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Lampedusa, clandestini da 2.000 euro: Maroni e La Russa ecco come nasce un business

Eleonora Bianchini avatar Martedì 29 Luglio 2008, 13:36 in PoliticaMente di Eleonora Bianchini
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UPDATE! 31 luglio Naufragio a largo di Malta, morte 2 donne. Lampedusa: circa 800 i clandestini arrivati in quattro gruppi, oltre mille da mercoledì. Il centro di accoglienza al collasso

29 luglio, ore 18 La chiamano tragedia dell'immigrazione. 5 clandestini a bordo di una carretta del mare sarebbero morti nel canale di Sicilia. Noi ci domandiamo perchè la notizia sia stata data solo nel tardo pomeriggio quando il fatto sarebbe avvenuto questa mattina alle 10.55.

Domani La Russa firmerà il decreto che prevede l'arrivo di 3.000 militari in tutto il teriitorio nazionale a seconda delle emergenze e degli obiettivi sensibili. Si comincia con Milano, Roma e Napoli e un terzo degli uomini saranno impiegati negli ex Cpt, oggi Cie. L'immigrazione clandestina è il tema su cui si è giocata la vittoria del centrodestra alle ultime politiche, peraltro con toni apocalittici.

Di seguito pubblichiamo la testimonianza di un lettore, che per ragioni di privacy preferisce mantenere l'anonimato. Fino a qualche giorno fa era in vacanza a Lampedusa e ha assistito a uno sbarco. Incuriosito dagli eventi e stanco dell'informazione tradizionale, ha seguito gli immigrati e parlato con alcuni residenti. E ha scoperto che gli sbarchi sono un business reddittizio e pianificato con cura. Ecco la sua testimonianza: 

“E' quella in mezzo la barca che trasporta le persone?”

“Vuoi dire gli africani?”

Francesco, un bambino lampedusano che ha solo 8 anni ma guida la Vespa come un veterano, capisce la nostra curiosità di villeggianti e ci suggerisce dove andare per seguire a pochi metri di distanza l’ennesimo sbarco di clandestini a Lampedusa, primo approdo in Europa per la rotta migratoria verso il vecchio Continente (circa 10.600 le persone sbarcate dal 1 gennaio a oggi su queste coste).

 
E' il 14 luglio. Siamo in spiaggia e sentiamo notizie di sbarchi sull'isola. Pare sia morto qualcuno. Anzi, sarebbero tre gli immigrati che non ce l’hanno fatta. Si vocifera di un’ultima barca in arrivo e quando Francesco vede uscire le vedette dal porto mi dice che tra un’oretta attraccheranno con gli africani. Non viene con noi perché per lui è quasi routine “ma solo d’estate, in inverno ci sta solo qualche gommone”. E preferisce andare a cena.

E' buio quando ci posizioniamo sulla scogliera in cima alla strada che porta a Guitgia, una delle più frequentate dell’isola. E' tutto organizzato: ci sono due pulmini pronti per il trasporto al Cpt (pardon, ora si chiamano Cie, Centri di identificazione ed espulsione), due operatori della Croce Rossa scherzano tra loro poi arrivano i primi mezzi della Finanza (ma perché a bordo c’è solo gente senza divisa?). Scopriamo che da lì ci passeranno molto vicini prima di attraccare al porto vecchio e per poi essere trasportati in centro.

Mi piazzo vicino a uno che sembra saperla lunga, è uno del posto. Alla prima domanda (“Scusa ma perché se sta barca è stata intercettata da una nave maltese punta qui?”) mi guarda con aria quasi compassionevole e replica: “A Malta mica li vogliono. Se li trovano a 5 miglia dalla loro costa non possono fare a meno di prenderseli, altrimenti puntano dritto in Italia”.

E' evidente che i lampedusani non ne possano più degli sbarchi e della pubblicità negativa che ne deriva; eppure l'impressione è quella di trovarsi all’interno di una macchina molto ben oliata.

