blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Giulio Andreotti, il Divo: Sorrentino e la morale mafiosa della politica italiana

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 4 Giugno 2008, 16:09 in Italia di Eleonora Bianchini

Ci saranno pochi giovani in sala e molti babyboomers se andrete a vedere Il Divo, il film di Paolo Sorrentino su Giulio Andreotti. 7 volte Presidente del Consiglio e ben 27 volte Ministro, il senatore è vita è stato soprannominato in tanti modi: la volpe, belzebù, l'onnipresente, l'indecifrabile. Dice di non avere mai querelato nessuno grazie al suo senso dell'umorismo. O forse perchè era indimostrabile la diffamazione.

Andreotti ha visto il film e si è limitato a commentare: "Non sono così cinico", quando il cinismo è soltanto una delle caratteristiche più evidenti che emerge, ma non la meno inquetante. Il Divo Giulio disegnato da Sorrentino tocca l'anima del personaggio, coglie le sembianze fisiche con un ineccepibile Toni Servillo, mentre cammina avanti e indietro nei suoi appartamenti romani, in attesa della nomina - mai arrivata- a Presidente della Repubblica. 

Andreotti è il tesoriere dei segreti d'Italia, dei rapporti del Palazzo con il potere mafioso, del mistero di Aldo Moro che ancora lo attanaglia. Andreotti è silenzioso, raffinato e sarcastico nell'umorismo, indifferente alla morte dei collaboratori più affezionati (Salvo Lima, ad esempio), invidioso di Cossiga.  Non crede al caso, ma alla volontà di Dio, come spiega a Scalfari nel video sopra, tratto dal film.

La vita di Andreotti si intreccia con la cattura di Riina, la morte di Moro, di Pecorelli, Sindona, Calvi, Ambrosoli, con  i favori tra mafia e potere. E' come il suo archivio: immenso, segreto e silenzioso. E' il chirurgo politico dell'Italia del dopoguerra, impegnato a non lasciare traccia dei fatti, fino al punto di negare a se stesso l'evidenza. Del resto, come dice nel film, se ammetti una cosa a te stesso, hai già lasciato traccia.

Titoli di coda, lo spettatore rimane senza una Verità. Ma se prima aveva qualche dubbio, ora è consapevole che la mescolanza indistinta fra bene e male ha fatto la politica italiana dagli anni '70 ad oggi.

0

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere