Fabio Berti di Anpac, un uomo un perchè: il Trapattoni di Alitalia e i kamikaze

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Siamo ancora in piena fase hangover. Ubriachi e drogati dalle dichiarazioni sempre più sorprendenti del nostro mitico Fabio Berti, epigono di una comicità involontaria ed esilarante. Il nostro uomo, di cui abbiamo parlato diffusamente su Blogosfere Politica e Società e Blogosfere Economia e Finanza, non ha ancora finito di stupirci. Dopo le strepitose minacce di morte rivolte ai passeggeri Alitalia (forse tra i pochi che non vorrebbero strozzare i piloti con le loro  mani) Fabio Berti smentisce e raddrizza il tiro: nessun problema sulla sicurezza, replica dai microfoni di Sky Tg 24 mentre, come un moderno Jules Verne, annuncia che sta per imbarcarsi su un volo per Milano. 

Nel video sopra (che riepiloga anche le sue dichiarazioni dalla Saluzzi), parla di questioni tecniche e dice: Stiamo volando sicuri, c'è il masssimo della sicurezza. I miei riferimenti in quel complesso, in quel discorso che va appunto visto in modo complessivo sono alla discussione contrattuale per il futuro che ci apprestiamo ad affrontare. E' uscito un titolo che non corrisponde a quanto ho detto, mi rendo conto che è un discorso che è molto tecnico (sic!) ed è molto difficile affrontare questi temi durante la trasmissione […] ma vorrei assicurare che volare con Alitalia è del tutto sicuro, in sostanza.

Ora: questo intervento non ha senso compiuto, ma intravediamo dietro al messaggio un uomo (e un perchè) che cerca di arrampicarsi sugli specchi. L'abbiamo trovato: è lui il Trapattoni dei cieli, l'allenatore nel pallone della nostra Alitalia. E vi dirò, la carambolesca smentita di Berti, non è stato quello che mi ha stupito di più. Mi lascia invece attonita l'apologia di certi commenti comparsi qui a difesa del Presidente dell'Anpac (che nonostante il tentativo di smentita, rimane indifendibile).

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