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Mar 0927

Intervista a Debora Serracchiani: l'era glaciale del Pd e il silenzio di Dario Franceschini

Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 16:30 in Interviste


E questo è stato solo l'inizio. Debora Serracchiani, 38 anni, avvocato e consigliere provinciale a Udine per il Partito democratico, non ha avuto peli sulla lingua il 21 marzo all'Assemblea nazionale dei circoli del Pd. Sguardo timido e piglio felino, Debora ha parlato forte e chiaro a Dario Franceschini. Ha attaccato la dirigenza lontana dalla base e sottolineato la necessità di una politica di sintesi. Ne ho per tutti, dice, e fa bene.

Si scatena immediato il tam tam in Rete: il suo intervento circola su YouTube e su Facebook nascono gruppi che la vogliono leader del Pd o al Parlamento europeo. Un numero: sul sito di Youdem il suo speech è stato visto più di 50.000 volte. Un successo: i blogger ne parlano e si trasforma nel nuovo tormentone di speranza del Partito democratico. Parola d'ordine: buon senso.

Mercoledì mattina la ascolto anche da Giuliano Ferrara a Radio24, è tosta e modesta. Pulita nelle argomentazioni, è il primo concreto tentativo di riscatto per gli elettori delusi che credono ancora nel partito di domani. Ieri le ho scritto. Mi risponde dopo una manciata di minuti:

Non ti nascondo che sta diventando impossibile respirare. Ti lascio comunque il mio numero. Potrei essere libera dopo le 10.30 di domani.

So che stasera andrà all'Era glaciale. Alle 10.30 la chiamo, risponde. Ecco l'intervista.

Sai che chi va da Daria Bignardi è il personaggio del momento?

(Ride).

Sì che lo sai.

Sì, sono cose che ti capitano una volta nella vita, inutile fare finta di niente. Le vivo cercando di rimanere lucida.

Parlano già di nuova star del Pd.

Da sabato sono sommersa di chiamate. Quotidiani, riviste e ora anche la tv. Ma quello che mi sorprende di più sono le migliaia di mail che ricevo al giorno.

Cosa ti scrivono?

Che ho espresso il loro pensiero. E tanti elettori di centrodestra spiegano che a loro manca una figura come me, poi mi chiedono di candidarmi. "Se ti presenti non so come fare a non votarti", dicono.

Ma tu rimani nel Pd.

Mai e poi mai farei il salto della quaglia. Sono qui, ci sono sempre stata.

Veniamo a quel sabato all'Assemblea nazionale. Il discorso è stato un trionfo, in Rete è circolato ovunque. 

Sì, è stato visto da migliaia di persone su YouDem e YouTube. E' la rete è uno spazio dove tutti possono ancora avere una voce.

Come ti spieghi questo successo?

C'era bisogno di dire cose che hanno detto in tanti, ma con semplicità. Il mio è un messaggio che vuole aiutare il partito, le mie critiche sono costruttive.

Chi ti ha telefonato dopo?

Alessandro Maran, Carlo Pegorer e Walter Verini.

Veltroni?

No.

Franceschini?

No.

Ma non gli hai neanche parlato sabato?

No, non ne ho avuto occasione.

Insomma, nessuno dei colonnelli del Pd ti ha chiamata.

No. Ci vuole tempo per queste cose.

Passiamo all'attualità. Primo argomento: testamento biologico. Anna Finocchiaro ha parlato di tradimento.

Credo ci sia molta distanza tra il Parlamento e il sentire diffuso. E credo che l'articolo 32 della Costituzione sia da rispettare.

Secondo: la proposta di Berlusconi del voto solo ai capigruppo. 

Inaccettabile. Elezioni, rappresentanti politici, deputati e senatori per lui sono una perdita di tempo. La prossima volta proporrà di votare con un solo tasto.

Terzo: il Papa sul preservativo che "aggrava i problemi".

Invito al buon senso. Non discuto i principi fondamentali della Chiesa e in Africa sono necessari particolari accorgimenti. Ma non si risolvono i problemi solo con la preghiera o predicando astinenza e castità. Penso anche alle mamme italiane. 

In che senso?

Pur non avendo figli, mi rendo conto che verso i 12-13 anni i ragazzi di oggi fanno sesso e bisogna parlare di preservativi.

Credi che esista una corrente ratzingeriana nel Pd, come l'ha definita Francesco Boccia?

Spero che si smetta di dare nomi di persone a delle correnti di pensiero.

Ma le correnti nel Pd ci sono. 

Preferirei ci fossero aree culturali in cui le persone esprimono le proprie opinioni, anche divergenti. Ma alla fine, con la mediazione, deve uscirne una sola voce.

Oggi nasce il Popolo della Libertà in pompa magna, tra provini, megaschermi e gadget matrioska. Cosa ne pensi?

Non è come il Pd, l'impatto mediatico è diverso. E non ci appartiene la politica dei proclami.

(Se io fossi Dario Franceschini questa Debora non me la lascerei scappare.)

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Commenti

1. pina, Mercoledì 1 Aprile 2009 ore 19:24

qello che dice Debora è quello che vorremmo ascoltare dai cosidetti grandi e invece.....

ma ci vuole veramente un grande coraggio!!! per dire cose che il buon senso  vorrebbe fossero dette all'unisono da tutti quelli che hanno creduto e ancora credono nel P.D.

2. VERU, Giovedì 23 Aprile 2009 ore 15:32

SI SI

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