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La riscossa dei Mastella: Elio contro le Iene, Clemente minaccia Prodi e Sandra manda baci da Ceppaloni

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 21 Gennaio 2008, 11:42 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini
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La politica corrotta, del clan, della bassa pratica di far accomodare parenti e congiunti sugli scranni istituzionali, ha anche il potere di minacciare un governo già agonizzante, sempre e solo nell'interesse personale e mai della cosa pubblica.

Non è fuori luogo definirlo clan, questi Mastella di Ceppaloni: telefonate per sitemare numerosi gradi di parentela, per consolidare la rete dell'Udeur nell'Italia meridionale (dove, chissà come mai, il partito gode di stima incondizionata. Emblematico lo striscione che a Ceppaloni ha accolto l'ex Guardasigilli: Libero Mastella, Liberi tutti. Chissenefrega degli esiti delle carte processuali).

Tornano insieme nel fortino di Ceppaloni, il feudo intoccabile dell'intero parentado, e la fist lady Sandra (come la definisce erroneamente Clemente Mastella ai microfoni di Sky) se ne infischia delle accuse: manda baci ai suoi aficionados ceppalonici e i servi della gleba ricambiano l'affetto della Regina  lanciando petali di rosa. Il ritorno al Medioevo non è solo nelle menti, ma anche nelle consuetudini (e nel profondo dei cuori).

Clemente manco si sogna di ritornare a Roma, preferisce la famiglia. E sorride al solo pensiero di essere politicamente un pesce piccolo, supportato da una manciata di voti, eppure di decidere le sorti del governo. Prodi, scrive Orizzonteliberale, invita bonariamente il paese a un o scatto d'orgoglio. Bonariamente, appunto.

L'Udeur, intanto, l'ha già detto: non voteremo la mozione contro Pecoraro Scanio (uno dei tanti politici da rimandare a casa per Ilcentrosinistradeigiovani, visto che l'emergenza rifiuti non accenna a diminuire con il rischio brucellosi, scrive Vistidalontano). I Verdi precisano che se il governo non sosterrà il Ministro, si considerano fuori dalla maggioranza. Un pastrocchio che non consente nè di governare, nè di rispettare gli elettori. Comunque vada.

Infine, la chicca da show entertainment dell'intera vicenda. Alessandro Sortino, inviato delle Iene, attaccato da Elio Mastella: col tuo cognome, dice, figurati se tuo padre non ti ha aiutato. Sortino piagnucola indignato e difende il proprio lavoro in un'intervista sul Corriere della Sera. Roma2011 ci propone anche il video della frecciata velenosissima. Per la cronaca: suo papà Sebastiano ha lavorato prima alla Fieg, la federazione degli editori, e poi all'Autorità per le comunicazioni.

Bravo Elio, la miglior difesa è l'attacco (ma leggi le carte processuali sulla tua famiglia prima di parlare).

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