"Ogni considerazione sulla politica estera iraniana deve essere preceduta da qualche breve considerazione", spiega Alberto Negri, inviato da oltre vent'anni per il Sole 24 Ore e autore de "Il turbante e la corona" (Marco Tropea editore, 16.90 euro). Un saggio sull'Iran che Stenio Solinas ha definito il miglior libro italiano uscito in materia e che traccia la storia dell'Iran, dallo Shah agli Ayatollah.
Abbiamo incontrato Alberto per addentrarci tra le pieghe della Repubblica Islamica che nel 2009 compie 30 anni e attende le elezioni del 12 giugno. Qual è il ruolo dell'Iran nel panorama politico internazionale e in Medio Oriente? E i timori degli Stati Uniti per lo sviluppo del nucleare sono fondati? Pubblichiamo la prima parte dell'intervista, seguiteci nei prossimi giorni!
Iniziamo dal nucleare. Dopo anni di rinvii, il 25 febbraio sono state effettuate le operazioni preliminari per la messa in attività della prima centrale nucleare iraniana a Bushehr. Dobbiamo preoccuparci?
La centrale di Busher è un impianto civile dove lavorano da tempo centinaia di tecnici russi. E' un impianto "controllato" dalla comunità internazionale che entra nel gioco delle trattative in cui Mosca vuole avere un ruolo per tornare a esercitare un'influenza i confini dell'ex Impero Rosso.
Ma Teheran punta ad avere anche una deterrenza nucleare "militare".
Sì, forse una sorta di atomica "virtuale", cioè dimostrare la capacità di costruirne una pur senza averla.
Perché?
La guerra degli otto anni contro l'Iraq ha dimostrato che l'Iran in caso di attacco non sarebbe in grado di reggere un urto esterno ricorrendo come fece allora alle ondate di martiri adolescenti immolati sul fronte. Il contentimento della proliferazione nucleare iraniana è strettamente collegato alla possibilità di arrivare a un accordo di sicurezza con gli Stati Uniti: ottenere da Washington e dai suoi alleati, tra cui Israele, l'intesa che non vogliono rovesciare l'attuale regime.
Cosa vuole ottenere l'Iran?
Il riconoscimento del suo ruolo di super-potenza regionale come ai tempi dello Shah.
Anche da parte di Israele. Cosa rappresenta Gerusalemme per Teheran?
Israele viene percepito come una creatura occidentale, anche se con questo Paese l'Iran dal '48 ha mantenuto un rapporto ambiguo.
In che senso?
Ai tempi dello Shah ci fu una sorta di alleanza quasi ufficiale e durante gli anni della guerra contro l'Iraq ci sono stati rapporti segreti venuti alla luce con lo scandalo Iran-Contra che coinvolse funzionari americani e iraniani. Il terreno di scontro attuale, oltre che sulla questione del nucleare, è costituito dal sostegno iraniano gli Hezbollah in Libano, ad Hamas in Palestina e all'alleanza tra Damasco e Teheran.
fine prima parte
**Riportiamo di seguito alcune note storiche di Alberto Negri sull'Iran, paese di cui in Occidente si conosce poco la storia e i suoi rapporti con l'Europa e gli Stati Uniti.
1921: colpo di Stato di Reza Khan, colonnello della Gurdia imperiale di modeste origini che fonda la dinastia moderna dei Palhevi ed è sostenuto dagli inglesi.
1941: Reza Khan deve abdicare a favore del figlio Mohammed Reza per intervento delle truppe inglesi e sovietiche che fanno dell'Iran una retrovia per la battaglia contro il Terzo Reich.
1953: colpo di stato organizzato dagli americani. Sbalza il primo ministro Mossadeq e torna sul trono Mohammed Reza.
1979: Rivoluzione (dalla monarchia alla Repubblica Islamica).
1980: l'Iraq di Saddam Hussein attacca l'Iran con il sostegno del mondo arabo e dell'Occidente.
Già questi eventi - aggiunge Alberto - potrebbero bastare per spiegare la profonda diffidenza degli iraniani, non soltanto dell'attuale regime della Repubblica Islamica, nei confronti dell'Occidente. Questo non ha niente a che vedere con l'interesse che gli iraniani dimostrano per tutto quello che proviene dal mondo occcidentale da cui sono anche affascinati.
(nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte dell'intervista)
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alle 17:45
mohammad
io penso che il sig negri non e informato ,oppure e malafede.