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Travaglio, la gogna di Schifani: solo a Di Pietro interessano i fatti?

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 12 Maggio 2008, 09:55 in Italia di Eleonora Bianchini

Non solo la destra, ma ora anche la sinistra vuole convincerci che l'editto blugaro contro Enzo Biagi non è mai esistito. Oggi sono disposti a tutto, anche a a sposare la teoria di Silvio Berlusconi dichiarata senza vergogna dinanzi a un genuflesso Gianni Riotta in campagna elettorale: a Biagi è piaciuto di più il profumo dei soldi, per cui ha rinunciato alla sua trasmissione e si è dimesso.

E nel Paese senza memoria ci credono in tanti. Nel fine settimana, morto Biagi ormai da mesi, tiene banco l'intervento di Marco Travaglio su Schifani a "Che tempo che fa". Scheggedivetro posta la prima parte dell'intervista (la seconda e terza parte la trovate qui e qui) e Roma2011 esprime un desiderio: reincarnarsi in Vittorio Sgarbi.

Apriti cielo. Travaglio ha il suo stile, come spiega Teledicoio, schietto, da primadonna intransigente, forse anche antipatico. Ma che fa, in fin dei conti? Fa il suo sporco lavoro di cronista: legge e divulga le sentenze scritte dai giudici, racconta i fatti secondo Antonio Di Pietro e se ne frega dei pruriti che provoca, sia a destra che a sinistra. Per tutta risposta, Filippo Facci su Macchianera lo diffama molto più di quanto lui abbia fatto con Schifani.

E scrive:

Travaglio ha detto cose orrende del neo presidente del Senato, Renato Schifani, estraendo dal cappello alcune remote frequentazioni tra lui e altra gente che è stato indagata per mafia 18 anni dopo. 

Marco Travaglio è un grandissimo cialtrone inviso a qualsiasi persona intellettualmente onesta e minimamente informata. E’ la faziosità pura, la riproposizione dei passaggi di alcune sentenze al posto di altri, di certi verbali al posto di altri, di certi avversari al posto di altri. E’ l’invenzione di status giuridici inesistenti (prescritto al posto di non colpevole, soprattutto) o è la citazione dell’articolo articolo 530 come «insufficienza di prove» anziché «assoluzione perchè il fatto non sussiste».

Del Presidente del Senato, detto il muffa (anzi, meglio lombrico causa produzione di penicillina), il cronista contesta le amicizie mafiose - peraltro già rivelate da sentenze e intercettazioni. Altrimenti dette prove - e lo invita a rispondere.

Fazio è visibilmente imbarazzato e piovono scuse da RaiTre, Cappon si dissocia, nessuno pensa alla veridicità delle affermazioni di Travaglio (a parte Di Pietro, come sempre), ma solo a mantenere il rispetto (rispetto?) della seconda carica dello Stato. E anche sul Pd la posizione di Travaglio è molto chiara: solidarietà bipartisan a Schifani? Certo, perchè neanche a Veltroni & Co. conviene ricordare le amicizie pericolose e il Pd non fa opposizione, riassume Governoberlusconiter. Insomma, fa un tempo brutto, anzi bruttismo scrive raccoltaindifferenziata.  

Scusate l'intromissione, ma mi associo a sonouningenuo: preferisco la verità delle sentenze e la tutela della legalità nel mio interesse di cittadino alla riverenza nei confronti delle istituzioni.

ps: L'associazione mafiosa è quella che fa rumore sui giornali, ma tutto è partito dalla muffa. E vi siete chiesti perchè Ciarrapico non si sia offeso per le dichiarazoni sul suo conto a Che tempo che fa? Forse perchè la finta residenza in lamiera esiste anche sulle carte giudiziarie. 

8
8 commenti
8
06 Mar 2011
alle 00:06

LL

IL FATTO CHE IL NOSTRO SIA UN PAESE DEMOCRATICO NON AUTORIZZA NESSUNO A RACCONTARE QUELLO CHE GLI PASSA PER LA MENTE DANDO A D'INTENDERE CHE SI TRATTA DELLA PURA E SANTA VERITA'!

DA CHE PULPITO ARRIVANO CERTE PREDICHE? LE AMICIZIE MAGISTRALI CONSENTONO DI DIFFARE CHIUNQUE NON E' GRADITO, L'IMPORTANTE CHE NON GRAVITE AI AREE DI CENTROSINISTRA O GIU' DI LI'.

NESSUNO NON RICORDA PIU' IL PASSATO ULTRACONSERVATORE DI TRAVAGLIO DALLE POSIZIONI CONSIDERATE NEOFASCISTE?  IL FATTO CHE ABBIA FATTO IL SALTO DELLA QUAGLIA LO METTE AL RIPARO DA OGNI SOSPETTO...!!!! LUI IN RAI E' SOTTOPAGATO? INTANTO PROMUOVE I SUOI GIORNALI E LIBRI A TITOLO COMPLETAMENTE GRATUITO CONSENTENDOGLI VENDITE MILIONARIE DI EURO.... UN MINI SPOT IN RAI COSTA ALMENO 10MILA EUROE A LUI COSA COSTANO?

ZERO, INFATTI NON A CASO SIAMO A ANNOZERO......!!!!!!!!!!!!!

