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Annozero, Santoro confessa Montanelli e Mentana: Berlusconi, Matrix e la punta dell'iceberg

Eleonora Bianchini avatar Venerdì 27 Febbraio 2009, 10:51 in Italia di Eleonora Bianchini

Tempi postmoderni, articolati, dove si moltiplicano le notizie. Eppure, nonostante le apparenze, la tendenza verso il pensiero unico è incombente, pressante. Ritornano utili le lezioni di Indro Montanelli e la ricostruzione della sua rottura con Silvio Berlusconi, ottimo editore prima della sua entrata in politica. E poi il cambio.

L'episodio montanelliano è spiegato nel video sopra: la discesa in campo del Cav. ha tarpato le ali alla libertà della redazione del Giornale visto che la linea politica era da dettare anche su quelle pagine. 

La svolta arrivò anche per Mentana. Della notte Matrix su Eluana Englaro abbiamo parlato nelle scorse settimane, abbiamo ascoltato la versione dei fatti di Pietro Suber, abbiamo visto Mentana spiegare le sue ragioni da Gad Lerner all'Infedele. E lo abbiamo letto dappertutto: da IoDonna a Vanity Fair, passando per tutti i quotidiani, il caso è stato sezionato e per chi non appartiene alla categoria, forse, l'interesse è scemato. Mentana avrà avuto la liquidazione? Di che si lamenta? Insiste nel fare la primadonna? E' senza lavoro? Sky lo ha chiamato? Ed è giusto che andasse in onda il Grande Fratello? Domande che hanno già ricevuto risposte o suggestioni, poco importa. 

La parte più interessante del caso arriva da Tv Sorrisi e Canzoni: i giornalisti di Matrix Silvia Brasca e Roberto Pavone hanno ricevuto da Mediaset una contestazione disciplinare per alcune dichiarazioni in cui mostravano di non condividere l'allontanamento di Mentana da parte dell'azienda.

Mentana (sopra) ne ha parlato ieri sera ad Annozero e ha detto: «Sono due giornalisti bravi che per delle opinioni liberamente espresse, rilasciate peraltro a Tv Sorrisi e Canzoni, diretto da Signorini che è pure bravo ma non è certo Che Guevara, ricevono una lettera di contestazione che può essere il preludio del licenziamento. Non parlo per me, non voglio fare il licenziato di professione, ma lasciate stare chi lavora da 20 anni a Mediaset. Sembra fatto per dire: la lezione-punizione di Mentana sia chiara a tutti».

Santoro gli ha poi chiesto: «Cosa è cambiato a Mediaset?».

E Mentana: «Credo si sia persa la necessità della centralità dell'informazione. Gli appuntamenti con l'informazione sono sempre più radi, più spostati». Dice che in 17 anni le cose sono cambiate molto e non c'è più la libertà di un tempo, che oggi viene limitata da chi 17 anni fa aveva ancora i calzoncini corti e non perchè fosse estate. Piersilvio B. raccoglie l'eredità del padre.

Santoro allude alla dittatura, Tremonti lo sbeffeggia davanti al paradosso. Il giornalista alleggerisce il carico e dice che no, non siamo in una dittatura; però meglio tenere le persone così. Più schiacciate.

Tra Montanelli a Mentana sono passati fiumi di politica, anni di governi flaccidi, montagne di carta stampata e milioni di ore di programmazione tv. Santoro ha raccolto le loro testimonianze sul rapporto tra Silvio Berlusconi e la libertà di informazione. Loro sono solo la punta dell'iceberg dello zeitgeist; ora sta a noi decidere da che parte stare.

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