Romanzo padano, la Lega di Bossi: Berlusconi seduttore e Maroni ex venduto. Parla Davide Romano

Scritto da: -

romanzopadano.jpg

E' radicata sul territorio e ha conquistato le regioni del Nord paese per paese, incluse le province rosse di Emilia Romagna e Toscana. La Lega è il fenomeno della politica italiana, cresciuta grazie al carisma del leader Umberto Bossi è riuscita ad imporsi nel panorama nazionale in poco più di un decennio. "Romanzo padano" (Sperling & Kupfer, 15 euro) racconta la storia del partito, dai protagonisti agli episodi di colore. Noi abbiamo incontrato Davide Romano, coautore del libro insieme a David Parenzo e curatore del blog Liberopensiero.

Un concept book sulla Lega: perchè si chiama Romanzo Padano e com'è nata l'idea di scrivere in tandem con Parenzo?

Si chiama Romanzo Padano perchè non è un barboso saggio di politica, ma un racconto della storia della Lega. Scritto quindi in maniera appassionante e divertente, vuole svelare i motivi dei successi del partito più antico presente oggi in Parlamento.

L'abbiamo scritto insieme io e Parenzo per due motivi: il primo è che siamo amici per la pelle, e ci intendiamo al volo. Il secondo è che io da milanese, e lui da padovano, abbiamo avuto la ventura di seguire la nascita e la crescita delle principali leghe nei nostri rispettivi territori. Siamo cresciuti respirando il vento del nord, per riprendere una felice espressione di Daniele Vimercati, il primo e indimenticato "esploratore" del mondo leghista.

Alleanze: Mpa e Lega nord insieme per il centrodestra lo scorso aprile. D'amore e d'accordo o si guardano ancora in cagnesco?

Per il federalismo fiscale, Bossi è disposto ad allearsi anche con il diavolo o ad accettare il Lodo Alfano. Non a caso in questi mesi lo si è sentito diverse volte ripetere di  "abbassare i toni" tra maggioranza e opposizione. Detto da lui…

Il Senatùr è ormai diventato il kamikaze del dialogo, non solo con il siculo e alleato Lombardo, ma anche con il leader del PD Walter Veltroni. Lui come il suo "popolo padano", hanno fame di riforme.

Alle origini la Lega era un movimento anticlericale, lontano dai poteri forti, contro gli immigrati stranieri e la massoneria. Poi il cambio, l'entrata in Parlanmento e il discutibile rapporto con Silvio Berlusconi. Anche Maroni, prima delle ultime elezioni, ha ricordato che l'alleanza con il Pdl era giustificata da una necessità e non da un'affinità elettiva. Cosa rappresenta Silvio Berlusconi per la Lega?

Le differenze tra i due leader sono notevoli, a partire dall'aspetto: l'uno ama il doppiopetto, l'altro la canottiera. Berlusconi vive nel lusso tra piscine e Champagne, Bossi nella sua vecchia casa di Gemonio, dove fuma i suoi sigari e beve Coca-cola. Infine Bossi è un trascinatore, mentre Berlusconi è più abile come seduttore.

La loro alleanza è un vero e proprio incontro di civiltà, per certi versi obbligato. Da sinistra infatti, non arrivano proposte che possano mettere in crisi il rapporto Bossi-Berlusconi. Cosa che in passato è avvenuta due volte: durante il governo Berlusconi del '94 che la Lega fece cadere, e nel '98, quando D'Alema fece delle aperture significative alla Lega, peraltro corrisposte. Non se ne fece nulla. Meglio per Berlusconi, che è infatti riuscito ad andare al governo nelle elezioni del 2001, alleato con la Lega. Il Cavaliere sa che, senza la Lega, non ha mai vinto.

Facciamo una classifica. Chi è il politico leghista più amato, il più invidiato e il più odiato dagli elettori del partito?

Il più amato è e sarà sempre Bossi, intorno a cui gira tutto il mondo leghista. Sarà infatti lui a stabilire con ogni probabilità, a tempo debito, il suo successore e per ora avrebbe espresso il desiderio del filgio Renzo che potrebbe raccogliere la sua eredità politica. Appena si intuirà chi potrà essere il sostituto, ecco che avremo subito il nome del più invidiato. Riguardo invece al più odiato, è senza dubbio chi "tradisce" o è in odore di tradimento.

Ne sa qualcosa perfino Roberto Maroni, che siccome aveva dubitato della scelta di Bossi di far cadere il primo governo Berlusconi, al congresso della Lega nel febbraio del '95 si sentì dare dai delegati del "brut scimbiot" (brutto scimmione) e del "venduto". Chi sta nella Lega sa bene che più sale di importanza e più sarà amato; ma sa altrettanto bene che il giorno in cui dovesse tradire, l'amore si tramuta in odio. Se lo ricordano bene i tanti leghisti che hanno cambiato casacca, da Formentini alla ex-presidente della Camera Pivetti.

Per Romanzo Padano avrete incontrato diversi esponenti della Lega. Raccontaci qualcosa che la stampa non ha ancora scritto fino ad oggi.

Sono tanti gli episodi sconosciuti raccontati nel libro: dal Borghezio che dialoga con l'Islam all'incontro tra Bossi e Agnelli, passando per il fatto che nell'82 la Lega era contro l'ampliamento dell'aeroporto di Malpensa. Uno dei più divertenti e significativi è senza dubbio quello del 1994, quando il neo ministro del Bilancio Pagliarini scopre che, all'interno del ministero, un intero corridoio è adibito a mercato abusivo: dalle sigarette alle bibite, è tutto esposto da extra-comunitari su lenzuoli bianchi stesi per terra. Non è finita: quando Pagliarini chiama un funzionario del ministero per chiedere spiegazioni, questi gli risponde: "Dottò, questo mercatino è utile. Se chi lavora qua dentro esce per comprare le sigarette perde molto più tempo…. Almeno così lo abbiamo in casa e risparmiamo del tempo!".

Nella Lega è molto forte la partecipazione giovanile. Come riesce a fare proseliti tra i giovani, tanto da fare invidia a Pd e Pdl?

La ricetta del successo leghista tra i giovani è semplice: da un lato la capacità di chiamare i giovani su temi coinvolgenti, dall'altro la capacità di tenerli, grazie a una selezione della classe dirigente che avviene in base a criteri meritocratici. Chi più lavora sul territorio, va avanti. Negli altri partiti, prevalgono logiche più simili alla cooptazione degli amici degli amici, o comunque alle nomine dall'alto. A questo proposito è significativo un altro episodio inedito, riportato nel libro: quello in cui un banchiere si propose come candidato sindaco della Lega. Dopo chiacchiere e convenevoli di rito, il responsabile leghista andò a prendere una latta di vernice
rigorosamente verde. La porse al banchiere invitandolo personalmente a darsi da  fare. Non se ne fece nulla. Preferì non diventare sindaco.

Come è cambiata l'immagine e il ruolo di Bossi dall'origine a oggi?

Bossi ha saputo imparare dai suoi errori e perfezionare la sua macchina raccogli-voti. Si è lasciato alle spalle definitivamente l'ideologia e gli estremismi degli inizi: dal pacifismo senza se e senza ma (si oppose alla liberazione del Kuwait e alla guerra a Milosevic) all'ecologismo duro e puro (la già citata avversione all'ampliamento dell'aeroporto di Malpensa, di cui oggi la Lega è la prima paladina).

Ormai Bossi ha capito che il suo ruolo è quello di essere un partito con idee di centro e pragmatiche, ma radicale nell'anima. Con questa formula di "centro radicale" raccoglie voti a destra ed a sinistra, anche quelli dei delusi e degli schifati
dalla politica. Come dice il sociologo Bonomi nella prefazione al nostro libro,
ha avuto ragione Borghezio quando prevedeva - prima delle elezioni del 2008 -
che gli scossoni all'albero del consenso dati dalla piazza grillina avrebbero
fatto cadere i frutti "nel panierino della Lega".

Caso Alitalia, Malpensa e questione settentrionale. Qual è stato il ruolo della Lega per il salvataggio della compagnia di bandiera?

Partiamo da un dato: il "padano" è qualcuno che è salito sul treno-Italia, ma ha l'impressione di pagare il biglietto per qualcun altro, oltre che per se stesso. Alitalia è un caso di scuola, infatti un volo Milano-Roma costa più del doppio di un Milano Londra. Mentre Veltroni e Berlusconi litigano per stabilire chi ha diritto ad alzare i calici (di italianissimo spumante) per festeggiare il successo dell'operazione di salvataggio di Alitalia ed AirOne, saremo noi contribuenti a pagare la loro festa.

Su questo tema la Lega soffre, ma deve abbozzare, consolandosi con il fatto che quando l'Alitalia sarà privatizzata lo Stato non dovrà più accollarsi i suoi debiti. Sarà invece sulla partita relativa a Malpensa che il partito del Carroccio dovrà calare i suoi assi, dimostrando come ormai la Lega incarni il passaggio dal "sindacalismo di classe" a quello di territorio.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
 
 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Politicaesocieta.blogosfere.it fa parte del canale Blogo News di Blogo.it Srl socio unico - P. IVA 04699900967 - Sede legale: Via Pordenone 8 20132 Milano