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L'Italia a Porta a Porta: Luxuria e Brokeback Mountain, il Bradley effect del perbenismo

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 11 Dicembre 2008, 10:34 in Italia di Eleonora Bianchini

Reduci da una due giorni di censura cinematografica, ieri sera abbiamo sentito riaffiorare l'orgoglio nazionale da Bruno Vespa a Porta a Porta; in realtà, abbiamo scoperto, Vladimir come Obama (titolo della puntata) è solo l'ennesimo affondo in una cultura finto perbenista.

L'antefatto: Brokeback Mountain in versione purificata dalle scene hot va in onda in seconda serata su RaiDue e diventiamo un caso (meglio dire zimbello d'Europa) anche per il Guardian. La censura riceve il placet di Caterina D'Amico e spera di passare sotto silenzio, ma sono pronti al varco le associazioni Lgbt e Luxuria, come ci ricorda Omoios. Pruriti ottocenteschi regnano ancora impavidi nel nostro paese dove i gay, vittime - o complici?- di un sistema che li vuole minoranza invalida, si atteggiano quali isterici effemminati per catturare l'attenzione (a meno che non siano della fascia upper class, caso in cui possono concedersi una parvenza meno queer).

In questo scenario fa capolino Bruno Vespa che, con la puntata di Porta a Porta dedicata alla vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi, vuole dimostrare insieme al ricco corollario di ospiti in studio che l'Italia è un paese all'avanguardia, che ha superato i pregiudizi. La cartina tornasole? Una trasmissione nazional popolare che ha visto il trionfo di un diverso, come la stessa Ventura definisce Luxuria.

A supportare la nobile tesi, la Simona nazionale, l'eroina del Motorshow Belen Rodriguez, Rossano Rubicondi che di solito chiama i gay faggot (= equivalente di froci nello slang anglosassone, solo più offensivo), l'ex ministro Paolo Ferrero e la stessa Vladimir che, suo malgrado, si ritrova al centro di un caso di resurrezione mediatica della sinistra extraparlamentare

E i pruriti si moltiplicano. Considerare la vittoria di Luxuria come il superamento del pregiudizio è ipocrita almeno quanto la censura di Brokeback Mountain. E del resto, nei reality, non si fanno forse vincere i capri espiatori, spesso sfigati, che puntualmente finiscono nel dimenticatoio? Prima innalzati ad eroi e poi scomparsi: ricordiamo Cristina Plevani, vittima d'amore di Pietro Taricone, Augusto De Megni, rapito dall'anonima sequestri, o Lory Del Santo, fiore ancora in bloom e madre provata? Ecco, solo per fare qualche esempio.

Per gli spettatori dei reality è un rito di espiazione stare dalla parte del più debole, di chi nella società rimane ai margini. Fa sentire puri e onesti nella fiction del televoto; un Bradley effect al contrario che svanisce superata la soglia del mondo reale.

Per questo all'Isola dei Famosi vince Luxuria e Brokeback Mountain viene censurato su Raidue.

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11 Dic 2008
alle 17:55

Giovanni Talleri

Brokeback Mountain

Non ho visto il film, ma leggendo i vari commenti mi sono trovato d’accordo con la protesta generale di tutto il mondo gay, relativa al taglio di alcune sequenze in base a una certa morale di un certo signor X: l’odiato censore. Un’opera d’arte, se tale è, o la si vede e la si esamina tutta intera come è stata creata, o è inutile guardarla, specie, come in questo caso, se si tratta di un racconto, di uno svolgersi di immagini che soltanto nel loro insieme possono esprimere l’idea, il sentimento, direi il subbuglio di emozioni che la costituiscono. Se qualcosa, secondo il comune senso morale, mi sembra di aver capito si tratti di un bacio tra uomini in una ben studiata inquadratura, qualcuno ritenne di non poter mostrare al grande pubblico, l’opera tutta non doveva essere proiettata. Giusto? Sbagliato? Giusto sicuramente o tutto o niente. Per il resto la morale, si sa, anzi si crede nasca e si formi con l’esperienza umana. Ed è meglio non addentrarsi in dibattiti tra ragione e fede. Io personalmente non mi scandalizzo e di certo non giudico, ma non amo la spettacolarizzazione degli atti che riguardano l’intimità delle persone, sia secondo natura, scusatemi l’espressione che vuol semplicemente intendere unione di maschio con femmina, sia che alla natura non serva. Tutto questo mondo, questa vita che comunque naturale è, gli umani, nello svolgersi dei tempi, tra sofferenze e godimenti, pianti e risate, hanno creduto bene, e proprio per il loro stesso interesse, regolare con leggi che nel complesso costituiscono la morale. Volerla cambiare nel giro di pochi anni mi sembra perlomeno difficile. www.giovannitalleri.it

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