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Silvio Berlusconi, il Re della finanza alla Messeguè: dopo Alitalia, il match finale con Geronzi e Marina

Eleonora Bianchini avatar Martedì 14 Ottobre 2008, 14:48 in PoliticaMente di Eleonora Bianchini
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E' vero, siamo in piena crisi. Grazie ai segnali lanciati dall'Europa i tassi dei mutui sono scesi e le Borse stanno riacquistando il terreno perduto, come abbiamo scritto su Blogosfere Economia e Finanza.

Se negli altri paesi Gordon Brown e Angela Merkel spendono tempo ed energie per risolvere le insicurezze degli elettori, Silvio Berlusconi in tempi di crisi preferisce visitare l'amico George W. Bush. Un copione a cui siamo già abituati visto che, nei giorni clou per Alitalia, aveva scelto di coccolarsi per qualche giorno alla clinica Messeguè in Umbria. E si scatenò il fuoco - la fiammella, diciamo- dell'opposizione, mentre Gianni Letta a Palazzo studiava da giorni la strategia vincente. Meno male che Silvio c'è, sì. Ma a distanza.

Perchè Silvio Berlusconi ha deciso di rimanere alla larga? Semplice: lui non ha bisogno di gareggiare perchè ha già vinto. Ieri su Affari e Finanza di Repubblica è uscito un illuminante articolo di Marco Panara sull'ascesa del premier: prima politica poi finanziaria, per trasformarsi nel burattinaio di un sistema che ha bisogno degli aiuti di Stato. Traduzione: è ai suoi piedi.

Ma andiamo per gradi. Crisi: visto che è finanziaria e non economica, non intacca l'immagine del premier che, al contrario, guadagna popolarità e decide le sorti di banchieri e imprenditori (che mendicano denaro dello Stato).

Caso Alitalia, prima vittoria: i capitani del Cai sono pianeti che orbitano intorno a Silvio Berlusconi e che da lui hanno ricevuto favori e poi contraccambiato. Passera, Bernabè, Aponte, Colaninno e Benetton sono tutti graziati in qualche modo dalla mano del Cav., chi per la concessione sulle autostrade, chi per la privatizzazione di Tirrenia.

Crisi finanziaria, seconda vittoria: Marina Berlusconi è entrata nel cda di Mediobanca di Cesare Geronzi, a cui partecipa anche Ennio Doris, patron di Mediolanum (di cui, manco a dirlo, il premier è grande azionista) e infine il grande amico Salvatore Ligresti, il cui figlio Paolo, peraltro, è uno dei soci della Milano Young di Barbara Berlusconi. Ma il cerchio non è ancora chiuso. 

Ora le banche chiedono aiuto allo Stato che offre denaro pubblico per la ricapitalizzazione. Ma a chi chiede soldi è possibile che sia richiesto un cambio nella governance dell'istituto di credito. E qui il rapporto di fiducia tra Geronzi, tornato al centro del sistema bancario italiano, e Berlusconi deciderà la partita. Ora, se sei banca e hai bisogno di soldi chiedi allo Stato. Ovvero al primo ministro, Silvio Berlusconi.  

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