UPDATE! Intervista a Debora Serracchiani: l'era glaciale del Pd e il silenzio di Dario Franceschini
E' proprio vero che la classe politica è lo specchio del paese. Le dichiarazioni dei redditi di deputati, senatori e ministri 2008 sono la cartina tornasole di un paese che fa della furbizia l'asso nella manica, del denaro pubblico il trofeo di guerra e spaccia per ingenuità la buona fede degli elettori che dai loro rappresentanti, magari, si aspetterebbe un atteggiamento più trasparente. Ma guai a invocarlo, potreste passare per giustizialisti o peggio ancora per bigotti moralisti. Veniamo ai fatti.
Su Repubblica un'interessante classifica dei parlamentari più ricchi: in testa Silvio Berlusconi che, dai conti del 740, risulterebbe il nuovo povero. Povero premier, anche lui falcidiato dalla crisi? Niente affatto: a fargli le pulci è Franco Bechis che in prima su Italia Oggi spiega come il premier abbia in tasca ben 719 milioni di euro, tra dividendi (ovvero il patrimonio netto che va agli azionisti), riserve straordinarie e disponibilità liquide. Il conteggio può essere fatto fino al centesimo: 719.007.355,74 è la cifra esatta di cui dispone il Cav. e anche i figli non sono da meno (su canisciolti trovate i dettagli del reddito). E uno lo abbiamo smascherato.
I furbetti del Transatlantico, tra cui si nascondono anche alcuni nullatenenti, riducono all'osso anche le spese elettorali e oggi apprendiamo con stupore che manifesti, biciclettate e pranzi in trattoria, sono gratis. Con qualche eccezione.
Pierluigi Bersani ha speso 65.000 euro e ne ha raccolti ben 169.500 dai suoi sostenitori. La differenza a buon rendere, visto che non li ha versati al partito. Al contrario Su-Dario (come è stato rinominato da Dagospia) ne raccoglie 67 mila, ne spende 18 mila e il resto lo versa al partito. Diligente.
Visti i conteggi torna profetica l'arringa di Debora Serracchiani su Scheggedivetro che spiega al suo segretario Dario Franceschini: non possiamo evitare di tassare i ricchi solo perché rappresentano lo 0.32% della popolazione italiana. Intanto cominciate da loro. E qualche centinaio in Parlamento, c'è. Un breve excursus a sinistra: Walter Veltroni dichiarava nel 2007 477.778 mila euro, dovuti in gran parte ai diritti dei libri; il vice la metà, 220mila; Antonio Di Pietro 218 mila più 6 fabbricati tra Bergamo, Roma e Montenero; Pierferdinando Casini 142mila; Umberto Bossi 134mila e Gianfranco Fini 105mila. Oltre alle cifre alte che non rispecchiano l'operosità della classe politica, in Parlamento si fa del nero e si omettono costi, ricavi e guadagni. Così anche Berlusconi risulta più povero e con la campagna elettorale più leggera della storia della Repubblica.
Poi ci sono le curiosità:
Il fatto è che, scorrendo i faldoni pubblicati da Montecitorio e Palazzo Madama, ci si imbatte in tante curiosità, se proprio le si vuole definire così. Si prenda il caso di Massimo Nicolucci, napoletano Pdl. Risulta nel cda de "Il Domenicale" di Dell'Utri, proprietario di un'Alfa 147, una Multipla, una Yamaha e di un box auto e ha dichiarato 215 euro. Se è per questo, al Senato stanno ben altri ex indigenti, da Barbara Contini (Pdl) e Mirella Giai (Udc), reddito zero nel 2007, come alla Camera la new entry berlusconiana Nunzia De Girolamo da assistente universitaria si era fermata a 5.899 euro. Provvidenziale, in questi casi, l'elezione dell'anno scorso.
A quota "0" risulta anche il ministro degli Esteri Frattini, ma solo perché nel 2007 era commissario Ue e non faceva dichiarazione in Italia. E che dire di Elio Vittorio Belcastro, Mpa, che ha dichiarato poco di più (9 mila euro) ma vanta 9 proprietà tra terreni e fabbricati, 4 auto e il 50% di uno studio legale associato? E del leghista Luciano Dussin, 22 mila euro, ma con Bmw, Volkswagen, Alfa spider, Mercedes e moto Bmw? Cose che succedono. Come può succedere che Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia Pdl, chiamato in causa nei mesi scorsi da pentiti di Camorra, risulti proprietario e comproprietario di 84 immobili tra Casal di Principe (suo paese di origine), Aversa, Gaeta, Roma e Caserta e di tre auto.
Infine ecco i nuovi ricchi:
Ma di ricchi con voglia di ostentare in Parlamento ne siedono tanti. Drappello guidato dagli avvocati, a cominciare da quelli più vicini al premier: Gaetano Pecorella (15 fabbricati tra Milano e Cuneo) e Niccolò Ghedini (1,2 milioni, 44 fabbricati e un caicco in Turchia). Mentre all'imponibile da 1 milione della finiana Giulia Bongiorno nel 2007 hanno concorso oltre alle ricche parcelle pure la comproprietà di 4 fabbricati a Palermo e la proprietà piena di altri 5 tra Roma e Cefalù, con un'Audi A2 e un motorino Liberty che fa sempre molto chic. Giorgio Stracquadanio e Vincenzo Gibiino, entrambi Pdl, viaggiano invece in Ferrari. Il tesoriere e sottosegretario forzista Rocco Crimi in Jaguar XJ, la moglie in Jaguar XType 3000. Altri in Porsche.
Buon divertimento.
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