Italia, allarme stupri: schizofrenia o allarme sociale? Intervista a Lucetta Scaraffia

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Norme anti-stupro, il governo approva (su Blogosfere Cronaca e Attualità trovate tutte le novità). Ma è davvero emergenza in Italia? Lo abbiamo chiesto a Lucetta Scaraffia, docente di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma e autrice del libro "Due in una carne - Chiesa e sessualità nella storia" (Laterza).

Allarme violenza contro le donne: schizofrenia generalizzata o problema sociale?

Penso sia un problema sociale vero, dovuto a due motivi diversi: la presenza di molti immigrati maschi, spesso clandestini, con abitudini violente, da una parte, e la mancanza di educazione e di disciplina dei ragazzi italiani di oggi, specie quelli molto giovani.

Quali sono i provvedimenti da adottare per efficaci norme antistupro? La Carfagna, ad esempio, ha proposto la schedatura del Dna dei violentatori.

Penso che serva un controllo maggiore delle zone a rischio da parte di soldati e polizia, soprattutto di notte, pene più dure per i violentatori e una educazione alla prudenza e al rischio per le ragazze, anche nei confronti dei compagni di scuola.

Le ragazze non possono considerarsi libere e sicure come i ragazzi, anche se oggi sono educate proprio come loro.

Crede che in Italia ci sia una reale volontà di tutela della donna o si tratta solo di demagogia politica?

Credo che ormai nella nostra società sia entrata l’idea che le donne devono essere difese e tutelate, e che in un paese civile devono essere libere di muoversi senza temere la violenza.

Una domanda off topic, ma legata alla condizione femminile nel nostro paese. Obama ha approvato la legge dedicata alla parità salariale ispirata alla 'lotta' perpetrata da Lilly Ledbetter. In Italia siamo ancora lontani da questo traguardo?

Mi sembra che in Italia la parità salariale dal punto di vista legislativo sia prevista da tempo: quello che difetta è l’applicazione, cioè le difficoltà per le donne di fare carriera. Ma mi sembra che molte cose stiano cambiando, e nelle nuove generazioni credo che chi verrà discriminato saranno piuttosto gli uomini.

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