Set: L'Era glaciale. Ospite di Daria Bignardi: Renato Brunetta. Scegliete: o guardate l'intervista dall'inizio per assaporare le prime battute o passate direttamente al minuto 8.43 dove inizia lo scontro: oggetto del battibecco è una citazione sbagliata a pagina 11 di Rivoluzione in corso, il libro del Ministro (intervistato da Milano2.0). La Bignardi nomina la fondazione Brandolini dove Brunetta cominciò la sua carriera: peccato si trattasse della Giacomo Brodolini, il padre dello Statuto dei Lavoratori. Apriti cielo.
Renato prende molto a male il refuso (gravissimo, certo) al pari di una bestemmia, Daria lo accusa di essere permaloso e antipatico e nonostante i sorrisi l'atmosfera è tesissima. Lui è incalzante e vendicativo, lei si difende come può ed è stupita davanti a tanta veemenza. Su YouTube lo scontro è stato seguito ex post da migliaia di utenti e i blog ne discutono: Teledicoio mette alla berlina la Bignardi, che si propone con toni inquisitori senza avere capacità di inquisizione e tubiamo nota che è la prima occasione in cui era davvero in difficoltà, visto che, come ricorda blasfashion, mettere all'angolo Mara Carfagna è certamente stato più semplice. Infine, per biogiannozzi la tensione tra i due era shakesperiana.
(Sotto trovate la seconda e la terza parte dell'intervista, dove si sprecano frecciatine acide)
Si sa, la Bignardi non ha mai rispettato le distanze con l'intervistato, ha sempre puntato a stigmatizzare i dettagli scomodi e divertenti dell'ospite (vedi l'altezza di Brunetta) e si trova più a suo agio con personaggi del mondo della cultura che della politica. Questa volta sembrava avesse proprio perso la pazienza davanti alla puntigliosità di Brunetta che non intendeva smorzare i toni. Esausta, quando sulle vallette candidate in Europa il Ministro spiega che hanno seguito 50 ore di corso e pertanto sono idonee alla candidatura, lei getta la spugna e passa ad altro.
Sulla satira piovono contraddizioni. Per non parlare del potere di abbozzare anzichè puntualizzare con i giornalisti.
Sarebbe stato opportuno che la giornalista chiedesse scusa al primo errore: nessuno ha diritto di stabilire quanto possa essere più o meno grave; una giornalista dovrebbe conoscere l'effetto che parole e gesti possono produrre, favorendo l'empatia( lasciare all'altro la possibilità di divenire). Chiedere scusa al primo errore commesso, avrebbe favorito il clima della conversazione, annullando il conflitto che si stava creando. Ascoltando attentamente modi e toni , si percepisce chiaramente una sfida in essere: la battaglia è stata solo una conseguenza! già.. chiedere scusa resta sempre la cosa più difficile anche nell'era dell'informazione globale...
Finalmente qualcuno smaschera questa disgraziata rivelando il nulla che é.
Caro Ministro, vorrei ricordarle che il Decreto Legge che lei ha fatto è il n. 112/08 e non il 122/08, come da lei indicato durante l'intervista, se proprio vuol essere preciso (mi riferisco al Decerto convertito con Legge n. 133/08). Ed inoltre la rivoluzionaria legge sul merito e la produttività (Legge n. 15/09 per l'esattezza) ancora la rivoluzione la deve fare perchè, essendo una legge delega, rimane lettera morta finchè non vengono emanati i decreti attuativi.
Queste precisazioni avrebbe potuto anche farle. Tasparenza nella Pubblica Amministrazione. Principio universale. O no???
ritengo che le precisazioni di Brunetta fossero indispensabili ed oltremodo idonee a mettere in evidenza la statura culturale molto bassa della Bignardi.Plaudo al grane Brunetta che smonta con fatti e numeri la pseudo cultura della sinistra.
per quanto assolutamente condivisibili alcune battaglie del ministro brunetta, trovo che durante l' intervista a l' era glaciale, sia stato arrogante, oltermodo cafone, privo di quello spirito dialettico che dovrebbe essere consono a persone che dibattono civilmente.
sicuro che la signora bignardi non abbia assolutamente bisogno di solidarietà, voglio semplicemente esprimere un attesatato di stima nei confronti della conduttrice.
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alle 22:13
Errico
1 Maggio 2009: Ai commenti aggiungo che in questi giorni l’on. ministro ha approntato con un D.L. un nuovo giro di vite nei riguardi dei lavoratori del pubblico impiego, considerando anche la possibilità di carcere fino a 5 anni, sè si dichiarano malati ma poi non lo sono (forse sono guariti), il mio punto di vista è questo: Questi rappresentanti di questa classe capitalista avanzata, non stanno facendo altro che distruggere la Pubblica Amministrazione nella figura di coloro che ci lavorano al fine di stornare il denaro a loro destinato, oltre che togliere le competenze ai vari comparti pubblici per assegnarle agli ex-enti parastatali che sono stati privatizzati e quindi sono S.p.A., e a società private. Il motivo? Ma non l’avete ancora capito?
Questi signori sono proprietari dei pacchetti azionari di queste società ed ex-enti, e quindi hanno tutto da guadagnare. Ed il caro Ministro non è altro che il braccio armato della nuova borghesia Capitalista Italiana.