Emanuele Filiberto sarà capolista per l'Udc alle Europee nella circoscrizione Nord Ovest insieme a Magdi Cristiano Allam. La candidatura ha già suscitato molte reazioni e arriva dopo la vittoria di Ballando sotto le stelle, dove l'erede di Casa Savoia ha voluto dimostrare la sua vicinanza al popolo italiano.
Un rilancio d'immagine che in tv ha funzionato, necessario dopo la richiesta di risarcimento di 260 milioni di euro che il principe stesso, prima su Grazia poi ai microfoni di Enrico Lucci, aveva definito "una stronzata". Lo abbiamo intervistato.
Come è nata la sua candidatura con l'Udc?
Ero a cena con Lorenzo Cesa e Pierferdinando Casini, che mi seguono da tanto tempo, sanno quanto amore nutro per l'Italia e che voglio fare qualcosa per il mio paese.
Lei si sente più di destra o di sinistra?
Mi sento molto di centro, contro gli estremismi che in questi giorni tornano a farsi sentire. E' vero, ho affinità con il centrodestra ma anche a sinistra ho molti amici, specie nel mondo dello spettacolo, come Fabio Fazio e Zucchero.
Parliamo di rappresentanti politici. Partiamo da sinistra.
Ho grande rispetto per Massimo D'Alema e Fausto Bertinotti.
E a destra?
Silvio Berlusconi e Ignazio La Russa. Ho amicizie molto trasversali, non sono per l'individualismo. Le buone idee vengono da tutte le parti.
E' vero che la candidatura è nata dopo "Ballando sotto le stelle"?
No, è nata nel corso della trasmissione. Mi hanno detto: "C'è questa bella scadenza al Parlamento europeo, perché non accetti di essere in lista con noi?". Per me è una grande opportunità e farò il possibile per essere eletto.
Molti si domandano ancora perchè sia andato dalla Carlucci.
Per dimostrare davvero chi fosse il vero Emanuele Filiberto ed era una bella occasione visto che ero ripreso tutti i giorni mentre ballavo. Lì migliorare nella danza era il mio obiettivo. Ma non era nella mia testa l'intenzione di candidarmi. E' venuto dopo grazie all'invito di Cesa e Casini visto che ci sono le preferenze il cittadino può decidere direttamente.
Quindi Cesa e Casini vedono in lei un traino per le preferenze.
Non lo so, bisogna chiedere a loro. Io ce la metterò tutta.
Lei aveva già tentato la via della politica con la lista Valori e futuro nel 2008. Com'era andata?
All'epoca ero ancora residente in Svizzera ed ero candidato per la circoscrizione Europa, ho incontrato realtà molto belle e interessanti.
Quindi?
E' andata come è andata, con due settimane e mezzo di campagna elettorale e 4000 voti.
Non benissimo.
Bisogna pur sempre iniziare. Gli italiani devono imparare a conoscermi come persona politica dopo Ballando, vedremo questa volta.
Sa che gli italiani si ricordano ancora della sua richiesta di risarcimento? Quei 260 milioni di euro per i danni morali subìti in 54 anni di esilio.
Oggi sono un cittadino della Repubblica italiana, ho dei doveri ma anche il diritto di essere eleggibile. Non vedo perché non potrei candidarmi: amo la mia patria, sono giovane e ho delle idee.
Dice di voler portare in Europa i valori della famiglia e dell'identità cristiana. C'è da dire però che su Striscia la notizia circolava un video in cui, a una festa, non ha tenuto un comportamento propriamente ortodosso.
Quel video ha almeno 5 o 6 anni. Era una felice festa dove avevo bevuto un bicchiere di troppo, non mi pare sia un reato. Diciamo che ero giovane, mi sono divertito. Mi sono fatto beccare e ben mi sta.
Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, ma in campagna elettorale le ricorderanno ancora dell'inchiesta di Potenza che, tra ragazze e casinò, vedeva coinvolto suo padre.
Io non sono mio padre.
Quindi non sente di doversi giustificare.
Quel che è fatto è fatto, non c'è niente da giustificare. Sono il primo a chiedere scusa e le critiche sono costruttive. Quello che avete visto avete visto, ma a chi non è successo. A questo punto nessuno dovrebbe candidarsi.
