Lorenzo Cairoli è un giornalista e sul suo blog ha parlato di molti aneddoti interessanti sulla relazione fra il mondo dei media e la blogosfera. In particolare, ha descritto alcuni episodi in cui celebri quotidiani e testate nazionali hanno saccheggiato articoli, già usciti sui blog. Sentite cosa ci ha raccontato.
Fulvio Pierangelini dice che il giornalismo sta ai blog come l’amore alla pedofilia. Quali sono le ragioni di tanto astio verso la Rete?
Su Pierangelini si è scritto anche troppo. C'è un proverbio ghanese che dice 'anche se un legno cade in acqua non diventerà mai un coccodrillo'. Per le due Guide che contano di più in Italia è il cuoco più bravo dello stivale. Per me se rovesci lo stivale di cuochi più bravi di Pierangelini ne trovi un miliardo. Poi se vogliamo metterci a parlare del suo astio per i blog e per i bloggers, servono altre pagine, perchè, davvero, è un'altra storia.....
Nel tuo blog, parli di saccheggio tout court da parte della carta stampata nei confronti della Rete, da Elmar Burchia a Giovanna Zucconi. Fra poco, visto che il 2008 prevede anche il sorpasso di Internet sulla tv, i giornalisti della carta stampata pagheranno la sfida con i blog?
Da quando c’è Internet, il mondo si racconta con due lire. Basta avere in redazione un giornalista che legga l’arabo e altri due che parlino un inglese decente. A quel punto, senza più avere corrispondenti sul libro paga, senza più correre il rischio di vederli sequestrati da qualche talebano, mullah, fondamentalista yemenita, o bandito nigeriano, senza averli più in giro per il mondo a fare gli embedded degli americani ma a soli novantaseicentimetri dalla macchina del Nescafè, potrai permetterti ugualmente un’informazione capillare in ogni angolo del pianeta, sia che scoppi una rivolta a Tonga o una controversia ambientalista sul fiume Uruguay.
Basterà piazzarli un pomeriggio intero davanti a un pc, con cinque o sei dizionari della Garzanti, e magari una seconda edizione del Kovalev, a saccheggiare i pezzi dei loro colleghi stranieri. Li tradurranno, li riscriveranno ( se ci sarà tempo e voglia, altrimenti si limiteranno alla solo traduzione) li firmeranno e infine li consegneranno al proprio caporedattore. Molti pezzi di Diario sono nati così, ma anche di Panorama, de La Stampa, e di molte altre autorevoli testate, perché come affermava Pannunzio ‘La gente ha sete di autenticità…crede più ai testimoni che ai maestri" e così le testate distribuiscono testimoni e autenticità. Di altri.
Può raccontarci qualche espisodio di "saccheggio" editoriale?
Giovanna Zucconi 'saccheggiò' un reportage da Mogadiscio di Stephanie Mc Crummen scritto un mese prima per il Washington Post.
Citò la testata ma non la giornalista. Quando glielo contestai mi rispose : "Davvero non capisco perché citare anche l’autrice, oltre al giornale, rinverginerebbe ciò che è comunque, e dichiaratamente, e purtroppo, una rimasticatura". Almeno lei, però, oltre a tradurre, ha provato ad arricchire il pezzo, a pennellarlo, a metterci qualcosa di suo per legittimare la firma.
Gli altri no. Traducono - quasi sempre da vomito - e poi firmano. Stop. Giornalismo 'take-away', lo chiamo io. Ci fu un periodo che pizzicai molti giornalisti del defunto Diario a fare del forsennato giornalismo take-away. Me la presi soprattutto con Agnese Codignola: la presi in castagna la prima volta l’8 ottobre 2006. Quella settimana teneva banco sui nostri giornali il breast ironing in Camerun e in altri paesi dell’Africa: se ne occupò anche la Codignola su Diario a pagina 59, ma il suo pezzo altro non era che il sunto di un articolo apparso on-line di Tansa Musa e di altri pezzi disinvoltamente saccheggiati dalla rete.
Pazzesco invece quello che succede sulla Guida del Gambero Rosso. Scopro per caso che un'ispettore della Guida ha copiato l'incipit di un mio articolo pubblicato su 'Food and Beverage' sul ristorante Dal Vero di Badoere di Morgano. Ci sarebbe da ridere se quando lo scrivo sul blog e sul forum del Gambero Rosso il suo editore Stefano Bonilli non montasse su tutte le furie e non mi desse dello sciacallo. Lo sciacallo semmai è chi copia l'altro. Ma Bonilli ha smesso di fare il giornalista da anni, per diventare il Gran mandarino delle guerre stellari della ristorazione italiana. Chiedere scusa è qualcosa di alieno per gente come lui che vive sempre ogni critica come lesa maestà.
I giornalisti si sono mai fatti vivi per le dovute scuse?
