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Giustizia, Mastella e le dimissioni: "questa è la mia Pasqua" ma sono come Venezia, "serenissimo"

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 17 Gennaio 2008, 12:01 in In evidenza di Eleonora Bianchini
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Mastella conferma le dimissioni in conferenza stampa. Parla da cittadino comune, spoliato delle sue prerogative, distingue i magistrati e parla di intercettazioni a orologeria nei confronti suoi, della moglie e dei deputati dell'Udeur.

E c'è spazio per tutto: parla di immigrazione (tema del tutto estraneo alle sue dimissioni, alle accuse di concussione e a quello che sta accadendo in questi giorni), spiega che questa è la sua Pasqua, che la politica è morte e risurrezione, che la moglie ha solo cercato di fare pulizia morale nel Consiglio regionale, che le carte processuali e le intercettazioni possono capitare anche nelle mani dei magistrati sbagliati. E ha definito macchiette i magistrati di ieri sera alla conferenza stampa con il Procuratore di Santa Maria Capua Vetere).

Ma lui non indietreggia, si sente moralmente inattaccabile e dice: mi sento come la Repubblica di Venezia: sono "serenissimo". Cui segue l'infinita apologia della moglie.

Inizia a percorrere la strada della retorica, manifestando solidarietà al Santo Padre per questo modo incivile ad un laicismo esasperato, anticipa che domenica sarà la mia unica uscita in San Pietro per la manifestazione in sostegno e solidarietà al pontefice.

E prosegue:

Ho parlato con Prodi e confermo le mie dimissioni; le confermo per la mia dignità e onorabilità non voglio sentirmi uno della Casta, che da ministro poteva ipotecare qualche giudizio benevolo. 

Voglio essere un cittadino comune rispetto alla magistratura. E volgio dire qui alla Anm che io ho grande rispetto per la magistratura italiana, ho lavorato con loro in opera di riconciliazione tra politica e magistratura. Io non ho espresso giudizi contro la magistratura.

E sulla moglie: 

La si mette agli arresti per avere pronunciato "per me quella persona è morta". Ma si arresta una persdona quando i gradi processuali ne dichiareranno le condizioni. Nessuno può permettersi di esprimere giudizi immotivati. Sono fiero del mio partito.

La magistratura farà il suo corso e risponderemo nelle sedi competenti perchè siamo innocenti, risponderemo della concussione a Bassolino. Al procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dico: chiedo rispetto per la magistratura, sono come la Repubblica di Venezia, serenissimo.

Nessuno chiede privilegi, se sbaglio pago. Volevo difendermi per difendermi la mia nobiltà, possibile che dopo 30 ani sia diventato il male di questo paese? Questa è la Pasqua mia e della famiglia, del resto la politica è morte e risurrezione.

Se devono esserci magistrati che sembrano macchiete come quelli di ieri serra francamente dico no e mi auguro che il mio sacrificio serva a riconciliare politica e magistratura. Dottor D'Ambrosio, non è cambiato idea.

E conclude:

Io non lascio la politica. Noi non siamo i capi di una affiliazionemafioso politica.

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