A proposito di scuse, prima su Grazia poi a Enrico Lucci delle Iene, lei stesso ha definito "una stronzata" la richiesta del risarcimento.
Sicuro! E' stata una cosa che ha fatto arrabbiare tanti italiani, ho chiesto scusa è per questo che l'ho ritirata. Comunque è stata una storia mal interpretata, perché di fatto un processo contro l'Italia non l'abbiamo mai fatto.
Ci ricordiamo però che prima ha difeso la battaglia del risarcimento poi ha ritirato tutto. Un bel cambio.
Devo dire che la situazione mi è un po' sfuggita di mano. All'epoca ero all'estero e stavo per tornare in Italia. Gli avvocati me lo avevano spiegato come un prolungamento per non fare cadere i termini e io non avevo visto né capito la storia di una richiesta in denaro.
Però era il portabandiera della causa, anche a nome della sua famiglia.
L'ho detto, ero appena tornato e non capivo, era tutta un'altra cosa! Ma sono cose passate, dobbiamo sempre stare a parlare di queste cose?
No, parliamo d'altro. Cosa vorrebbe portare in Europa?
Voglio proseguire in linea col PPE, e sostenere l'identità italiana: tutelare il territorio, l'artigianato, l'agricoltura, il turismo e aiutare le persone in difficoltà. Ho tante idee.
Ha mai pensato al ritorno della monarchia in Italia?
No.
Chissà, forse i Savoia non avevano molta voglia di prendersi sulle spalle il peso di una unificazione italiana. Ci hanno provato. Per qualche verso la cosa è andato bene, per qualche altro un po' meno. La costituzione Albertina era certo, all'epoca, un segnale di apertura, poi però c'è stata una sorta di avversione al "potere" nei vari re, una predilezione per la vita che li rendeva refrattari alle grandi imprese militari, alle complesse politiche di conquista.
Vittorio Emanuele III accolse l'imprevisto compito con riluttanza, lasciando ciò che più amava: il viaggiare e la fotografia. E tutto sommato Umberto re non sarebbe stato meno democratico degli attuali monarchi ancora in carica in Europa.
Oggi che destra e sinistra lottano accanitamente per il "potere" facendo quasi una sorta di campionato alla ricerca di consensi sempre più artefatti con l'ausilio mediatico e lontani dal viveve quotidiano della gente, forse c'è posto per un terzo polo, più attento alla vita reale delle persone ed alle loro esigenze: una sorta di recupero originario del termine "politico", ovvero attenzione alla Polis, alla sua concreta gestione piuttosto che a voli fantapolitici di nouvelle grandeur.
Gestire il semplice è la cosa più difficile, ma potrebbe essere anche la più naturale strada verso il benessere sociale e morale.
Se funziona, auguri.
ognuno la pensi come crede, spesso in malafede, ma la vera novità è lui, non altri ammuffiti e noiosi come pannella e la bonino; bertinotti e compagnucci.
auguri emanuele filiberto. speriamo proprio di vederti in parlamento, le tue competenze in materia finanziaria sono molte, ho letto su riviste specializzate i tuoi articoli, molto interessanti.
ma che ne puo' sapere dei problemi dell'italia, un nobile che da poco e' rientrato nel nostro paese con un'aria fintamente impegnata? pensa di porsi al centro per attirare i voti di chi non ne puo' piu' dell'ormai atavico scontro tra di chi sta con berlusconi e chi gli e' contro.
la vera terza via, e' l'astensione, non come civica protesta antipolitica ma come sociologico recupero delle singole autonomie soggettive.
Sono molto felice che nella competizione europea entri a farne parte un signore, un vero signore, educato e colto e, soprattutto, giovane e per bene. Se ne sentiva veramente la mancanza.
Grazie Emanuele.
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alle 13:02
giorgia ruggieri
altezza REALE, SPERO PROPIO CHE TUTTI IMPARINO IL SUO STILE CHE INCANTA! SONO ANCORA PICCOLA MA VORREI GIA BALLARE CON LòEI PERCHè SO GIA BALLARE!