La Codignola no, mi rispose molto tempo dopo, in privato, piccatissima e alterata. Minacciò di andare per vie legali. E gli insulti si sprecavano. Poi quando le scrissi che Tansa Musa era stato un compagno di Università della madre della mia seconda figlia, fece marcia indietro. Ammise il suo take away alla terza e-mail, disse di aver copiato da una Reuters e io la smisi di perseguitarla. Pizzicai anche Francesca Romano, sempre di 'Diario' sempre nella famigerata rubrica 'Tutto il mondo ne parla'.
Aveva 'saccheggiato' un pezzo della BBC News di Monica Chanda. Ma lei mi scrisse sul blog imbufalita:" Se fossi stato come me in India in quel periodo, sapresti che la notizia è stata data (e sia io che la Bbc l’abbiamo presa evidentemente nello stesso posto) da un quotidiano locale. Prima di accusare la gente di tradurre/rubare/incollare, bisognerebbe pensarci due volte. E, by the way, il mio pezzo è stato scritto PRIMA di quello della Bbc". Peccato che il pezzo della Chanda era del 30 ottobre 2006, mentre quello della Marino uscì sul numero 9 di Diario, chiuso in redazione il 6 marzo del 2007. Come fosse riuscita a scriverlo PRIMA è un dubbio che mi arrovellò per settimane. Parlando en privè con Francesca ho capito che loro hanno le loro responsabilità, ma i veri mandanti del giornalismo take-away sono le redazioni. Ti costringono a saccheggiare dagli altri. Se no, non lavori. Se no, prendono un altro che saccheggi al posto tuo.
Burchia, pesce piccolissimo, mi ha risposto. Dice di aver attinto da altra fonte. Ammetto che del concorso 'Miss Landmine' hanno parlato in molti - è alla sua seconda edizione, ridicolo pensare di avere l'esclusiva - ma guarda caso Burchia esce on-line sul Corsera poche ore dopo che ho pubblicato il mio pezzo. Più vergognoso e più grave il caso di Simona Marchetti. Scrivo un pezzo per l'Arena. L'Arena tarda a pubblicarlo, ma non me lo comunica, così io lo pubblico sul mio blog. Mi telefona il caporedattore. Dice di averlo visto on-line sul Corsera.
Cado dalle nuvole e corro a verificare. Il pezzo del giornalista A.J.Jacobs che vive 365 come un eroe della Bibbia mi è stato ‘bruciato’ dalla 'collega' Simona Marchetti. Coincidenza? Macchè. Per certo la Marchetti ha letto il mio pezzo attraverso il quale è approdata al sito di Jacobs. Poi si è regolata, con un articolo che le ho servito, a mia insaputa, su un piatto d’argento. La Marchetti è stata brava e scaltra a raccogliere dal sito di Jacobs tutto ciò che io avevo omesso. A un certo punto, però, scrive questo e si tradisce "...ringraziare Dio dopo ogni pasto secondo la dieta di Ezechiele (grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e spelta)".
Bene, nel libro di Jacobs, che la Marchetti non ha letto e che leggerà solo nel 2008 quando Rizzoli lo pubblicherà in Italia, non si parla mai, e sottolineo mai, di una dieta Ezechiele. Tra i cibi che Jacobs mangia per essere in linea coi precetti della Bibbia c’è il pane della Breadbakers che è fatto secondo l’antica ricetta del profeta. Jacobs nell’elencare gli ingredienti parla di grano, segale, miglio, lenticchie e fagioli, ma non di fave e soprattutto mai di spelta (un’antica qualità di farro). La spelta e le fave saltano fuori dall’Annunzio dell’Assedio di Gerusalemme di Ezechiele di cui non si fa cenno nè nel libro, nè nel sito, ma nel mio articolo, sì. E guarda caso, i cinque ingredienti vengono anche trascritti nel mio stesso ordine. Coincidenza?
il copia copiella è vecchio come il mondo, la cosa grave è che per noi gente normale che ancora abbiamo in uso leggere un quotidiano su carta stampata, come si fa a sapere se l'articolista ha usato parole sue o fregate qua e la dalla "rete"? e poi se è vero che le testate godono di sovvenzioni pubbliche perchè a noi il giornale costa 1 euro invece di 50 cent.? Bho misteri italiani...
A rispondermi piccatissima non fu la Zucconi bensì la Codignola.
Giovanna Zucconi, al contrario, nel rispondere fu di una cortesia esemplare.
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alle 04:24
antonio
lorenzo cairoli è un truffatore
è stato denunciato e segnalato, perchè non paga i conti, ruba e truffa chiunque.
fate attenzione non paga l’albergo e il conto al ristorante, non prestategli denaro, a verona deve ancora oltre 1000euro al b&b santa anastasia.
abbiamo avviato un’azione legale,segnalateci tutte le truffe del presunto giornalista truffatore lorenzo cairoli
contattateci vi daremo gratuitamente assistenza legale 3498081443
fermiamo il ladro lorenzo cairoli.
avvisate la polizia.
grazie