E' destino. Sono sempre le intercettazioni a tenere banco nel nostro paese. Altro che mafia o terrorismo, oggi parliamo dei dossier illegali di Tavaroli. Il buon Giuliano avrebbe raccolto dati e informazioni illecite per sua iniziativa o per ordine di Telecom ma senza la connivenza della dirigenza aziendale. Tronchetti Provera e Buora sarebbero le vittime morali - e non indagate- dell'intera vicenda, traditi e bistrattati dai dipendenti speciali di cui si fidavano. Ma la pugnalata alle spalle non è credibile.
Tronchetti&Buora sono angeli protettori che entrano sporchi ed escono puliti dal caso Telecom per potersi giocare le proprie carte in santa pace. Le confessioni di Tavaroli sono più credibili e verosimili dell'innocenza di Tronchetti Pirelli e della dirigenza aziendale, ma la solidarietà, guarda caso, è bipartisan. Come da copione si sprecano dichiarazioni: Veltroni sta con Fassino (e pochi giorni fa stava pure con Ottaviano Del Turco); Renato Farina, felice deputato del pdl (se ci fossero state le preferenze non lo avrebbero votato neanche i ciellini) parla di chiacchiericcio e della supponenza di Repubblica, che crede tutti mascalzoni tranne i suoi giornalisti; infine, Fassino e Colaninno querelano seguiti a ruota da Niccolò Ghedini che da buon avvocatocrociato difende Silvio Berlusconi.
Va da sè che le parole della giornata siano giustizia forcaiola e atmosfera giustizialista, tanto per separare i buoni dai cattivi.
Per una volta il Cav. è solo una delle figure importanti del corollario, tant'è che non si azzarda nemmeno a contraddire Pollari quando il capo del Sismi gli comunica che sta per nominare Mancini, il comunista, a capo della Prima Divisione. Il ventaglio dei potenti? Le sette chiese: Pollari, Cossiga, Scaroni, Pippo Corigliano, Luigi Bisignani, Sarmi, Valori e il generale Speciale.
E il picconatore esce stamattina con un'intervista su Italia Oggi. Insondabile e massone, Cossiga dice di non avere letto niente (sic!) però poverino, poveraccio Tavaroli. E' vero che lo ha incontrato, che Laura Porcu esiste e che l'ha conosciuta, che se Tronchetti potesse anche essere incastrato, ormai è troppo tardi. Tutte le prove contro di lui sono al sicuro e Tavaroli non potrà cambiare l'andamento dell'inchiesta. E Giuliano è una persona per bene, puntualizza il senatore a vita.
Tavaroli non è per bene, ma non è peggio di chi gli disse: "Le abbiamo chiesto troppo".
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