blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Report dalla Rete ad Alfano: l'esercito della salvezza contro un bimbo di 10 anni

Eleonora Bianchini avatar Martedì 24 Marzo 2009, 15:13 in Italia di Eleonora Bianchini

salvationarmy.jpg

La situazione è seria e pure grave, ahimè. Spiace storpiare l'aforisma di Ennio Flaiano, ma il panorama mediatico italiano da anni si cuce addosso lo stigma della scarsa trasparenza e del mancato rispetto delle sentenze, dalla Corte europea alla Cassazione. Lo strazio delle vicende mediatiche passa dalla puntata di Report sul caso di Europa 7 fino agli ultimi sviluppi del ddl di Giampiero D'Alia, Gabriella Carlucci e delle prospettive di Angelino Alfano su You Tube.

Punto primo: riguardate la puntata di Report dal titolo Modulazione di frequenze. Il groviglio dei provvedimenti ad hoc del governo per salvare Rete 4 dal digitale terrestre e la lotta contro i mulini a vento di Francesco Di Stefano di Europa 7 si dipana grazie all'inchiesta di Bernardo Iovene. Il giornalista mostra a Fedele Confalonieri tutte le sentenze che dichiarano illegittima l'occupazione delle frequenze analogiche della terza rete di Mediaset.

Confalonieri sbotta regolarmente dinanzi ai fogli delle sentenze e si appiglia con decisa arroganza ai cavilli degli avvocati. E la sinistra dove è stata negli ultimi 15 anni? Non al suo posto, è evidente. E' stata pietosa: da Paolo Gentiloni a Luciano Violante nessuno ha voluto fermare l'appropriamento indebito delle frequenze di Rete4. E mentre tutti in Europa non capiscono perchè le sentenze non vengano applicate, noi tra legge Mammì e il soldato Gasparri manteniamo lo status quo (Gabanelli 10 e lode anche stavolta).

Ma non c'è solo la tv su cui mettere le mani.

Il mezzo più trendy è la Rete. Molto si è detto e scritto ad esempio sull'emendamento cinese del senatore Gianpiero D'Alia e la "regolamentazione" del Web, inclusi Facebook e Youtube. Noi ne abbiamo parlato qui, dove abbiamo linkato l'intervista di Daniele Gilioli e manifestato le nostre perplessità.

Oltre a Gianpiero D'Alia aggiungiamo altra carne al fuoco con la spumeggiante Gabriella Carlucci, che ha presentato alla Camera un disegno di legge con titolo "Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet". Guarda caso la proposta, però, non è stata scritta di suo pugno. Infatti, riporta Webnews, alla stesura di una prima bozza della proposta di legge avrebbe collaborato a titolo personale Davide Rossi, presidente di Univideo (conflitto di interessi vi dice niente? No, siamo noi i maliziosi)

L'apporto sarebbe stato però privato e volontario (nonché a titolo gratuito), dissociato dalle funzioni professionali, al fine di mettere nero su bianco quanto primariamente affermato nell'incontro organizzato da AssoDigitale.

Riassumiamo per la nostra gioia i punti salienti della proposta Carlucci: mai più in Rete contenuti in forma anonima e chi lo farà sarà perseguito; si applicano in toto le norme relative alla stampa nei casi di diffamazione e le leggi per il diritto d'autore.

Oltre al tandem D'Alia - Carlucci, la maggioranza si compatta in prima linea con la manovra di sfondamento di Angelino Alfano, il papabile delfino di Silvio Berlusconi. Il Ministro ha così risposto a un bambino di quinta elementare che chiedeva dei possibili di interventi del governo in Rete. «Appena i tecnici del governo Berlusconi troveranno il modo di intervenire nella difficile  realtà del web, arriverà una nuova legge per contrastare gli  abusi sempre più frequenti su Internet. Come in Youtube ad  esempio. Vogliamo intervenire». E ancora: «Il nome  stesso di rete rimanda a una  maglia difficile da controllare, ma stiamo lavorando sul tema».

Insomma, la Rete è pericolosa. Per fortuna l'esercito della salvezza è arrivato.

1
1
24 Mar 2009
alle 21:49

Hytok

Violante? Scherzi? Senti cosa diceva nel 2003:

http://www.youtube.com/watch?v=_stxOSyxE7k

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere