UPDATE! 23 maggio Scajola, nucleare italiano: il business di Enel e le mezze verità del Governo Berlusconi
Italiani, si ritorna al nucleare. Mentre tutti gli altri paesi europei dicono stop alla costruzione di nuove centrali, come ci hanno spiegato Massimo Cirri e Filippo Solibello di Caterpillar, l'Italia del Berlusconi IV esordisce in controtendenza.
Il Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha spiegato all'assemblea di Confindustria: "Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione. Solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente", e ha poi sottolineato la necessità di "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi".
Anche Casini, il leader dell'Udc, sarà soddisfatto della decisione del governo, visto che il nucleare è stato uno dei suoi cavalli di battaglia nella scorsa campagna elettorale. La maggioranza è d'accordo, ma cosa ne pensano gli italiani? Pare che solo il 38% sia a favore, e solo alcune settimane fa la comunità scientifica aveva lanciato un appello ai candidati per pensare a una via alternativa.
Sostenibile denuncia l'assenza di un referendum e Calaminta ricorda che gli italiani si erano già espressi vent'anni fa ma sono tuttora contrari. Anche Libertadistampa si oppone alla scelta del Pdl e suggerisce di pensare al fotovoltaico tedesco anzichè al (futuro) nucleare italiano. E le cose non saranno affatto semplici. Ecco i tre punti cruciali che Scajola non ha considerato:
1. prima che una centrale inizi a produrre energia ci vogliono 12 anni dal momento della posa della prima pietra (partendo da oggi intorno al 2020);
2. l'Italia è un paese sismico, con tutti i rischi che comporta;
3. non riusciamo a smaltire i rifiuti normali, per le scorie come faremo?
Dalla parte del sì troviamo invece LapulcediVoltaire che parla della necessità di scelte difficili, nella consapevolezza che in Francia e nelle altre nazioni vicine abbiamo un migliaio di centrali, e anche per IlprofessorEchos il nucleare non è poi così male. Ma è davvero l'unica alternativa per l'Italia?
Risolviamo prima i vecchi problemi del nucleare, poi pensiamo al futuro. Il costo per mettere in sicurezza scorie e vecchie centrali sarà di oltre 5 miliardi di euro, e non si ha idea di come risolverlo. Come facciamo a pensare di ritornare al Nucleare se sono aperte ancora ferite di mezzo secolo fà?
Non credo più nel Nuke, penso sia troppo costoso, e impattante, e alla fine produce poco più del 5% dell'anergia mondiale.
non è che sia contrario al nucleare per principio, sono favorevole a ciò che dicono gli scienziati, che ne sanno più della maggior parte dei politici e vanno ascoltati.
http://alphakappa.wordpress.com/2008/05/22/energia-nucleare-in-italia/
non avrà valore assoluto... ma di sicuro non è un sondaggio de Il Giornale o di Libero:
http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&idSondaggio=2686
http://rinascitaliberale.splinder.com/post/17201953/Nucleare%2C+è+ora+di+correggere
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alle 12:07
Guido Morosi
non ho finito di scriverlo ma avevo fretta di inserirlo!
MAI AL PRIVATO!!!!!