rimosso dalla carica immediatamente.salvo poi venire indagato per provare se vi sono gli estremi per il suo allontanamento definitivo da ogni carica pubblica. chi segue la politica e il malcostume nella mia nazione quando riceve questi messaggi aberranti di criminalita, approvata ''e questa lo e'; lei magistrato deve essere trasferito perche, sta indagando su di me'' quanti demagistris sono spariti dai loro posti senza protestare ,per paura ,codardia , interesse ,alle volte come falcone e borsellino per eroismo puro. certo raccogliamo le firme io sono con voi mettiamoci le magliette con la scritta.'' uccideteci tutti'' . pero' ricordiamoci che fare gli eroi non porta alla costruzione di una societa vivibilie serve solo per fare un funerale dove il politico come mastella viene a fare il solito discorso falso e retorico per poi chiedere con faccia tosta de magistris deve essere allontanato perche' col suo fare potrebbe cambiare questa calabria. di destra di sinistra di centro , calabresi votate solo chi vi promette che non avra mai ur rapporto con la criminalita, e coi politici come mastella.
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alle 17:54
isidoro giurgola
invece didelle solite chiacchere ,la classe politica nella sua interezza dovrebbe sobriamente rispondere: 1 che fine hanno fatto gli 800 mln destinati ai depuratori? 2 qualcuno sapeva qualcosa di why not? 3 come sono morti i genitori della Forleo? i parenti di Bassolino e della moratti come entrano nei "derivati"? a queste e acento altre domande dovrebbero sommessamente rispondere a questa povera cosa che si chiama italia