Tre vedette di carabinieri e finanza circondano la barca con a bordo una quarantina di persone (illuminata a distanza dalla vedetta maltese) a circa un chilometro dal porto. Si sentono dei rumori e i carabinieri fanno marcia indietro. “Perché tornano al largo?”, dico io. Il mio Cicerone si accende una sigaretta e impassibile mi spiega che “in prossimità del porto c'è sempre qualcuno che cerca di scappare; ad esempio gli scafisti o chi è già stato espulso dall’Italia.

Lampedusa è l’unico centro di accoglienza da cui non scappa mai nessuno. In un'isola di appena 20 chilometri quadrati dove tutti conoscono tutti, “conviene farsi portare altrove a spese nostre”, mi spiegano. Dove? “In Sicilia o in un altro centro. Solo a quel punto cercheranno di fuggire o si inventeranno qualcosa. Ma qui è molto difficile”.

Ora la carretta del mare è pronta a sbarcare. “Carretta del mare”, poi. Di certo non è il panfilo di Roman Abramovich, ma parliamo di una barchetta a motore assolutamente dignitosa. Ma perché i giornali non le scrivono certe cose? “Negli ultimi tempi la qualità delle imbarcazioni è migliorata. I gommoni sono sempre meno. E comunque questi mezzi vengono sequestrati e distrutti laggiù, dove c'è quella gru”, mi indica. L’unico “rischio” deriva dal carico: la piccola imbarcazione dovrebbe trasportare al massimo una ventina di persone, ma a bordo ce ne sono il doppio. Così i trafficanti guadagnano di più (i “passeggeri” pagano 1.500/2.000 euro a testa). Ma le carrette del mare sono un’altra cosa. I clandestini, quasi tutti uomini e di colore, passano a dieci metri da noi nonostante il piccolo cordone creato dalle forze dell’ordine. Vestiti in maniera semplice ma comunque dignitosa. Se incroci il loro sguardo alzano il pollice. Sanno che ora il più è fatto. Dicono di provenire da paesi in guerra, così sarà più facile restare. E i dati sulle espulsioni effettive in Italia li incoraggiano.

“E ora che succede?” chiedo quando salgono sul pulmino. “Vanno nel nuovo centro (finanziato anche dall’Unione europea per svariate centinaia di migliaia di euro, ndr), dove mangeranno due volte al giorno. Trattati bene, insomma, a differenza dei loro paesi. Poi li porteranno in altri centri e da lì, dopo l'identificazione, scatterà il foglio di via. Che vale quanto la carta per pulirsi il culo”.

La mia guida ha fretta di congedarsi, faccio solo in tempo a chiedergli come si può fermare questo esodo senza controllo. “Fermare? Ma scherzi? Ci mangia troppa gente. Tu sei arrivato qua con l'agenzia di viaggio. Esattamente come loro”. Da buon turista fesso e omologato ai media tradizionali sono un po' basito. “Ce ne saranno altri di sbarchi stasera”?. “No, e guarda che per i prossimi 5-6 giorni qui non arriverà mezzo africano”. Come faccia a saperlo è un mistero. Fatto sta che ripartiamo il 19, 5 giorni dopo, e di altri clandestini nemmeno l’ombra.

In realtà, se hai voglia di indagare un pochino, tutti ti ripetono le stesse cose: i trafficanti in Libia vengono allertati da Lampedusa quando il centro è pronto ad accogliere nuovi arrivi e fino ad allora non parte nessuno. Ogni ospite del Cie a Lampedusa costa 100 euro al giorno. Il presidio di forze dell’ordine deve essere giustificato in qualche modo e le persone che lavorano nella struttura, dalla pulizia ai pasti, guadagnano bene grazie agli immigrati. Forse a qualcuno questi sbarchi fanno davvero comodo.

