Gentile Silvio Berlusconi,
oggi è l'ultimo giorno di consultazione al Quirinale. Gli italiani non sanno chi votare, non vogliono votare anche se lei, orgoglioso, sa di poter contare su una solida (disperazione di) base. Oggi si giocherà la vera battaglia: lei da una parte (quando tutti si ricordano quanto premesse per cambiare la porcata di Calderoli) e Veltroni che invita a un atto di coraggio: i due maggiori partiti si presentino da soli per svincolarsi, una volta per tutte, dagli alleati di coalizione da cui a suo tempo presero le distanze (lei quando ha deciso di fondare il Popolo della Libertà e Veltroni ad Orvieto).
Oggi, ai miei occhi, le categorie dei politici sono due: quelli che vogliono un governo istituzionale per non fare affogare il paese e quelli che invece alla cosa pubblica non pensano e preferiscono bearsi della gloria fra i banchi del Consiglio dei Ministri.
Ebbene, pare che lei, Fini e Bossi siate tornati ad abbracciarvi per portare a casa il voto cieco, affranto e disorientato degli italiani. Se è sicuro di vincere, almeno lo faccia sul serio, cambi la legge elettorale e porti avanti le riforme che il governo aveva già pronte.
Cordiali saluti.
ps: Pare che suoi i guai giudiziari non siano ancora finiti. Ieri sono incappata su questa notizia dell'Agi pubblicata da Dagospia e sembra che rischi fino a sei anni di carcere per l'affaire Mills. Ecco cos'ha detto su di lei Gaetano Pecorella di Forza Italia:
Silvio Berlusconi rischia una condanna a sei anni di carcere in primo grado nel processo Mills. Lo dice a 'Radio Radicale' il deputato FI Gaetano Pecorella, intervistato sulla decisione del presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, di rigettare l'istanza con la quale la difesa di Berlusconi chiedeva la riunione del processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset con quello in cui l'ex premier risponde dell'accusa di corruzione in atti giudiziari insieme all'avvocato David Mills.
"Certamente - spiega Pecorella - il segno e' nella volonta' di definire rapidamente il processo Mills, perche' escludendo la riunione di due procedimenti il giudice potra' concluderlo piu' o meno in coincidenza - rileva - con le eventuali elezioni anticipate. L'accusa si basa su elementi documentali gia' acquisiti da tempo e su elementi emersi dopo dai quali e' risultato che Mills ha trovato una giustificazione per spiegare la presenza di pagamenti professionali che non aveva dichiarato ne' al fisco ne' ai soci". "Il fatto che alla luce di questi dati il processo sia stato comunque portato avanti e che lo si voglia concludere rapidamente, difficilmente puo' far ben sperare.
Ci sarebbero stati gli elementi per non celebrarlo, il volerlo concludere in questi giorni - osserva - potrebbe essere un brutto segno. Si assommano due possibili obbiettivi 'politici': quello di chiudere presto il processo Mills che significherebbe, se ci fosse una condanna, una condanna assai pesante, intorno ai cinque-sei anni. E dall'altra parte non riunire i due processi consentendo all'altro processo di andare avanti all'infinito, perche' viene prescritto un reato e se ne apre un altro. Si realizzano cosi' due obbiettivi entrambi tali da tenere il presidente Berlusconi sotto la gogna per tempi indeterminati, ma nello stesso tempo di poter concludere rapidamente un processo e quindi bollarlo in tempi nei quali meglio sarebbe se la giustizia aspettasse e soprassedesse finche' non si e' conclusa questa fase politica molto difficile".
Cavaliere, ci faccia sognare. Sia per Mills che per la riforma elettorale.
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