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Carlo Vulpio seppellito da Paolo Mieli. Il Corriere e gli esiliati del caso de Magistris

Eleonora Bianchini avatar Sabato 13 Dicembre 2008, 07:00 in In evidenza di Eleonora Bianchini

Trecentonovantaduemila persone, scrive Mario Meliadò di Calabria. Tante erano le utenze controllate dal "superperito" Gioacchino Genchi, a margine dei processi imbastiti dall'ex pm della Procura di Catanzaro Luigi de Magistris (oggi sempre magistrato, ma a Napoli e con funzioni di giudice, per espressa decisione "sanzionatoria" del Consiglio superiore della magistratura).

Il Pd, in una nota ufficiale, al di là dell'apprezzamento per le iniziative di Napolitano non ha trovato di meglio che tuonare contro lo stillicidio mediatico. E intanto, i pm vengono trasferiti a cinque a cinque.

Oltre ai pm trasferiti, anche i giornalisti non se la passano bene. Tra gli epurati della carta stampata spunta anche il nome eccelente di Carlo Vulpio, giornalista del Corriere (sopra la video intervista pubblicata da Qui Milano Libera) che sul suo blog parla dell'allontanamento deciso da Paolo Mieli. Ecco cosa scrive:

Avevo fatto una battuta: avevo detto: i giornalisti, a differenza dei magistrati, non possono essere trasferiti. Avrei fatto meglio a stare zitto. Da lì a poco sarei stato "trasferito" anch'io.

E' stato la sera del 3 dicembre, dopo che sul mio giornale era uscito un mio servizio da Catanzaro sulle perquisizioni e i sequestri ordinati dalla procura di Salerno nei confronti di otto magistrati calabresi e di altri politici e imprenditori. 

Continua a leggere sul blog di Carlo Vulpio e visita Calabria per una ricostruizione della vicenda de Magistris.

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