“Già, ma allora perché qui non ne potete più”? chiedo a uno dei tanti pasticceri che sfornano deliziosi cannoli alla ricotta. “Noi campiamo di turismo e di pesca. Questa pubblicità negativa non ci aiuta, c'è crisi. A sentire il telegiornale sembra che i turisti facciano il bagno in mezzo agli immigrati. Quante cazzate che dicono e scrivono”. Su questo punto ha ragione: la verità è che per assistere a uno sbarco a Lampedusa devi metterti d’impegno. Tutto è organizzato affinché i turisti, grande fonte di reddito, non siano disturbati. “E vorrei vedere. Ma due mesi fa un gommone è sfuggito ai controlli. E' entrato a Cala Guitgia e la gente è scappata. Comunque visto che qui i militari fanno solo i tassisti, vorrei anche vedere che ce li portano in mezzo ai coglioni”.

Tassisti? Davvero assurdo. “Che ti credi, che questi arrivano fin qui da soli? Quando sono anche a 40-50 miglia, in acque internazionali, dove potrebbero farne a meno, i nostri militari vanno a prenderli e li portano qui. Sono gli africani che li chiamano col satellitare per chiedere soccorso, e alcune barche sono trainate al largo della Libia da chi ha messo in piedi 'sto business. Il ministro Maroni dovrebbe venire qui: mi fa ridere quando parla di contrasto all’immigrazione clandestina. Ma se qui li portiamo in carrozza!” Obietto che ogni tanto qualcuno perde la vita in mare aperto. Pronta la risposta: “Muoiono i minchioni. Quelli che partono all’avventura senza nessuna copertura, o che si agitano quando vedono qualcuno. Saltano sul gommone, cadono in mare e non sapendo nuotare va a finir male. E poi qualcuno porta con sé anche i neonati: è una follia”.

A Lampedusa Angela Maraventano è stata eletta in Senato con la Lega Nord proprio per le sue battaglie contro gli sbarchi: la gente punta (o forse puntava) molto su di lei. “Prima si incatenava davanti al Cpt, adesso va a mangiare le aragostelle coi clandestini. La verità è che nessuno vuole fermare davvero questa invasione. E' un business? Certo. Che poi a me non me ne frega nulla: qui sono solo di passaggio e poi vanno via, ma siete voi lassù che vi ritrovate a vivere in città piene di delinquenti”. In effetti la gran parte dei reati compiuti da immigrati sono opera di clandestini che arrivano proprio da qui, ma nell’isola gli extracomunitari a spasso si contano sulle dita di una mano.

Proprio come a Milano…

5
5 commenti
5
30 Lug 2008
alle 09:14

Eleonora, Blogosfere Staff

I nostri governanti sanno, ma preferiscono continuare alla vecchia maniera.

4
30 Lug 2008
alle 01:55

Lara

Bellissima testimonianza complimenti. Peccato che questa denuncia passerà sotto silenzio e tutti faranno finta di niente!sarei curiosa di sapere che ne pensano i nostri governanti di questo scandalo

3
29 Lug 2008
alle 19:38

leo

HO i conati di vomito a leggere questo reportage. Ma perche' davvero non gli sparano a questi barconi? possibile che se io oltrepasso una qualsiasi zona militare in Italia, una qualsiasi caserma di polizia, come italiano, dopo un minimo avvertimento, mi pioverebbero addosso proiettili senza riguardo e per questa gente che ha la possibilità di pagare 2000 euro per venire qua, non ci sia nessuna altra scusante che al loro paese muoiono di fame? anche io qua campo a fatica e non me ne frega niente di loro.Ma a noi chi ci pensa?quando andiamo a fare la spesa c'è qualcuno che ci salva? quando paghiamo le tasse ? anzi le bollette, perche' adesso è dura anche pagare le bollette...questi vengono qua pensando che sia l'eldorado.E io piango perche' vedo la mia patria senza piu' un' identità.

2
29 Lug 2008
alle 17:17

Eleonora, Blogosfere Staff

Grazie Enrico. E pare che al Ministero della Difesa e della Giustizia lo abbiano già letto...

1
29 Lug 2008
alle 17:07

Enrico

Complimenti blogosfere,  questa si che è vera informazione. me lo sono letto 3 volte perchè quasi non ci credevo. Perchè non inviate il link al ministero dell'immigrazione?

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