7
10 Lug 2008
alle 23:23

Simone Ramella

Caro Alberti, mi scuso per la risposta in clamoroso ritardo ma sono ricapitato solo oggi, e quasi per caso, su questo post. Le fonti citate da Travaglio di cui ho parlato nel mio commento precedente erano i due libri che avevano già riportato i fatti da lui riferiti nell'intervista con Fazio. Tutto qui. Per quanto riguarda le genie di commentatori avversi o proni a Travaglio & Co. non so quale delle due sia più numerosa. Io, però, resto convinto che la presenza di un giornalista come Travaglio, in un'Italia in cui la disinformazione e il conformismo regnano sovrani, sia salutare. Nessuno ovviamente è immune da difetti ed errori, nemmeno Travaglio, ma l'antipatia è un sentimento istintivo che rischia di portare la discussione fuori strada.

6
14 Mag 2008
alle 18:12

Simone - UltimaFermata

Quello che non capisco è come mai Fazio si sia scusato! Io mi scuso se sbaglio in qualcosa, non se invito uno a parlare nella mia trasmissione, perchè è sottinteso che chi ospito si debba assumere la responsabilità di quello che dice.. Il discorso è che qui si cerca di spostare il vero problema, che è questo: in democrazia si può riportare una notizia, ovvero che l'attuale presidente del senato italiano è stato socio di persone che poi sono state condannate per mafia? Oppure bisogna fare finta di nulla?

5
14 Mag 2008
alle 15:24

Claudio Alberti

Caro Ramella,

confermo la mia antipatia per Travaglio. E confermo che esiste un'intera genia di commentatori antropologicamente avversi a Travaglio; ne esiste, però, anche una più pericolosa, antropologicamente prona a Travaglio & Co.

Ti prego, dunque, di ricordare a me e a tutti i lettori quali siano i nomi e le fonti che avvalorano la tesi travaglina secondo cui per fare il presidente del Senato, dopo Schifani rimangono solo la muffa o i lombrichi. Non mi sembra, infatti, che quell'immenso e perfettissimo giornalista li abbia citati...

4
13 Mag 2008
alle 10:37

Simone Ramella

Ho letto il commento e anche il post sul blog di Claudio Alberti, che mi sembrano riflettere l'opinione di una parte abbastanza consistente degli italiani, che nutre nei confronti di Travaglio una diffidenza che definirei "antropologica". Più che i fatti che cita, infatti, queste persone contestano a Travaglio il ghignaccio, la fronte sudaticcia, il suo modo saccente o la presunta antipatia. A Che tempo che fa Travaglio - a differenza di quanto sostiene Alberti - ha citato fatti e persone, e perfino le fonti (fatto più unico che raro nella televisione italiana). Per i critici antropologicamente avversi a Travaglio, però, anche questo non basta, perché secondo loro avrebbe dovuto anche riportare le motivazioni della controparte. Quali non è dato sapere. A leggere le reazioni di buona parte della nostra classe politica, forse per farli contenti Travaglio avrebbe dovuto premettere che il suo era un subdolo tentativo di minare il dialogo sulle riforme. Si dimentica, inoltre, che la televisione ha i suoi tempi e che nell'intervista a Fabio Fazio Travaglio ha parlato anche di tante altre cose, anche più interessanti. Come lo stato dell'informazione in Italia che, come dimostra anche questa vicenda, versa in uno stato penoso.

3
12 Mag 2008
alle 19:59

Adriano

Il fatto che risulti scandaloso per molti non il contenuto delle dichiarazioni di Travaglio, a proposito dei rapporti passati del presidente Schifani con personaggi condannati per mafia (di fatto non smentiti dall'interessato, finora) ma piuttosto che quelle cose vengano dette pubblicamente da un giornalista, sotto la sua personale responsabilità civile e penale, rende bene la misura della morte civile e morale a cui è approdata l'ITALIA . Grazie Marco.

2
12 Mag 2008
alle 15:37

luca

Renato Schifani è stato nel 1979 tra i fondatori della società Siculabrokers in cui ricoprì anche il ruolo di amministratore. Tra i soci di questa società, c'erano l'ex ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà. Benny D'Agostino è un imprenditore successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, Mandalà è stato condannato per mafia ed è stato definito dai giudici il capocosca di Villabate, Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti Satris di cui erano soci i discussi esattori ed uomini d'onore della "famiglia" di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984.

1
12 Mag 2008
alle 13:03

Claudio Alberti

Anch'io ho parlato di Travaglio nel mio blog

Anche la Finocchiaro è stata accusata da Travaglio, su Micromega, di amicizie mafiose, quindi è normale che anche la sinistra non lo difenda. E comunque secondo me non basta dire che Travaglio ha detto "la verità". Ne ha semplicemente accennato una parte, senza che alcun interlocutore potesse smentirlo in diretta (il che è molto importante). Un buon giornalista non fa come lui, ma approfondisce secondo il modello anglosassone: Schifani ha amicizie mafiose? Se sei un giornalista dimmi chi, dove, come, quando e perché, e riporta le motivazioni anche della controparte. Se no lanci accuse gratuite che non vogliono dir nulla.

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