Franceschini contro Parisi, Caronte per le primarie: io voto le eliminatorie. Englaro leader e D'Alema innocente
Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 11:00 in Italia
Bomba Parisi. Se domani l'Assemblea Costituente del Partito democratico, che immaginiamo meno caotica ma più inconcludente di una riunione del Terzo Stato, volesse eleggere il segretario, Arturo pian pian scavalca il muro e fa sentire la sua voce sulla nomina ultrasocontata di Dario Franceschini. Il vice del segretario che si è dimesso per intendersi. La galassia è complicata, gli astri brillanti pochi, quelli nascenti manco a parlarne.
L'elezione del segretario traghettatore, neo Caron dimonio del partito a (finta) vocazione maggioritaria, potrebbe creare la sommossa, visto che i circoli regionali si oppongono a soluzioni preconfezionate da Roma, chiamano a gran voce le primarie. Un appello condiviso: Fabrizio Rondolino su Facebook stamattina, chiede all’Assemblea del Pd di votare l’autosciogliemento e di restituire il partito ai suoi militanti e ai suoi elettori (meglio così o la prima riforma sarà l'inno del Pd, Disco Bambina, scrive precariopoli).
C'è fretta, a parole, per il Congresso e per l'elezione del segretario. Outing personale da elettrice che andò a votare alle primarie del Partito democratico: quest'anno non credo di tornare alla sezione per sorridere ai militanti del Pd (riesco ancora a individuare chi proviene dai ds o dalla margherita, chi è un ex comunista o peggio ancora catto comunista) e mettere la mia crocetta su Parisi, Franceschini o Bersani. Queste le ragioni:
1. tra i nomi della galassia nessuno finora è riuscito a titillare la mia curiosità di elettore (peraltro non indifferente alla politica);
2. scegliere tra dalemiani, ulivisti o fassiniani mi fa rimpiangere la breve e inconcludente era Veltroni;
3. non se ne parla proprio di finanziare il partito con un solo euro, specie dopo l'indignazione del 2%;
4. se andassi a votare, sceglierei Massimo Cacciari. Giusto per dimostrare il Pd non è un partito a vocazione maggioritaria.
Ma le primarie sono segno di efficienza della democrazia? Ilnuovomondodilagatea fornisce riflessioni interessanti, e PiovonoRane propone le primarie al contrario, cioè a eliminazione. Si fa una lista di tutti quelli che rappresentano il Pd (gruppo dirigente del partito più parlamentari) e noi tutti si va a votare per scegliere chi si deve ritirare a vita privata. Ogni elettore del Pd può scegliere tre nomi. I cinquanta più votati (o magari anche i cento, perché no) vanno in pensione o a fare un altro mestiere.
La bilancia, averte capito, pende dalla parte dell'astensionismo. Ma c'è un dubbio: esiste un'alternativa? Vuoi che l'alternativa sia il Pdl o non voti solo per manifestare il dissenso nei confronti di una nomenklatura boriosa e stagnante? Ovviamente no. Ma nel momento di scoramento l'entusiasmo del voto non è certo il primo pensiero.
Vi segnalo l'intervista di Massimo D'Alema sulla Repubblica di oggi: si considera un uomo poltico impantanato nelle sabbie mobili, addirittura frainteso nel rapporto con Veltroni. Aspetto vostri commenti. Per quanto mi riguarda, trovare D'Alema sincero nelle interviste è una chimera da diversi mesi.
Vergognosa apertura di Italia Oggi che titola: "Toh, un leader per il Pd - Englaro chiama gli orfani di Veltroni alla rivolta contro il Parlamento". Franco Bechis solletica la curiosità dei lettori scrivendo che Englaro chiama il popolo del Pd a una rivolta contro il Parlamento, dopo avere letto il suo intervento su Micromega che boccia la legge sul testamento biologico in Parlamento. Noi ringraziamo il padre di Eluana per la sua battaglia civile e per tutto quello che intenderà fare per la legge sul testamento biologico. Alla faccia dei maliziosi che immaginavano la sua entrata nell'agone politico. Dovreste solo ringraziare.







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