E' bastato un nuovo intervento di Bush perchè Wall Street tornasse in quota. E oggi, dopo la bocciatura del piano Poulsen, si rivota al Senato alla presenza di Obama e McCain. In tutto il mondo, scrive Tiziano Scolari di Scheggedivetro, i governanti si chiedono come fare per uscire dalla crisi finanziaria generata in America e che rischia di travolgere l'intero pianeta. In Italia scopriamo in questi giorni che i disoccupati non sono mai stati così tanti da 2 anni a questa parte e che ancora una volta l'inverno ci porterà un aumento delle bollette per luce e gas.
E in Italia che succede? Beh, paradossalmente proprio la nostra arretratezza, almeno dal punto di vista finanziario e di propensione all'indebitamento e al rischio, ci mette al riparo dalle tempeste di questi giorni. Guarda caso l'unica banca che sta crollando (in borsa) è proprio quell'Unicredit di Profumo che può essere definita una delle poche banche italiane di dimensioni e importanza europea e mondiale.
Secondo Demetrio Vacca di Ecodiario E' ora di cambiare il modello finanziario che vede nelle banche centrali i fulcro dell'autorità e della direzione e sostituirla con lo Stato, serve un "dirigismo bancario" e serve un accordo globale su tassi d'interesse e cambi che porti ad una sostanziale parità euro/dollaro.
Il Profumo di crack che si respira in Unicredit, intanto, non fa ben sperare i risparmiatori italiani, anche se Alessandro rassicura clienti e correntisti. Staremo a vedere. (la vignetta è di vukicblog)
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