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Mentana a Exit per il terremoto in Abruzzo, mani in mano: "Passionaccia" per il Matrix dell'assenza

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 9 Aprile 2009, 16:13 in In evidenza di Eleonora Bianchini
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Qualche breve considerazione sull'informazione degli ultimi giorni. Teleipnosi ha parlato della sfilata di Emanuele Filiberto tra le macerie e RealityeShow ci ha segnalato tutte le differenze di palinsesto degli ultimi giorni. E Matrix non si è certo negato un overload di speciali accaniti. Il pensiero va lì. Terremoto sì, Eluana no. Certo, la portata della tragedia abruzzese coinvolge tutto il paese, domani sarà giornata di lutto nazionale, non è un problema etico da risolvere con una legge in Parlamento dove la destra e la sinistra margheritina puntellano i piedi sull'indisponibilità della vita.

Per Eluana il cordoglio era solo schiantato sui giornali e nella coscienza di chi voleva riflettere. Le differenze ci sono e i due casi sono talmente agli antipodi che risulta inopportuno accostarli. Lo facciamo solo per riflettere su un giornalista: Enrico Mentana. Silurato per la scelta politica di avere intervistato Antonio Di Pietro nonostante gli avvertimenti del fedelissimo Confalonieri, è rimasto fuori.

Niente Sky, niente Rai, niente Mediaset.

La sua assenza è diventata un matrix, una matassa inestricabile mentre tutti pensavano che non sarebbe rimasto una sola settimana lontano dalla tv. Figuriamoci, proprio Mentana. Eppure.

Ora sta ultimando un libro per Rizzoli, Passionaccia, in uscita il prossimo 13 maggio. Al momento rimangono solo gli spazi su Vanity Fair e Radio Dimensione Suono. Per un cavallo di razza come lui sarà terribile stare a guardare e immaginarsi al posto di Alessio Vinci e Cesara Buonamici. Alcune settimane fa era stato ospite all'Infedele e ieri sera era in studio a Exit condotto da Ilaria D'Amico (dove la settimana scorsa Grillo era in collegamento).

Bene: vederlo lì, su quella poltrona a fare l'ospite e inserire alcune considerazioni furtive sul terremoto, sempre interessanti, puntuali e ficcanti, era come essere stretti da un bavaglio. Sulla sua voce hanno prevalso i politici in collegamento dall'Aquila, Baldassarri in studio e alcuni tecnici. Che spreco tenerlo così, in un cantuccio. Ma come vorremmo vederlo ancora alla conduzione (di Matrix o altro).

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