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Napolitano, fine 2007 di parole vuote e vecchia politica. Ma chi ricorda un Presidente diverso?

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 2 Gennaio 2008, 10:08 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini
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Si ricomincia. Scusate l'incipit non proprio tonico per un inizio d'anno, ma la politica delle ultime 48 ore non ha certo regalato emozioni. Qualche colpo di testa sì, però. Prodi, ad esempio, ha appena scritto all'Ansa affermando che «l'economia italiana è ancora ben più grande di circa il 50% di quella iberica. Anche in termini pro capite il nostro Pil è superiore a quello spagnolo di circa il 13%». E chi ci crede?

Ma partiamo da un punto fermo: il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica. Vogliamo tranquillizzare Babilonia, preoccupato di essersi perso la paternale politica: niente di speciale, la solita fuffa e qualche timido accenno alle riforme, che devono riguardare non solo la nuova legge elettorale ma anche (vi ricorda qualcuno?) i regolamenti parlamentari e maggiore rapidità su leggi e provvedimenti. (Per qualche significativo spunto di fine anno non resta che pescare negli archivi, magari il discorso dell'umanità dei Beppe Grillo del 2001).

Ma torniamo a Napolitano. In tanti, in prima fila Libero, ovviamente, criticano il Presidente della Repubblica. Ma alzi la mano chi ha sentito un discorso di fine anno deciso, schierato, in grado di rifuggire la debolezza della nostra dialettica politica. Sarà il passato comunista che rende Napolitano più appetibile alle critiche dei giornali schierati a destra? Come dire. Forse sì.

sarko2007.jpgIn ogni caso, siamo sempre allo stesso punto. Tante parole, pochi fatti (parafrasando con eleganza l'assessore Cangini). A dimostrazione di cosa pensano gli elettori, date un'occhiata ai commenti su YouTube: si va da un morigerato nonno a un più colorito buffone.

Per un'insolita pena del contrappasso, ad applaudire le parole di Napolitano sbuca Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, detto anche l'uomo con la coppola. A mettere le cose in chiaro ci pensa Falla Girare che invia un a missiva a Napolitano: caro Presidente, l'Italia non è messa male: è alla deriva.

Ormai siamo talmente abituati alla mancanza di sostanza del discorso politico italiano che la pappardella del Presidente rientra perfettamente nella norma. Non sono dello stesso avviso i francesi, che si sono azzuffati per le parole di Sarkozy di fine 2007. Parla di Nuovo Rinascimento, di una politica di civilizzazione per il XXI secolo : secondo l'opposizione parole molto fumose e un Presidente che si presenta ai francesi un tantino sottotono, forse cosciente della propria politica non proprio brillante. 

Almeno i francesi hanno qualcosa da dire.

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