Matrix, Enrico Mentana è il nuovo Pippo Baudo di Mediaset? Porte e portoni, Eluana e le primedonne

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Ora, le domande e il dibattito sono leciti, ma la mania di discutere dell'ovvio si espande a macchia d'olio. Dopo la morte di Eluana Englaro è iniziata la discussione (a mezzo stampa) sul martirologio di Enrico Mentana che assume i toni di un'involuzione informativa: ormai siamo sulla ruota del criceto, il dibattito si è trasformato in un torneo di pari e dispari tra il giornalista e i vertici dell'azienda. Poi l'invasione: ne ha parlato stamattina Giuliano Ferrara su Radio 24, stasera con tutta probabilità Santoro ad Annozero, poi ne scrivono tutti i giornali e dulcis in fundo Feltri invita Mentana a tornare all'ovile. Il paradosso dei paradossi, visto l'orgoglio impulsivo con cui Chicco aveva sfidato Crippa.

E invece no, a sorpresa Mentana aggiusta il tiro. Oggi esce una lettera su Libero in cui fa un passo indietro: dal tono della missiva, di cui scrive Reality&Show, sembra quasi che l'azienda gli abbia intimato le dimissioni e che lui chieda ai vertici l'onestà intellettuale di non attaccarsi ai cavilli.

Quanto dobbiamo ancora andare avanti? Dobbiamo fare una battaglia per Mentana come per il testamento biologico?

Il caso si è trasformato in un banchetto inter pares in nome della bontà dell'informazione, dove giornalisti e intellettuali spiegano al pubblico il valore dell'informazione o del Grande Fratello. Ormai ne abbiamo la conferma, siamo davanti all'ennesima battaglia civile.

Da spettatore quale sono, all'inizio ho seguito con interesse la vicenda.

E ne abbiamo discusso insieme con Pietro Suber di Videonews. Poi spunta la lettera dove Chicco chiede all'azienda di capire quanto lui sia fondamentale per l'informazione della rete. E tutti a difenderlo. Poi entra nel merito e confessa di non avere mai chiesto la prima serata, che Sky non si è fatta sentire, che aveva i calzoni corti quando ha iniziato a Mediaset, che ha costruito il Tg5 e che è stato il perno giornalistico della Trinità televisiva del Cav. L'ho inventata io l'informazione a Mediaset, sembra di voler dimostrare dopo la polemica montata su radio, tv e giornali. Un Pippo Baudo del giornalismo televisivo.

Ma adesso basta: Mentana fermati, lava i panni sporchi in famiglia e continua a fare il tuo mestiere. Perché richiedere tanta attenzione da parte dei lettori è da primadonna (vista la buonuscita di Mediaset e considerato che nel tuo caso quando si chiude una porta si apre un portone).

La lettera tratta da Libero:

Caro Vittorio, ho letto il tuo bell'editoriale su questa strana '"battaglia di Mentana". E quindi vorrei raccontare a te e ai tuoi lettori come sono andate davvero le cose, come le ho vissute in prima persona. Me ne sono stato zitto per 48 ore nelle quali ho però potuto con calma leggere e ascoltare le varie ricostruzioni, e i conseguenti commenti. E così ho visto come il racconto dell'accaduto, passaggio dopo passaggio, si allontana sempre più dalla realtà, quasi sempre in buona fede; anche se c'è pure qualche mestatore all'opera per mettere in giro balle e veleni assortiti (come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky).
Tre idee finite in nulla
Lunedì sera fui io ad avvisare della morte di Eluana la direzione di Mediaset, nella persona di Mauro Crippa. Di rimando Crippa mi chiese se ero in grado di andare in onda anticipatamente, nel caso si fosse modificata la programmazione serale di Canale 5. Risposi ovviamente di sì. Subito dopo fu il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, a chiedermi la stessa disponibilità. Tutti e due mi manifestarono il loro convincimento che fosse necessario fare qualcosa, per marcare la nostra presenza su un fatto così importante. Poi ancora Crippa mi chiamò per conoscere il mio parere sul da farsi (di questa telefonata possono dare testimonianza i miei redattori, con cui già stavo decidendo i servizi comunque necessari per costruire la puntata sulla morte di Eluana). Gli dissi che era da scartare l'ipotesi di far saltare il Grande Fratello, e gli proposi tre soluzioni alternative: aprire nel programma una o due finestre del tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com'era previsto, ma un'ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto.
Crippa condivise la griglia di proposte, e disse che le avrebbe sottoposte al vertice aziendale. Mi chiese di tenermi pronto, e per questo allertai il regista e il direttore di produzione. Dopo un po’ Crippa mi richiamò sinceramente costernato, dicendomi che tutte e tre le proposte erano state respinte: la programmazione doveva proseguire come se nulla fosse successo. Gli espressi il mio giudizio estremamente negativo su quella scelta: così Canale 5 diventava l'unica rete italiana ad aver dedicato alla morte di Eluana solo sette minuti in tutto, in coda al Tg5 delle 20, e poi più nulla. Mi sembrò incredibile e offensivo, e per questo ventilai l'ipotesi di non andare in onda con Matrix nell'ora ormai punitiva della mezzanotte: a quel punto sarebbe stato più opportuno fornire la mole di notizie non ancora date sulla vicenda, con un'edizione anticipata del tg5 (comunque dopo tre ore e mezza di vuoto informativo). Crippa contestò con forza - e forse a ragione - l'idea che non andassi in onda, e mi chiese di riflettere, e poi di fargli sapere.

La tv del mio ufficio era accesa su Canale 5, ma senza audio. Vidi che veniva inquadrata una ragazza in lacrime. Meno male - pensai - ne stanno parlando, a loro modo ma spontaneamente. Non è una scelta sbagliata. Alzai il volume e mi resi conto che la ragazza non piangeva per Eluana, ma perché veniva allontanata dalla Casa del Grande Fratello. A quel punto la misura era stata superata. Non solo l'insensibilità al dramma per il quale l'Italia profonda si era sempre più turbata, quella politica e istituzionale si era spaccata in due e il Parlamento stava varando a velocità mai vista una legge ad hoc; ma anche l'irrisione esplicita costituita da un finto dramma, costruito in vitro e provocato perché avvenisse in diretta (…).

Per leggere i passaggi salienti cliccate qui.

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