Global Voices Online: occhi puntati su Budapest

Scritto da: -

global-voices.jpg

È in corso di svolgimento - venerdì 27 e sabato 28 giugno - a Budapest, il Summit annuale di Global Voices Online (http://globalvoicesonline.org). Uno dei progetti di citizen media finora più riusciti, Global Voices punta a "dare voce a chi non ha voce", amplificando e rilanciando quelle notizie spesso trascurate dai grandi media. Un'iniziativa non-profit e su base volontaria che, ponendosi a metà strada fra il mondo dei media tradizionali e quello dei contenuti generati dagli utenti, in questi quasi quattro anni di vita ha attirato l'interesse di grandi testate, dalla Reuters alla CNN all'Arab Press Network e stimolato partnership con i tanti media indipendenti che sempre più adottano Global Voices come fonte privilegiata, vedi il canale Citizen News aperto di recente su YouTube. Oltre a coinvolgere oltre un centinaio di autori, con 15 localizzazioni e una serie di siti che contano più di 40.000 post e 30.000 commenti, suddivisi in 347 categorie che spaziano dalle diverse regioni e nazioni a temi quali razzismo, arte e cultura, religione, agricoltura.

Decine di blogger, cittadini e attivisti, non solo giovani e provenienti soprattutto dai Paesi in via di sviluppo, stanno dunque discutendo a Budapest dell'applicazione dei citizen media e degli strumenti del Web 2.0 in una varietà di situazioni, dalle campagne elettorali alle catastrofi naturali alla creazione di comunità d'intenti. Mentre il tema centrale della prima giornata ruota sulle complesse questioni legate ad una libertà d'espressione, che va ben oltre la diffusione di blog e news online, con la presentazione di strumenti tecnologici e pratiche sul campo per aggirare la censura. Faccende queste che, pur se ovviamente poco sentite in Occidente, rimangono cruciali per gli attivisti del circuito di GVO, e in non pochi casi diventano anzi questione di vita o di morte, dato che parecchi di loro operano in Paesi quali Cina, Thailandia o nelle regioni africane.

Nel corso del Summit sarà annunciato anche il lancio ufficiale della localizzazione italiana (http://it.globalvoicesonline.org), già in rodaggio da alcune settimane, che conta una decina di volontari, tra cui traduttori professionisti ed esperti di nuovi media.

Per chi volesse seguire in remoto l'evento di Budapest non mancano certo gli strumenti. Il video live è fornito da Ustream.tv, mentre le sessioni vengono raccontate in blog-style tramite Coveritliv, per non parlare dell'abbondanza di foto rilanciate su Flickr e il flusso ininterrotto delle discussioni via IRC, Twitter e compagnia bella. Il tutto reperibile a partire dall'apposita pagina dedicata al Summit (http://summit08.globalvoicesonline.org).

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!