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Eluana Englaro è morta: vergogna al Senato, Gasparri ricatta Napolitano e Mentana si dimette

Eleonora Bianchini avatar Martedì 10 Febbraio 2009, 00:06 in Italia di Eleonora Bianchini
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UPDATE, 10 febbraio: Eluana Englaro, il corpo del reato: 40 chili e il rispetto di Enrico Mentana. Avvenire, chi è il boia?

Apprendo della morte di Eluana da Giuseppe Cruciani su Radio 24. Ore 20.25: cronaca di una morte annunciata che ha spaccato il paese, le istituzioni e le gerarchie vaticane. Cruciani è in diretta telefonica con la senatrice Paola Binetti che sente la notizia, attonita.

I nostri parlamentari, incivili eletti dal popolo italiano, si lasciano andare fra le urla sconsiderate in aula. Dal Pdl urlano: "Assassini". E si reputano tutti liberali. Curioso.

Emma Bonino aveva invocato in aula la necessità di uno stato laico, in linea con le battaglie radicali; Chiti dà la notizia della morte, scoppia la bagarre, interviene Schifani, Quagliariello dice che Eluana è stata ammazzata, poi Gasparri ricatta Npolitano con le firme negate; Fini sbotta e gli dà dell'irresponsabile, dichiarazione condannata da Cossiga che insorge. Dopo sondini e colpi di tosse evocati negli articoli di Avvenire, la Chiesa chiede misericordia per chi l'ha portata a morire, come se il padre fosse un aguzzino. E Beppino Englaro? Lui è in grado di rimanere da solo. Avvenire titola "Dio ora stringe la sua mano", mentre a Udine si apre un'inchiesta sul corpo di Eluana, morta all'improvviso quando le condizioni erano ancora stabili. Insomma, l'accanimento non è finito.

Impazziscono anche i palinsesti e fioccano dimissioni illustri. Mentre Gad Lerner fa testamento biologico davanti alle telecamere de L'Infedele, su Canale 5 Alessia Marcuzzi prosegue il suo Grande Fratello ed Enrico Mentana sbotta. Domani darà le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset.

Un amico giornalista e inviato di guerra mi ha chiamato poco fa. Esprime una valutazione morale e politica dei vertici istituzionali: Berlusconi e Napolitano dovevano andare a trovarla, vedere quel corpo e accogliere l'invito di quel padre; la condizione di Eluana non era nè un decreto, nè il rispetto della Costituzione e nemmeno una firma negata. Politicamente hanno fatto la scelta giusta, mi dice al telefono, umanamente no. Era una persona che hanno rifiutato di vedere. Del resto è logico. Forse la politica è vicina agli italiani, agli elettori, alle persone? No, non lo è. Pertini sarebbe andato a visitare Eluana, Berlusconi no e nemmeno Napolitano.

L'intrusione nel dolore della famiglia Englaro, nel dramma della vita vegetativa richiama tutti - tutti- al silenzio. La politica incassa la vergogna dell'irresponsabilità, del nascondimento del quadro normativo, dell'indifferenza nei confronti del testamento biologico, di cui Stefano Rodotà discute da anni e accentua l'urgenza di una normativa.

E adesso tutti vogliono il testamento biologico, grazie a Eluana e alla fermezza di Beppino. Senza di loro, infatti, avremmo dovuto aspettare anni o infiniti casi simili, che Andreotti avrebbe suggerito di affrontare come questione privata e non come battaglia civile. Anche se il dubbio è legittimo e sempre presente.

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