"Ieri avevo pubblicato un link al suo articolo "Ma io per il terremoto non do nemmeno un euro"... oggi è scomparso...sa dirmi qualcosa?" Su Facebook si domandano che fine abbia fatto la nota di Giacomo Di Girolamo, il direttore di Marsala.it al centro di un caso on e offline sul terremoto in Abruzzo. La sua provocazione contro le donazioni pro marsicani ha suscitato polemiche e plausi in Rete e il nome è circolato da Radio 24 a Repubblica.
"Sabato pomeriggio non ce l’ho fatta a tenere dentro tutto il dolore che provavo per quello che avevo visto - ci spiega Giacomo- e sentito sul terremoto e ho deciso di utilizzare la mia rubrica su Marsala.it per rispondere a livello personale a una mia domanda: "Cosa provi di fronte a quello che vedi?". E l’ho fatto. L’ho messo sul blog e sulla mia pagina di facebook, poi ogni cosa è venuta da sé. I social network sono degli amplificatori di contenuti e se corre online un sentimento condiviso, allora quel pensiero gira, e non conosce limiti".
E' vero che su Facebook hanno cancellato la tua nota?
Non ho capito cosa sia successo, mi sono arrivate decine di segnalazioni. Ma è dura fermare il tam tam in Rete.
Anche se fosse stato così, la nota non ha smesso di circolare, perché appena si è sparsa la voce, altri utenti l'hanno reinserita.
E quindi si è moltiplicata.
Questo aspetto della vicenda è la dimostrazione di come le comunità dei social network siano dotate di anticorpi naturali che reagiscono alla sopraffazione e allo sfruttamento commerciale. Se un contenuto è ritenuto valido, la comunità lo scambia e lo protegge.
Perchè ha sucitato tanto clamore?
Ho dato forma a sentimenti condivisi da molti cittadini, stanchi dei rituali di un paese ormai allo sfascio.
Evidenzi l'assenza di coscienza politica che anche nel caso dell'Abruzzo scarica la responsabilità sugli italiani.
Premetto: ho dato voce ai sentimenti e alle idee, ma non ho soluzioni.
Ma chi ha condiviso le tue parole vorrebbe reagire alla corruzione.
Sì, ma è endemica.
Quindi cosa possiamo fare?
Il maggiore contributo che noi cittadini possiamo offrire per guarire l'Italia (cominciando proprio dalla ricostruzione in Abruzzo) è fare il nostro dovere, ciascuno secondo le sue competenza. Purtroppo il senso della responsabilità si è perso, ragion per cui io l'euro non lo do.
Tutti d'accordo sull'indignazione, eppure non esiste una vera lotta al malcostume della politica.
Qualcosa si muove. Ma i gangli vitali dell'informazione e della formazione fanno parte di un sistema culturale che spesso non arricchisce un'opinione pubblica,attiva. Come dice Ascanio Celestini, "il popolo è un bambino". Gli basta il calcio la domenica e i culi delle ballerine in tv. Il malcostume viene riconosciuto per furbizia, scaltrezza.
E in pochi si ribellano.
Infatti. Ogni tanto si aprono - come in questo caso - dei momenti di verità, come se il velo si squarciasse. Ma dura solo pochi attimi. E' "la pioggia che si trasforma in luce" della protagonista dell'Eleganza del Riccio. Poca cosa. Ma bisogna continuare.
Cosa ne pensi della scorsa puntata di Annozero?
Mi sono emozionato, era davvero fatta bene. E' nel momento del dolore che bisogna guardarsi in faccia. Santoro ha fatto questo. E chiaramente, paga.
E della sospensione di Vauro?
Vogliamo aggiungere anche le polemiche su Crozza?
Prego.
La risposta è una sola. Nella nostra rubrica di satira sul sito lunedì abbiamo scritto:"Ora in Abruzzo il Governo potrà fare un bel piano casa". Ci è piovuto addosso di tutto. Quindi la mia risposta su Vauro e su Crozza è qui.
Tiriamo le somme. Pensi che la tua protesta sia servita a qualcosa?
Non è compito dei comunicatori risolvere i problemi, ma dare loro una voce. In questo senso credo che la mia protesta sia davvero servita. Un dolore e uno sdegno personale sono diventati patrimonio di tutti e sentimento di molti.
"è molto semplice: ogni voto alle europee dà ai partiti 5 euro, ogni voto alle amministrative altri 4 euro per scheda.
non è meglio usarli per ricostruire l'aquila?"
No, la norma che lo prevede è certamente iniqua, ma rinunciare al voto per mandare quei soldi a l'Aquila è una utopia che oltretutto danneggia l'eventualità di un risultato elettivo almeno apprezzabile. I soldi pubblici sono gestiti dallo stato e se lo stato è ladro, quindi è completamente inutile portare avanti iniziative parallele che non affrontano il problema con la giusta priorità, quello che va profondamente cambiato è il sistema politico e se non ci riusciamo con il voto come pensi di poterlo fare? con le armi?!
Molto meglio scegliersi un buon candidato e non sprecare il proprio voto, tanto più che le elezioni europee preservano ancora la forma democratica del voto di preferenza.
Io voto De Magistris e non ci rinuncio nè per 5 euro, né per 50 ma neanche 500.000 euro.
Potrei rinunciare al mio voto solo se fossi certa che nessuno andasse a votare, allora sì che sarebbe una vera rivoluzione non violenta!!! ma non è il nostro caso... nessun paese del mondo ha abbastanza coscienza per farlo, figuriamoci l'Italia!!!
è facilissimo trovare i soldi per l'abruzzo
è molto semplice: basta recarsi al seggio e far mettere a verbale che ci si
rifiuta di prendere le schede e votare in modo da far risparmiare l'euro
all'anno che ogni scheda votata fa destinare al finanziamento pubblico dei
partiti.
è molto semplice: ogni voto alle europee dà ai partiti 5 euro, ogni voto
alle amministrative altri 4 euro per scheda.
non è meglio usarli per ricostruire l'aquila?
Meno male che RAI 3 c'è!!!.Cilios.
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alle 15:48
Cinthia
"è molto semplice: ogni voto alle europee dà ai partiti 5 euro, ogni voto alle amministrative altri 4 euro per scheda.
non è meglio usarli per ricostruire l'aquila?"
No, la norma che lo prevede è certamente iniqua, ma rinunciare al voto per mandare quei soldi a l'Aquila è una utopia che oltretutto danneggia l'eventualità di un risultato elettivo almeno apprezzabile. I soldi pubblici sono gestiti dallo stato e se lo stato è ladro, quindi è completamente inutile portare avanti iniziative parallele che non affrontano il problema con la giusta priorità, quello che va profondamente cambiato è il sistema politico e se non ci riusciamo con il voto come pensi di poterlo fare? con le armi?!
Molto meglio scegliersi un buon candidato e non sprecare il proprio voto, tanto più che le elezioni europee preservano ancora la forma democratica del voto di preferenza.
Io voto De Magistris e non ci rinuncio nè per 5 euro, né per 50 ma neanche 500.000 euro.
Potrei rinunciare al mio voto solo se fossi certa che nessuno andasse a votare, allora sì che sarebbe una vera rivoluzione non violenta!!! ma non è il nostro caso... nessun paese del mondo ha abbastanza coscienza per farlo, figuriamoci l'Italia!!!