I valori cattolici di Mastella e della moglie a fronte dell'accusa di corruzione, l'iniziativa di Ferrara contro l'aborto e la protesta degli studenti della Sapienza. In questi giorni si accavallano dichiarazioni e fatti che riguardano la Chiesa cattolica e i suoi valori. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Falconi, giornalista e vaticanista di Mediaset.
Ieri Mastella, nel discorso di dimissioni alla Camera, ha parlato di persecuzione nei suoi confronti a causa della difesa dei valori cattolici, come ha fatto anche la moglie Sandra Lonardo dopo la notifica degli arresti domiciliari. La leva sui valori morali è un argomento frequente fra i politici. Cosa ne pensi?
Per i politici è diventato un rito appellarsi ai valori cattolici, nonostante non riescano a viverli nella famiglia e nell'attività pubblica. Parlano di valori cattolici i politici divorziati o che vivono in coppie di fatto. Insomma, predicano bene e razzolano male. Il solito tentativo per tentare di raccogliere i voti degli elettori.
Che, però, sono sensibili all'argomento.
Certo, la gente si ferma spesso all'apparenza e si interessa meno a progetti concreti. Tutti fanno riferimento ai valori.
Infatti anche ieri, tra maggioranza e opposizione, sembrava questo l'unico collante.
Sì, quando poi nella pratica li applicano ben poco. La situazione è molto grave, l'Italia è uno stato in coma profondo, c'è un totale scollamento tra i valori predicati e la società di oggi. La politica rimane arroccata ai giochi di potere; siamo immersi in problemi urgenti, dai rifiuti a chi abdica al ruolo di gestire la cosa pubblica.
Veniamo alla querelle di questi giorni alla Sapienza che ha respinto l'intervento di Benedetto XVI.
Rientra fra gli episodi vergognosi del nostro paese.
Forse hanno sbagliato tutto dall'inizio, quando Ratzinger avrebbe dovuto tenere la lectio magistralis che in corso d'opera è stata cambiata in discorso inaugurale per l'anno accademico. La lettera dei 67 è stata inviata 2 mesi fa, ma è stata pubblicata dai giornali solo questa settimana.
E le reazioni degli studenti?
Sono state pretestuose e 200 studenti contro l'intervento del Papa sono una minoranza rispetto ai 150.000 della Sapienza. Non credo che un gruppo così piccolo rappresenti la totalità. Oggi Aldo Grasso sul Corriere ha scritto un articolo durissimo: in Italia vengono elargite lauree ad honorem a Vasco Rossi, Valentino Rossi e Lucio Dalla, ma il Papa non può parlare all'Università di Roma. E' paradossale.
Mentre i politici si appellano ai valori cattolici, gli studenti volevano richiamare i valori della laicità.
La laicità, il loro slogan, è il contrario del laicismo, ciò che hanno messo in atto, un'ideologia che non consente il dialogo, ma l'adeguamento al pensiero comune.
L'atteggiamento degli studenti, secondo Ruini, è un ritorno al '68.
Credo sia un ritorno all'800, quando la contrapposizione tra potere papale e anticlericalismo aveva un senso. Il cattolico non è quello che rimane rinchiuso a pregare ed è in grado come tutti di esprimere opinioni e confrontarsi. La società poi, corre dalla parte opposta. Ognuno dice quello che vuole dire, gli italiani sanno scegliere e sanno capire. E' una guerra vecchia.
Quali sono in tutto questo le responsabilità della Chiesa?
Ruini, come tutta la Chiesa, dovrebbe fare un esame di coscienza. Le cariche ecclesiastiche non si rendono conto del processo di scristianizzazione della società e continuano a comportarsi come se in Italia i valori cristiani fossero fortemente radicati. Non è più così.
La Chiesa, parlo dei vescovi e dei vertici della Cei, non dovrebbe solo manifestare contentezza per il radicamento dei valori cristiani durante le convention, ma ammettere i propri sbagli su casi di pedofilia o di corruzione da parte dei sacerdoti e delle istituzioni cattoliche. I valori di cui parlano stanno passando un brutto periodo.
Monasteri e chiese sono vuoti, in crisi le vocazioni, aumentano i divorzi e le coppie di fatto. La Chiesa è impaurita, ha poco coraggio di ritornare a Cristo, che è il vero grande tesoro della tradizione cattolica. Ma si perde spesso in problemi economici e burocratici e trascura invece la parte più importante.
A proposito di valori, Ferrara ha avanzato la proposta di moratoria contro l'aborto e ieri sera ha anche organizzato una veglia al Foglio. Un'idea pretestuosa o una proposta interessante?
Non so cosa animi Ferrara, ma vedo che c'è una voglia di radicalizzare molto tipica del nostro paese. La legge sull'aborto è una grande conquista, ma non credo debba essere un tabù. Abortire un feto di 21 settimane è interrompere una vita biologica. Se discutere significa evitare di arrivare a quel punto sono d'accordo, ma non se la moratoria serve ad abolire la legge.
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