Ci siamo. La squadra di Governo è pronta e sono stati sciolti gli ultimi nodi su Welfare e Giustizia. Il Berlusconi III sarà composto da 12 ministri a cui si aggiungono 9 senza portafoglio (4 donne in tutto). Il Presidente del Consiglio, dopo il conferimento dell'incarico da parte del presidente della Repubblica, ha comunicato la composizione del nuovo esecutivo per poi raggiungere i Presidenti di Senato e Camera. Domani alle 17 avrà luogo il giuramento dei nuovi ministri.
Come previsto, Silvio Berlusconi sarà affiancato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Confermati Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all'Interno, Angelino Alfano alla Giustizia, Ignazio La Russa alla Difesa, Giulio Tremonti all'Economia, Claudio Scajola allo Sviluppo e Luca Zaia alle Politiche agricole.
All'Ambiente va Stefania Prestigiacomo, Altero Matteoli ai Trasporti, Maurizio Sacconi al Welfare e Sanità, Sandro Bondi ai Beni Culturali e Maria Stella Gelmini all'Istruzione.
E ora i ministeri senza portafoglio: Elio Vito all'Innovazione, Umberto Bossi alle Riforme, Semplificazione per Roberto Calderoli, Raffaele Fitto agli Affari regionali, Mara Carfagna alle Pari opportunità, Andrea Ronchi alle Politiche comunitarie, Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione, Gianfranco Rotondi all'Attuazione del programma, e Giorgia Meloni alle Politiche giovanili.
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alle 16:23
Adduso
I magistrati devono continuare ad essere nominati solo per concorso ... ma ...
Esprimo un modestissimo parere.
Ci sono notoriamente interi distretti giudiziari che visibilmente, tranne per chi non può o vuole vedere, sono in mano a vere e proprie organizzazioni (senza generalizzare) di magistrati, avvocati, consulenti, baroni universitari, politici, parenti, amici e compari, i quali tutti insieme gestiscono il loro distretto come “cosa loro”. Questi “sistemi” sono a detta di tutti pressoché “intoccabili”, poiché poi è chiaramente innaturale e pure umanamente irrazionale che a dovere indagare e giudicare queste, chiamiamole per comodità ... “logge”, dovrebbero essere altri “colleghi” in quanto, almeno personalmente, non credo agli “inviati di dio sulla terra”.
Invece sulla riforma della giustizia sarei d’accordo solo su tre aspetti. Primo, con le obbligate e civili garanzie, velocizzare le procedure processuali, perché la giustizia di oggi assomiglia ad un “obitorio”. Secondo, dividere le carriere tra inquirenti e giudicanti ma a condizione che si crei una figura di super-PM-specializzato inquirente e requirente. Terzo, che non avvenga mai e poi mai che ad esempio i PM siano eletti dalla politica, ma nominati solo ed esclusivamente attraverso concorsi seri e ferrei, come chiunque entri nello Stato, ed anzi, ma questo dovrebbe valere per tutte, dico tutte le cariche medio e alte dello Stato (e non vessare lo sportellista da 800-1200 euro), si dovrebbe sottoporre ogni sei-sette anni circa, tutti, dico tutti, persino “i 4 del lodo Alfano”, ad un test attitudinale e psichico.
Poi se dovesse essere definitivamente consentito il cosiddetto federalismo fiscale, che invece, sempre a mio modesto avviso, ha il sapore di un “federalismo mafioso” in cui governatori regionali, presidenti di provincia, sindaci, la politica nativa, la magistratura di distretto, i baroni provinciali, la locale polizia, ecc. possono decidere e fare ciò che vogliono nel proprio “feudo”, allora è evidente che noi italiani ci siamo bevuti anche l’ultima parte di cervello indipendente rimastaci …