Intervista a Maurizio Martina, segretario Pd Lombardia: nel 2010 conquistiamo il Pirellone

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E' il segretario regionale del Partito Democratico più celebre d'Italia. Aspettiamo di vederlo all'azione ma i suoi 29 anni fanno sperare che la sua candidatura riesca ad avere uno sguardo più aperto e meno pregiudiziale nei confronti delle giovani generazioni. Oggi incontriamo Maurizio Martina (sotto lo screenshot del suo blog), segretario del Partito Democratico della Lombardia. 

La settimana scorsa a Ballarò, dove lei era ospite, sembrava che sul pacchetto sicurezza maggioranza e opposizione non riuscissero a contrapporsi, perché in realtà si discuteva di valori trasversali, in cui le posizioni dei cittadini sono ormai chiare. Cosa ne pensa?

Cittadinanza e immigrazione sono temi inesorabilmente connessi, così come legalità e solidarietà. E non sono né di destra né di sinistra. Per questo contrapposizioni puramente ideologiche sulla sicurezza tra “buonisti e intransigenti” sono inutili per i cittadini che chiedono regole e pene per chi le infrange. La società e l’economia italiana hanno bisogno degli immigrati, per esempio in settori come l’assistenza agli anziani. Per questo è necessario superare il principio di indifferenziazione nell’accoglienza, per imboccare la strada di un’accoglienza programmata.

Quali sono i maggiori conflitti di oggi tra maggioranza e opposizione? Crede che gli scontri siano solo a livello ideologico?

Non parlerei di conflitti, ma di divergenze di pensiero e di azione. Contrapposizioni che, se sono di bandiera, non servono. I cittadini sono stanchi di una politica non collaborativa. Torniamo per esempio alla sicurezza. La destra ha spesso enfatizzato le libertà. Noi l’estensione dei diritti. Il tema della sicurezza mostra chiaramente come ambedue gli approcci siano insufficienti, se al tema dei diritti e delle libertà non si affianca con pari dignità - come dice la Costituzione - il tema dei doveri. Ridefinire il campo delle regole e dei doveri di convivenza deve essere una priorità per chi si pone il tema della qualità della democrazia.

martinablog.jpgDiverse sono invece le contrapposizioni tra centrodestra e centrosinistra su alcuni temi come il welfare, l’istruzione e la sanità. Diversità che emergono in ordini del giorno, mozioni, provvedimenti legislativi che le Assemblee istituzionali votano.

Il problema nel nostro Paese è il desiderio di visibilità di molti politici. E’ questa voglia che spesso induce ad alzare i toni, non la politica in sé.

Perché ha deciso di candidarsi con Veltroni?
Innanzitutto ho deciso di candidarmi come Segretario del Pd lombardo perché mi ritrovo nel progetto del Partito democratico. La scelta di sostenere la candidatura di Veltroni è stata naturale: condividiamo la stessa idea di politica riformista.

A chi lo accusa di buonismo e di non dire mai una cosa chiara per scontentare nessuno cosa risponde?

Credo la domanda si debba porre a Veltroni. Posso solo raccontarle un recente episodio: durante una visita a Bergamo, ad una domanda simile, Veltroni rispose che la realtà è complessa, e ha bisogno di risposte complesse, non di riposte bianche o nere.

Tre obiettivi del Pd della Lombardia per la Regione e per la città di Milano.

Perché Milano torni ad essere vitale occorre potenziare i processi di innovazione: chi compete sulle frontiere avanzate della concorrenza, chi ha talento e idee nell’università e nella ricerca, chi dedica tempo nel privato sociale, deve trovare condizioni per radicarsi e crescere. Serve investire con radicalità sulla qualità della vita urbana. Innanzitutto affrontando i nodi dell’abitare, dell’ambiente e dei trasporti e della cultura. Infine è necessario modernizzare le istituzioni locali, a partire dalla costituzione dell’area metropolitana, per superare la frammentazione e la lentezza delle decisioni pubbliche.
Sulla Regione, invece, gliene dico uno che li comprende tutti: conquistare il Pirellone nel 2010.

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