"Il caso di Eluana Englaro ha dimostrato che oltre contrapposizione tra laici e cattolici, esistono conflitti seri tra l'etica della medicina di oggi e la cultura tradizionale del diritto. Conflitti che la politica sarebbe chiamata a sanare."
Francesco Galofaro, dottore di ricerca in semiotica e autore di Eluana Englaro. La contesa della fine della vita (Meltemi, 14 euro) ci ha spiegato che nei lunghi anni della vicenda, quella di preservare l'etica medica non è stata tra le preoccupazioni principali di questa classe politica. Ecco l'intervista.
Scrivi che il rapporto tra opinione pubblica e politica rappresentato dai media non è quello reale, specie nel caso Englaro.
Sui media l'opinione pubblica è considerata la molla che la spinge all'azione, nella realtà invece i cittadini subiscono le decisioni della politica, sia che le gradiscano o meno.
E il caso di Eluana è emblematico.
Sì, i media hanno contrapposto laici e cattolici, come se fossero due fazioni inconciliabili. Ma molti studi provano che gli italiani, seppur cattolici, non seguono le indicazioni della Chiesa su testamento biologico e altri temi morali. E questo vale anche per i praticanti.
E i media dove sono in tutto questo?
Purtroppo non accade spesso che il mondo dell'informazione si preoccupi di rappresentare la ricchezza e la complessità: prevale la semplificazione, la contrapposizione tra monoliti. Non si rappresentano molte persone diverse, dotate di capacità critiche, quanto piuttosto poche, stolide e ingombranti formazioni calcaree. O sei scienziato o cardinale, insomma.
Agli italiani interessava davvero prendere posizione sul caso Englaro?
Diciamo che è stato un bene che se ne sia parlato, e tanto. E' stato proprio il padre Beppino, anni fa, ad attivarsi con lettere a politici. Non per sua figlia, ma perché tutti noi rischiamo di rimanere coinvolti in vicende simili.
Qual è il problema a monte della sospensione della terapia?
Quello della desistenza terapeutica: non sempre "non intervenire" equivale a "causare" la morte. Spero che laici e cattolici non trovino il modo di spaccarsi anche su questo punto.
Parliamo di cattolici, che nel mondo delle parocchie e dell'associazionismo si sono spesso allineati con Beppino Englaro. La politica "cattolica" invece, tra Paola Binetti, Rocco Buttiglione e il Vaticano, ha espresso posizioni radicali, lontane dalla "base". Perchè tanta distanza tra rappresentanti e rappresentati?
Gli italiani si dichiarano in gran parte cattolici, ma non sappiamo per quanti di loro sia vincolante per il voto.
E nel tuo libro dimostri che in realtà anche i politici cattolici esprimono posizioni diverse in fatto di bioetica.
Sì. La politica è l'arte del messaggio in codice, ma i conflitti a volte emergono. Per anni le gerarchie cattoliche si sono opposte a qualunque tentativo di legge sulla fine della vita, perché essa è sacra ed indisponibile. Ma dopo la sentenza del tribunale d'appello di Milano del luglio scorso, che ha permesso l'interruzione dell'alimentazione ad Eluana Englaro, una parte del mondo cattolico ha cambiato posizione.
Cioè?
Ora del testamento biologico si può discutere, perché il vero punto è combattere una cultura dell'autodeterminazione assoluta e insistere sul concetto di "alleanza terapeutica".
Ma non tutti i cattolici concordano.
Infatti. La parte dissidente continua a sostenere l'indisponibilità della vita e a ostacolare la legge. Fino al paradosso.
Ad esempio?
In settembre abbiamo assistito al tentativo di delegittimare il criterio della morte cerebrale per procedere all'espianto degli organi. Chi ha sostenuto una simile posizione si è preso una responsabilità gravissima. Si tratterebbe di un'ignobile condanna a morte per un numero imprecisato di persone.
Pariamo di testamento biologico in Italia. Pare sia finita la fase dell'indecisionismo.
Per anni non fare alcuna legge è stata una scelta precisa, legata alla vita come bene indisponibile: la vita non è nostra, ma è di Dio. Il caso di Eluana Englaro ha cambiato tutto questo, e anche in queste ore al senato i lavori della commissione sono in corso, come i tentativi di emendare una legge che mi pare contenga notevoli incoerenze.
Ipotesi sull'epilogo.
Temo che la legge si risolva in uno spot elettorale per le prossime europee: prevale lo stimolo a "far qualcosa" sulla qualità di ciò che si fa. E' già accaduto con la legge 40, le cui contraddizioni, pur escludendo alcune importanti possibilità, non proibiscono realmente la fecondazione assistita o la ricerca sulle staminali embrionali; sembrano piuttosto volte al sabotaggio e a boicottare chi le pratica. E' la via italiana alla soluzione dei problemi bioetici.
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