Se non fosse già stato annunciato da imponenti squilli di tromba vista la contingenza storica, questo film sarebbe un fiasco. Se non fosse per il suo protagonista, il presidente più discusso della storia degli Stati Uniti, passerebbe come la biografia non autorizzata di un medioman qualsiasi che il caso spinge a colpi di voti nella Stanza Ovale. Se non fosse per il suo regista, sarebbe un docufilm da ignorare anche in terza serata.
W. di Oliver Stone non è un film che appassiona, che diverte o scandalizza, come capitò per il suo documentario con Fidel Castro, El Comandante. E' una delle possibilità interpretative della strategia politica di George W. Bush, un libero excursus nelle vicende psicologiche presidenziali che influenzano con tenacia e scarsa lungimiranza il suo ruolo di politico. L'uomo, già dipinto in modo impietoso da Michael Moore in Fahrenheit 9/11, decide le sorti del mondo come se giocasse su una scacchiera, circondato da una monacale Condoleeza Rice, dipinta come eterna comparsa relegata al ruolo di pappagallo della ragion di Stato. Dick Cheney è il consigliere più fidato, Colin Powell la spina nel fianco del sistema.
Nonostante lo scarso entusiasmo cinematografico, ho guardato W. fino alla fine. Ecco perchè.
Se ci fosse qualcosa di vero nel character di Josh Brolin, questo film sarebbe un inno all'imperscrutabile casualità che domina i rapporti. Anche internazionali, evidentemente. George W. è fragile, alcoholic prima e poi relegato nel recinto della fede, lo stato cuscinetto creato ad hoc per la sua morale, il must per non ricadere fra gli alcolisti anonimi. Ritrovare la fede è una questione politica e privata: è la ragione, intesa come speranza, che spinge W. a rincorrere il padre per dimostrargli di valere qualcosa, solleticando il suo consenso con il trofeo dei voti elettorali. Ma non basta, il superfavorito della dinastia è Jeb, non George, e Bush senior non perde occasione per ricordare al figlio minore quanto lui sia un fallito. Predestinato dalla nascita al fallimento, peraltro.
W. è l'Homer Simpson della politica postmoderna, inadatto, ignorante e massimalista, è l'anti intellettuale per eccellenza, il texano rozzo e repubblicano, il figlio di seconda mano, il demagogo che anche in assenza di prove certe ha il coraggio di presentare ai suoi americani la guerra preventiva.
Il petrolio, il baseball e le fogne ripulite da Saddam Hussein sono quello che contano, spiega al papi (come chiama il padre a più riprese).
E' l'uomo che si sforza di essere ricordato per qualcosa, il piccolo genio sfottuto anche dai suoi che religiosamente inculca negli americani l'ineluttabilità dell'asse del male, dei terroristi e delle armi di distruzioni di massa che se non ci fossero bisognerebbe inventarle. Proprio come ha fatto lui.
Tutte le puntate di Politicamente:
Gaza, paradossi di guerra: D'Alema stronzo sul Foglio e l'equivalenza di Hamas
Israele massacra Gaza: il nostro voto per Hamas, 320 morti e la voce di Israele
No a Facebook, Dagospia e mail: quando il divieto aumenta l'odio verso la Pubblica Amministrazione
Magdi Allam, la via di Damasco dell'Europa cristiana: il senso del sacro ci salverà dall'Islam?
Vaticano contro Onu e il Levitico dei gay: match tra un sacerdote e un omosessuale
Liberazione per Valdimir Luxuria: Simona Ventura, l'Isola dei Famosi premia i comunisti eroici
Villari, inciucio nel Pd: Berlusconi corruttore e Veltroni crocifisso da Galli della Loggia
Blog, Roc e stampa clandestina: ddl Levi, il ritorno. Punto Informatico e i dubbi di Daniele Minotti
Maria Latella, la Tv Trash a SkyTg24: si tappi la bocca, Concita De Gregorio (by Ignazio La Russa)
La Strage di Lilli Gruber: ma quali Streghe, sono solo giornalisti
Berlusconi, Tronchetti Provera e l'etica di Marco Travaglio: vogliamo Dick Feld di Lehman Brothers
Badescu, Carfagna e Granbassi, i tre moschettieri: con Alemanno, gay e Annozero felici e contente
Fabio Berti di Anpac, un uomo un perchè: il Trapattoni di Alitalia e i kamikaze
Fascismo relativo: i ragazzi di Salò di La Russa sono come i partigiani e i talebani
Tv di partito: Veltroni apre Youdem e D'Alema attacca coi Red. E il duo Brambilla-Medail chiude
Lampedusa, clandestini da 2.000 euro: Maroni e La Russa ecco come nasce un business
La Carfagna spezzata: Pari Opportunità al palo. E arrivò il riscatto della Brambilla
Dagospia e la biografia di Berlusconi: solo Di Pietro, Travaglio e Piazza Navona sono veri?
Berlusconi e Mills, la sicurezza del Caimano: gli effetti della salva premier sugli italiani
Matrimoni gay in Italia: il nostro futuro dopo Pacs, Dico e Cus
Alfano, Berlusconi o i medici del Santa Rita di Milano? Scopri il criminale con le intercettazioni
Giulio Andreotti, il Divo: Sorrentino e la morale mafiosa della politica italiana
Il cancro di Napoli: Gomorra, i treni per la Germania e il garzone di Toni Servillo
A me non è dispiaciuto, nemmeno cinematograficamente.
Certo il ritratto è impietoso e Bush ne esce decisamente con le ossa rotte... ma l'impressione è che Stone abbia colpito nel segno.
Da parte mia, questo è quello che penso del film:
http://www.soloparolesparse.com/2009/01/w-la-vera-storia-di-george-w-bush-secondo-oliver-stone/
Wi-fi libero: favorevoli e contrari
Ruby e i festini di Arcore: dal nuovo sexgate all'italiana al bunga bunga di Eli…
Annarella, la nonnina combattente che spopola sul web (video)
I politici e internet questo sconosciuto: le video interviste di Wired
Berlusconi-Fini in 4 minuti: il video che fa impazzire la rete
Bossi attacca il Governo Monti: "Fa schifo"
Stipendi Parlamentari 2012: taglio di 1300 euro lordi al mese, ma c'è l'inganno
Trattativa Stato mafia Berlusconi: "Silvio fece da garante"
Elezioni Roma 2013: Marino, "non farò mai della politica una professione"
Corruzione in Italia dati: ci costa 60 miliardi, lo dice il governo
alle 22:19
ilariofa
Lo danno giovedi sera su Cult-TV, canale 319 di Sky. Merita moltissimo, super interpretazione di Josh Brolin.