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Giustizia, Mastella martire si ritira a Ceppaloni: Prodi ad interim e Travaglio con i magistrati

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 17 Gennaio 2008, 15:01 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini
mastellaprodisandra.jpg

Giornata epica per la Repubblica italiana. Scenari confusi, parole di misericordia e umana pietà coprono i misfatti veri e presunti della politica italiana. Ci si appella alla retorica della democrazia, ai valori del dialogo e della laicità e mentre inizia difendendo il Papa dagli attacchi dei sapientini ribelli, Clemente Mastella conferma le dimissioni, scirve Sostenibile (e Liberopensiero ringrazia).

Come già anticipato da alcuni rumours, Romano Prodi è il nuovo ministro della Giustizia ad interim: ribadisce la sua solidarietà (termine molto in voga in occasione di scandali a orologeria) a Clemente e confida nell'appoggio dell'Udeur. Prodi rimpiazza così un posto di ministro "in una prospettiva di tempo limitata", precisa, visto che aspetta dalla magistratura italiana un chiarimento al più presto possibile. Visti i tempi della giustizia in Italia, facciamo in tempo a votare il referendum in primavera prima di rivedere Mastella in via Arenula, ma non si sa mai.

Prodi ribadisce di contare sull'appoggio dell'Udeur, anche perchè senza di loro, specie al Senato, Romano può tornare a Reggio Emilia. Non ci sarebbero più i numeri stavolta. Chissà che gli scroscianti applausi dell'opposizione non volessero accattivarsi anche un ribaltone dell'Udeur e l'empatia morale non si trasformasse da un giorno all'altro in empatia politica.

La magistratura, non tutta s'intende, viene attaccata, Mastella preferisce le vesti del martire, sbandiera la sua tenacia a fronte del linciaggio della Giustizia e decide di trascorrere i prossimi giorni (settimane, mesi?) in ritiro spiritual-politico a Ceppaloni a fianco dell'ostaggio della Giustizia italiana: la moglie Sandra

Accuse infondate? Magistratura a orologeria o politici abituati a basse strategie ai limiti dell'illegalità? A fare chiarezza, ci pensa Marco Travaglio dal sito di Beppe Grillo (scritta ieri, prima delle dimissioni di Mastella). Ecco cosa scrive:  

"Caro Beppe,

siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone.

Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi NoceraAndrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. (Ambiente) e

In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali).

mastellaporta.jpg

Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

sandramastell.jpgIl vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?"

 

E a voi mancherà il vecchio Ministro della Giustizia

3
3 commenti
3
18 Gen 2008
alle 08:16

franco b

ma quando si suicidò ilprofessor mensorio (velo ricordate?) non se ne parlò neache di un eventuale coinvolgimento di mastella perchè?

2
18 Gen 2008
alle 00:40

niknet

a me non mancherà minimamente

1
17 Gen 2008
alle 17:19

Formiche

Che spettacolo indecente!

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