La Tv pubblica spagnola licenzia il direttore sportivo accusato di censura mentre noi in Italia, dal Tg1 al Tg4, siamo abituati al bavaglio imposto dal birignao della politica.
Al massimo, in casi analoghi, ci facciamo una risata davanti ai servizi-denuncia di Striscia la notizia; ma sono risate, non licenziamenti o vera indignazione.
Al massimo rimaniamo basiti per una puntata domenicale di Report, ma il giorno dopo è lunedì e abbiamo la memoria corta.
La storia è semplice: mercoledì notte si è giocata a Valencia la finale di Copa del Rey fra Barcellona e Athletic Bilbao. Parliamo di due squadre sui generis oriunde di due regioni infuocate dallo spirito indipendentista, Catalogna e Paesi baschi. Entrano il re Juan Carlos e la regina Sofia: fischi, ovvio. Parte l'inno spagnolo: altri fischi, chiaro. La Tve, che trasmetteva la partita ha passato la linea agli inviati a Barcellona e a Bilbao (nel video la sequenza dei fatti) e senza mostrare i sonori pitidos dei tifosi.
A partita avviata, come riporta il Corriere, si è scusata con un cartello per «l'errore umano» e ha trasmesso le immagini dell'inno durante l'intervallo, ma con inquadrature di tifosi la mano sul petto o plaudenti, e con un audio nel quale i fischi erano sovrastati dall'esecuzione musicale. La casa reale si astiene dai commenti, El Mundo ed El Pais parlano di un crescente desiderio di Repubblica tra gli spagnoli e di censura. Conseguenze: il responsabile della Tve Javier Pons ha annunciato l'immediata rimozione dall'incarico del direttore della redazione sportiva, Julian Reyes, e si è scusato con il pubblico, parlando di un «grave errore».
Accidenti, proprio rigidi questi spagnoli. Gli italianibravagente sono meno seriosi, più giocherelloni e indulgenti. Che in termini politici si traduce con popolo dalla memoria corta e dai lunghi pregiudizi.
Mentre la Tv pubblica di Spagna si scusa con i telespettatori e chiede la testa del direttore sportivo, in Italia Annozero non può criticare la Protezione civile dopo il terremoto in Abruzzo, il Tg1 canta le lodi dell'audience dopo la tragedia, Lorena Bianchetti stoppa Silvan, nelle liste per il Parlamento europeo vengono cancellate le veline in extremis, Veronica Lario parla di premier malato che frequenta le minorenni e chiede il divorzio, a Porta a Porta nessuno osa fare al premier queste domande (no, neanche il comunista Sansonetti), Marano censura Vauro e Borromeo a L'Era glaciale, Palazzo Chigi scrive un comunicato di fuoco sulle domande di Giuseppe D'Avanzo a Silvio Berlusconi sull'affaire Noemi Letizia, italiadallestero ricorda che El Mundo schernisce l'Italia per Marcello Dell'Utri nostalgico di Mussolini, il Tg1 e Tg5 non parlano delle accuse di Veronica e del Tg4 non parliamo neanche. Continuiamo pure a farci prendere per i fondelli, dalla Spagna alla Finlandia.
Negli altri paesi, al contrario, esiste ancora la capacità di indignarsi e reagire.
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